EY-Parthenon: Accelerazione del Mercato degli Investimenti nel 1° Semestre 2026

EY-Parthenon: Accelerazione del Mercato degli Investimenti nel 1° Semestre 2026

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Nei primi sei mesi dell’anno, il settore degli investimenti in Italia ha mostrato un notevole dinamismo, con un incremento delle operazioni di M&A, private equity, venture capital e investimenti in infrastrutture digitali. Questo è quanto evidenziato dall’EY-Parthenon Bulletin, che indica come la vera sfida per il Paese consista nel trasformare quest’espansione in una crescita economica duratura, affrontando questioni fondamentali come produttività, competenze, costi energetici e innovazione tecnologica. Il report stima che il PIL italiano crescerà dello 0,6% entro il 2026, sostenuto principalmente da consumi e investimenti, in un contesto internazionale ancora caratterizzato da incertezze geopolitiche e tensioni commerciali. Inoltre, il clima di fiducia nel panorama imprenditoriale è emerso con forza: il 74% dei CEO italiani prevede operazioni di M&A nei prossimi mesi, una cifra superiore alla media europea e mondiale, mentre il 68% intende aumentare gli investimenti in intelligenza artificiale, considerata un elemento cruciale della competitività.

Marco Daviddi, managing partner di EY-Parthenon in Italia, sottolinea: “Tra il 2020 e il 2025, l’economia italiana ha dimostrato una capacità di recupero superiore a quanto spesso affermato nel dibattito pubblico: il PIL nominale è aumentato del 36%, superando Germania e Francia. Nel mentre, il PIL reale pro capite è cresciuto, secondo le nostre stime, di un valore compreso tra il 10% e l’11%, posizionando l’Italia tra i leader di crescita cumulativa nei principali Paesi europei.”

“Attualmente non vediamo segnali di recessione, ma una crescita positiva, seppur moderata, riflette un processo di trasformazione ancora troppo lento. I 700 deal di M&A annunciati nel primo semestre del 2026 (+18%) e la propensione all’investimento del 74% dei CEO italiani confermano la volontà delle aziende di accelerare i loro processi di crescita e consolidamento. La questione centrale non riguarda quindi una fragilità congiunturale, ma piuttosto la difficoltà di tradurre la stabilità in un percorso di sviluppo più solido e duraturo. Le aziende italiane hanno reali capacità competitive e sanno adattarsi agli shock, ma operano in un contesto che continua a essere ostacolato da vincoli strutturali: demografia, energia, salari e adozione delle tecnologie. La vera sfida oggi è se il Paese saprà accelerare nel fronteggiare il cambiamento”, aggiunge.

Nel primo semestre del 2026, sono state annunciate 700 operazioni di M&A, con un incremento del 18% rispetto alle 595 dello stesso periodo del 2025, per un valore complessivo di 25,3 miliardi di euro (+35%). Le industrie trainanti sono la manifattura, la tecnologia, i beni di consumo e i servizi. A livello globale, il valore delle operazioni ha raggiunto 3.000 miliardi di dollari, il massimo mai registrato in sei mesi, con una crescita del 42% rispetto al primo semestre del 2025. Anche il Private equity si sta rafforzando, con i fondi che hanno partecipato a 330 operazioni su target italiani per un valore complessivo di 7,9 miliardi di euro, rappresentando il 47% degli acquirenti nel mercato. Oltre la metà delle transazioni (56%) sono operazioni add-on, evidenziando una strategia sempre più orientata al consolidamento delle aziende già nel portafoglio.

Anche il venture capital mostra segni di maturazione, con investimenti saliti a 673 milioni di euro (+47%), mentre il numero di operazioni è diminuito da 132 a 104, indicando una maggiore selettività e un incremento della dimensione media dei round, passata da circa 3,5 a 6,5 milioni di euro. Nel settore immobiliare, gli investimenti sono saliti a 7,2 miliardi di euro (+24%), con asset alternativi come logistica, hospitality e infrastrutture operative che rappresentano circa il 60% del mercato totale. I data center, considerati cruciali per lo sviluppo di IA e cloud, si segnalano come settori strategici. In Italia, sono in fase di sviluppo progetti con oltre 300 MW di capacità installata e investimenti stimati di 25 miliardi di euro entro il 2028.

Secondo Marco Daviddi, “Il ruolo del capitale si sta evolvendo in una direzione sempre più selettiva e trasformativa. La sfida nei prossimi anni sarà rendere il Paese meno suscettibile a fattori ciclici e più propenso a condizioni strutturali favorevoli per attrarre talenti e promuovere la crescita delle imprese, garantendo equità e sviluppo. Le sfide demografiche, energetiche, e di trasformazione digitale e tecnologica sono note da tempo. Ciò che farà la differenza sarà la nostra capacità di affrontarle con urgenza, un aspetto spesso mancante finora. Il rischio maggiore per l’Italia non è una crisi economica, ma l’illusione che ci sia tempo a disposizione.”

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