Fondazione Cariplo al Parlamento UE: Cultura e Filantropia nel Futuro Bilancio

Fondazione Cariplo al Parlamento UE: Cultura e Filantropia nel Futuro Bilancio

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BRUXELLES (ITALPRESS) – La Fondazione Cariplo ha presentato al Parlamento europeo l’esperienza accumulata in più di trent’anni di supporto alla cultura e alle comunità durante l’evento «Socially Engaged Arts in the Next EU Budget: Investing in Europès Civic Infrastructure». La cultura è un elemento fondamentale per rafforzare la coesione sociale e la partecipazione democratica, oltre a promuovere l’educazione, il benessere e lo sviluppo delle comunità. È essenziale che nel prossimo bilancio europeo questo valore strategico si traduca in risorse adeguate, accessibili anche per le piccole e meno strutturate organizzazioni, e che ci sia un dialogo costante tra enti culturali, decisori pubblici e organizzazioni filantropiche sin dalla fase di definizione delle priorità e dei Piani di partenariato nazionali e regionali. L’iniziativa, sostenuta dall’Alliance for Socially Engaged Arts, di cui Fondazione Cariplo è partner fondatore, ha ottenuto il supporto degli eurodeputati Marcos Ros Sempere (Spagna), Hèlder Sousa Silva (Portogallo) e Maria Guzenina (Finlandia), e ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee, della filantropia e delle organizzazioni culturali. Patrizia Asproni, membro del Consiglio di Amministrazione di Fondazione Cariplo e Expert nel Comitato di programma di Horizon Europe per il Cluster 2 “Cultura, creatività e società inclusiva”, ha evidenziato l’importanza della cultura come «infrastruttura civica adattiva» in grado di costruire capitale sociale, fiducia e senso di appartenenza, adattandosi di conseguenza ai cambiamenti che interessano i territori, le generazioni e le comunità.
“C’è una forte necessità di spazi culturali che accolgano le persone, in particolare i giovani, offrendo luoghi sicuri e accessibili dove poter esprimere se stessi, costruire legami e realizzare progetti condivisi. Questi spazi possono contrastare l’isolamento e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. In un contesto sociale sempre più frammentato e digitale, cresce la domanda di relazioni autentiche e di ascolto che attraversa le piazze europee. Introdurre la cultura nelle periferie urbane e nelle aree più svantaggiate è un passo importante per affrontare i bisogni espressi in questo periodo. È necessario rispondere ai bisogni essenziali, senza trascurare la potenza e l’importanza della cultura per tutti”, ha commentato Patrizia Asproni.
Questa visione è sostenuta dall’esperienza diretta della Fondazione. Dal 1991, Fondazione Cariplo ha investito oltre 4,4 miliardi di euro a supporto di più di 41.000 progetti, di cui 1,4 miliardi destinati a oltre 16.500 iniziative nei settori dell’arte e della cultura. Tuttavia, il supporto per patrimoni, istituzioni e attività culturali, nonché per la partecipazione, l’innovazione e la rigenerazione urbana, genera effetti che superano il solo ambito culturale. Infatti, la cultura è una levatrice trasversale nelle attuali Sfide di Mandato della Fondazione Cariplo, che include quattro programmi strategici integrando competenze sociali, culturali, ambientali e scientifiche, con uno stanziamento di 20 milioni di euro per ciascuno in tre anni. ZeroNeet si oppone alla dispersione scolastica e guida i giovani che non lavorano e non studiano verso percorsi formativi e occupazionali: con Azionamenti – Laboratorio di possibilità, i laboratori scolastici utilizzano linguaggi artistici ed espressivi per aumentare la motivazione, la fiducia e le abilità relazionali dei giovani NEET. Destinazione Autonomia promuove percorsi di vita indipendente e autodeterminazione per persone con disabilità, integrando aspetti di vita domestica, lavoro, cultura e tecnologia: le iniziative culturali favoriscono l’accessibilità ai luoghi della cultura e promuovono l’inclusione lavorativa nel settore delle arti performative. Anita – L’infanzia prima potenzia le opportunità educative, sociali e culturali nei primi anni di vita: attraverso la linea di intervento Crea Cultura, collabora con musei e biblioteche per rendere l’offerta culturale per i bambini da 0 a 6 anni più accessibile, inclusiva e diffusa. Limen – Un futuro oltre la pena mira a migliorare la qualità della vita delle persone in esecuzione penale e supporta il loro reinserimento dopo la detenzione, anche attraverso percorsi di formazione artistica continua. Queste diverse esperienze dimostrano come la cultura possa avere un impatto significativo nel raggiungimento di obiettivi sociali, non in modo marginale.
La discussione ha anche affrontato il ruolo della filantropia nel Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 dell’UE, collaborando con le istituzioni europee e le amministrazioni nazionali e regionali.
“La questione chiave non è solo quanto il prossimo bilancio europeo destinerà alla cultura, ma quale ruolo le conferisce per il futuro dell’Europa. Il suo contributo alle priorità sociali, democratiche e territoriali deve tradursi in strumenti efficaci e risorse adeguate. Le fondazioni non solo possono fornire risorse finanziarie, ma anche la capacità di sperimentare soluzioni innovative, grazie alla loro prossimità alle comunità e alla profonda conoscenza dei loro bisogni. La filantropia può testare, la ricerca può verificarne l’efficacia e le politiche pubbliche possono promuoverne l’adozione”, ha continuato Patrizia Asproni.
Le risorse previste, pur essendo ancora vaghe, e le novità suggerite per il prossimo bilancio europeo, come la nuova architettura dei programmi e i Piani di partenariato nazionali e regionali, offrono opportunità nuove. Tuttavia, per la cultura, persiste un alto rischio che le risorse allocate non si traducano in investimenti concreti nel settore: l’ammissibilità ai finanziamenti non garantisce automaticamente la loro effettiva allocazione, e la flessibilità da sola non assicura inclusione. È necessario definire priorità chiare, identificabili nel bilancio e procedure adeguate, per garantire che i finanziamenti siano accessibili anche per le organizzazioni più piccole.
«Le politiche culturali devono essere in grado di rispondere alle diversità territoriali – ha aggiunto Patrizia Asproni – poiché un quartiere multiculturale, una comunità rurale in difficoltà e un piccolo centro colpito dall’emigrazione hanno necessità diverse. La flessibilità dei futuri Piani di partenariato nazionali e regionali può fornire l’opportunità di elaborare risposte mirate e di valorizzare il contributo della cultura alle più ampie priorità sociali e territoriali. È fondamentale riconoscerle un ruolo chiaro e rendere i finanziamenti accessibili, con procedure adeguate anche per le organizzazioni più piccole o quelle situate lontano dai principali centri decisionali. Pertanto, gli operatori culturali e la società civile, inclusa la filantropia, devono avere l’opportunità di contribuire alla definizione del prossimo bilancio europeo e dei futuri Piani. La co-creazione, un principio essenziale delle arti socialmente impegnate, dovrebbe orientare anche le politiche di supporto».
A dimostrare l’importanza e le necessità delle diverse realtà culturali è anche la ricerca “I musei dei piccoli comuni: il volto nascosto del patrimonio diffuso”, promossa da Fondazione Industria e Cultura e supportata da Fondazione Cariplo per la parte relativa al suo territorio di riferimento. Questo studio fornisce un quadro dettagliato di un patrimonio culturale molto presente, ma anche vulnerabile. Dei 6.217 musei e istituti simili censiti a livello nazionale, 2.054 si trovano in comuni con meno di 5.000 abitanti. La ricerca evidenzia realtà fortemente integrate nelle comunità, ma caratterizzate da risorse economiche e organizzative limitate, sostenute significativamente da volontariato e associazionismo locale: oltre la metà opera con meno di 5.000 euro all’anno e il 61% non ha dipendenti. Questi fattori rinforzano l’esigenza di politiche e strumenti capaci di raggiungere anche le realtà culturali più piccole e distanti dai grandi centri e di mantenere vive le tradizioni che rivestono un ruolo fondamentale nella conservazione culturale dei territori.
L’evento è stato organizzato nell’ambito dell’Alliance for Socially Engaged Arts (ASEA), un progetto europeo ideato e sostenuto da Fondazione Cariplo insieme a Calouste Gulbenkian Foundation, “la Caixa” Foundation, Daniel and Nina Carasso Foundation, European Cultural Foundation, Fundaciòn Banco Santander, Finnish Cultural Foundation, Het Cultuurfonds, Hilti Foundation, King Baudouin Foundation, Allianz Foundation, Fondazione Compagnia di San Paolo e Stiftung Mercator Schweiz. ASEA è nato per promuovere il riconoscimento, la visibilità e il sostegno alle organizzazioni che utilizzano arte e cultura come mezzi per il cambiamento sociale, in un settore che continua a essere insufficientemente valorizzato nelle politiche pubbliche e ha accesso limitato a finanziamenti stabili e a lungo termine.
-foto xf4/Italpress-
(ITALPRESS).

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