IA, Mattarella: "L'UE deve fare un salto, passando dalla dichiarazione di principi alle azioni concrete"

IA, Mattarella: “L’UE deve fare un salto, passando dalla dichiarazione di principi alle azioni concrete”

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“Quali valori guidano i calcolatori elettronici che alimentano l’intelligenza artificiale? Qual è la loro programmazione riguardo agli obiettivi? In una società libera, la responsabilità e la rendicontazione sono i principi fondamentali che regolano la vita collettiva. Stiamo assistendo a un cambiamento significativo in termini di ruoli e competenze, trasformando il contributo umano e il suo significato nella catena del valore dei prodotti – ha affermato Mattarella. Non parliamo solo di cambiamenti nel mercato del lavoro e nelle professioni, ma anche della possibilità che si allarghino le disuguaglianze, sia a livello nazionale che tra i Paesi, a causa del monopolio e dell’accesso a competenze sempre più avanzate”.

“L’Intelligenza Artificiale è, per molti versi, un acceleratore per chi dispone di capitali e risorse energetiche, infrastrutture tecnologiche, dati e competenze elevate. La divisione tra chi ne beneficia e chi ne è escluso potrebbe aumentare. Il controllo di queste nuove tecnologie da parte di pochi soggetti privati – che stanno estendendo la loro influenza in settori precedentemente riservati agli Stati e alle organizzazioni competenti secondo i trattati internazionali, inclusa l’esplorazione spaziale – ha dato vita a realtà talmente potenti da infrangere o addirittura sovvertire ogni regola – ha aggiunto il presidente della Repubblica. Nuovi attori incerti, per un disordine internazionale emergente. Tuttavia, ogni attività umana richiede norme di comportamento e relazioni, un codice da seguire. Si pone quindi un chiaro tema di sovranità su questioni che riguardano la sicurezza sociale e i diritti dei cittadini”.

“I diritti dei cittadini: ottocento anni fa, un giurista italiano elaborò un principio che restringeva il potere assoluto degli Stati dell’epoca, affermando – nella lingua di allora, il latino – “Quilibet in domo sua dicitur rex” – “Chiunque, nella propria casa, deve essere considerato sovrano”. Nella propria casa, non in quella altrui o negli spazi comuni, come rischia di accadere”, ha proseguito.

“La dicotomia tra benefici e minacce di un balzo tecnologico si manifesta ciclicamente nella storia. Ogni grande innovazione ha suscitato speranze e timori, producendo progressi quando è stata compresa nei suoi scopi intrinseci e orientata verso il progresso dell’umanità. Questa dicotomia deve essere risolta. Non demonizzando il cambiamento, ma esaltandone i potenziali effetti positivi, gestendolo saggiamente per garantire la dignità umana, aumentando la consapevolezza – e quindi la libertà – dei cittadini, con la consapevolezza che il lavoro di ciascuno è collegato – ha aggiunto ancora Mattarella. Pochi giorni fa, nella sua prima enciclica “Magnifica humanitas”, il Papa Leone XIV – che ha recentemente visitato la Spagna – ha richiamato l’attenzione su questa esigenza: l’Intelligenza Artificiale deve rispettare le capacità di ogni individuo, non relegarlo a un elemento marginale dei processi automatizzati. Perché – ha scritto – “il lavoro è una dimensione fondamentale dell’esistenza umana: non è solo un mezzo di sussistenza, ma il luogo di espressione, relazioni e contributo alla comunità””.

“L’alternativa coinvolge i giovani e milioni di persone di diverse età e condizioni, per l’accesso ai servizi fondamentali – nuova frontiera della cittadinanza – e milioni di lavoratori dovranno acquisire nuove competenze per operare in ambienti produttivi integrati con sistemi di IA – ha sottolineato il presidente. Oggi, il 99% della popolazione mondiale è un utilizzatore passivo delle nuove tecnologie: solo in pochi possiedono la capacità di comprenderne i meccanismi e intervenire nella loro programmazione. Questa tendenza deve essere invertita. Urgentemente”.

“I nostri Paesi devono potenziare l’ecosistema dell’innovazione e si comprende pertanto l’importanza del memorandum firmato poco fa dai presidenti dei tre Cotec. L’Unione Europea deve fare un passo avanti. Passare dall’enunciazione di principi a decisioni concrete. Le strategie sono state ampiamente discusse; ora è tempo di attuare le politiche necessarie, passando dalla produzione di regole all’operatività. È essenziale che i governi membri superino esitazioni e riserve, per facilitare l’azione comune. La sfida che ci attende è complessa e plurale. È una delle grandi prove del nostro tempo e nessun Paese può affrontarla da solo – ha continuato il presidente. Che forma avrà il mondo nei prossimi anni è uno degli interrogativi posti, appropriatamente, in questa sessione Cotec di Venezia. L’incontro odierno riveste, quindi, un valore particolare. Le Fondazioni Cotec di Portogallo, Spagna e Italia hanno coltivato un dialogo proficuo sull’innovazione nel corso degli anni”

Oggi sono chiamate a rispondere a una responsabilità corrispondente: contribuire a una risposta europea alla trasformazione del lavoro nell’era dell’Intelligenza Artificiale – ha concluso Mattarella. Non lasciamoci sfuggire l’occasione di rinnovare – adeguandole al futuro – le basi del legame tra innovazione, lavoro e democrazia, che ha caratterizzato il ventesimo secolo. È un dovere verso le giovani generazioni”

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