EnergyX si dedica allo sviluppo di tecnologie innovative proprietarie per una produzione di litio più efficiente, impiegando il processo di Direct Lithium Extraction (“DLE”). L’azienda “ha l’intenzione di implementare tali tecnologie nel Progetto Black Giant, che prevede un ciclo chiuso con reiniezione completa dell’acqua di strato proveniente dai pozzi, mirato a diminuire l’impatto ambientale in termini di utilizzo idrico rispetto alle pratiche tradizionali di estrazione del litio, le quali utilizzano vasche di evaporazione.” Il progetto mira a produrre una quantità stabilita di 52,5 kton/anno di carbonato di litio (“LCE”) e si sviluppa in due fasi: la prima fase prevede la realizzazione di un Treno 1 da 7,5 kton/anno, con avvio programmato nel 2028, mentre la seconda fase comprenderà ulteriori treni di produzione, con una capacità supplementare di 45 kton/anno e avvio previsto nel 2030.
Attraverso questo investimento, Eni otterrà anche un posto nel Consiglio di Amministrazione di Black Giant e la possibilità di assicurarsi fino al 25% della produzione totale di LCE, a supporto di un’iniziativa già in corso nell’area industriale di Brindisi, relativa alla costruzione di una Gigafactory per la produzione di batterie stazionarie al litio. Inoltre, “Eni supporterà l’iniziativa grazie a un significativo contributo tecnico-operativo, offrendo il proprio know-how nello sviluppo upstream. L’azienda sfrutterà le proprie eccezionali competenze nelle infrastrutture energetiche a livello mondiale e l’esperienza operativa consolidata, contribuendo ad accelerare i tempi di realizzazione del progetto e il percorso verso la commercializzazione.” L’operazione “si allinea con il piano di Eni per diversificare le filiere e, in particolare, rafforza l’ingresso nella catena del valore dei minerali critici grazie alla partnership in un progetto innovativo di rilevanza nel business del litio, situato in una posizione geografica strategica,” conclude il comunicato.
– foto di repertorio IPA Agency –
