HandYcapped: Il Primo Videogioco al Mondo con Protagonisti in Sedia a Rotelle

HandYcapped: Il Primo Videogioco al Mondo con Protagonisti in Sedia a Rotelle

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Un appassionato di tecnologia e videogiochi, fondatore dell’Associazione The handYcapped, lavora per sensibilizzare sul tema della disabilità e raccogliere fondi per la ricerca. Si è chiesto perché giochi come Subway Surfers o Mario Kart non includano personaggi con disabilità. Una domanda semplice che tocca un problema culturale più grande: l’assenza di rappresentazione. “L’idea è emersa quasi casualmente… o forse no. Volevo descrivere la disabilità in modo differente, senza pietismo e drammi, ma con leggerezza e normalità” racconta Silvio Binca, l’ideatore. “Desidero che i bambini vedano la disabilità come qualcosa di normale, non come un limite. Se un personaggio in sedia a rotelle può essere il protagonista di un videogioco avvincente, allora tutto cambia. Non sei più “quello sfortunato”, ma “quello che corre, salta e gioca”, anche con quattro ruote”.

La intuizione è stata chiara. Se i giovani giocassero con personaggi in carrozzina, allora forse si potrebbe cambiare la percezione della disabilità, non come un limite, ma come una caratteristica tra molte. Non come un’eccezione, ma una parte naturale della vita. Questo progetto mira a educare divertendo, sfruttando il potere immersivo del gioco per modificare la percezione sociale della disabilità nelle nuove generazioni.

“Nei videogiochi si rappresentano spesso modelli ‘perfetti’, supereroi o personaggi altamente performanti. La disabilità è ancora vista come qualcosa di ‘delicato’, difficile da rappresentare, e forse anche scomoda da affrontare. Questo è il problema: se nessuno normalizza la diversità, continuerà a sembrare strano o ‘di nicchia’” – prosegue Silvio Binca – “Molte aziende temono di ‘sbagliare’ o di essere accusate di sfruttare la questione. Credo fermamente che rappresentare tutti nei giochi non sia solo giusto, ma imprescindibile. Tutti meritano di vedere se stessi in un personaggio, inclusi coloro che vivono con disabilità.” Il gioco non ha solo una dimensione culturale, ma anche un obiettivo pratico: raccogliere fondi per la ricerca sulla desminopatia. L’associazione di Silvio ha avviato una campagna GoFundMe per sostenere i costi di sviluppo del videogioco, destinato a sensibilizzare e generare fondi per la ricerca di questa malattia poco conosciuta. In questo caso, unire innovazione tecnologica e impatto sociale non è solo un nobile intento, ma una strategia di cambiamento sistemico.

Attualmente, un piccolo team porta avanti il progetto, cercando nuovi collaboratori e sostenitori. “Stiamo lavorando al progetto, ma la mole di lavoro è grande. Per rispettare le scadenze, avremmo bisogno di almeno altri 3 o 4 grafici 3D, esperti di animazione e un professionista in game design per rendere il gameplay inclusivo e divertente” – continua Silvio – “Inoltre, vorremmo supporto in marketing e comunicazione per far conoscere il gioco, cercando anche chi possa aiutarci a trovare sponsor o investitori. Servono competenze ma anche sensibilità, perché questo progetto è più di un videogioco: è un modo per lasciare un segno.” Anche le aziende possono svolgere un ruolo chiave nello sviluppo di The handYcapped.

Possono contribuire con donazioni, devolvendo il 5×1000 all’associazione, offrendo supporto tecnico o condividendo competenze e strumenti. Il progetto offre agevolazioni fiscali per le donazioni ed è aperto a collaborazioni creative, dal co-branding alla co-produzione. Chi sceglie di sostenere The handYcapped supporta una nuova narrazione della disabilità: più autentica e umana.

– foto Pexels.com –

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