“Il cambiamento climatico, l’incremento della popolazione globale e la continua diminuzione delle terre coltivabili richiedono un nuovo modo di produrre. Non possiamo più limitarci a pratiche sostenibili, ma dobbiamo mirare a rigenerare i nostri sistemi agricoli, per migliorare la qualità e la salute dei terreni agricoli,”
L’agricoltura rigenerativa si presenta come una strategia complessa, che unisce tecnologie all’avanguardia, metodi di coltivazione sostenibili e una nuova gestione del territorio. Non si tratta di una soluzione temporanea, ma di un cambiamento sistemico destinato a trasformare il settore in futuro.
Bayer intende lavorare fianco a fianco con gli agricoltori per attuare soluzioni su misura e facilitare la transizione verso un’agricoltura più robusta, capace di aumentare i raccolti e i redditi agricoli, fornendo strumenti adeguati per affrontare le sfide globali.
L’obiettivo dell’azienda è supportare gli agricoltori nel migliorare i loro risultati, creando un impatto positivo sia dal punto di vista economico che ambientale.
Un esempio tangibile dell’efficacia dell’agricoltura rigenerativa arriva da Carlo De Biasi, di San Felice, produttore vinicolo situato a Castelnuovo Berardenga, nel cuore della regione senese. “Abbiamo intrapreso questo percorso tra i pionieri in Italia – ha spiegato De Biasi – perché siamo convinti che, in un contesto climatico così drammaticamente mutato, la viticoltura rigenerativa rappresenti il modello di gestione appropriato per il vigneto. Siamo stati introdotti a questo approccio grazie alle esperienze delle aziende spagnole con le quali oggi collaboriamo attraverso l’Association Viticultura Regenerativa.
Secondo De Biasi, non basta più perseguire la sostenibilità: “Non possiamo limitarci a proteggere ciò che abbiamo, dobbiamo garantire un’eredità migliorata per le generazioni future. Il cambiamento ambientale richiede una revisione del tradizionale modello vitivinicolo, ponendo al centro l’agronomia e adottando pratiche che aumentino la materia organica nei suoli, li proteggano dall’erosione e ne migliorino la capacità di trattenere l’acqua.
L’esperienza di San Felice dimostra che l’implementazione di tecniche rigenerative permette di rigenerare i suoli, aumentare la biodiversità, mitigare gli effetti del cambiamento climatico e potenziare la resilienza delle coltivazioni di fronte a eventi climatici estremi, che negli ultimi anni hanno messo a dura prova il settore agricolo.
Il convegno di Firenze è solo il primo di una serie di eventi dedicati all’agricoltura rigenerativa. “Dopo la Toscana, seguiranno altri due eventi in Piemonte e Veneto, altre due regioni con una forte tradizione vitivinicola,”
