La nuova organizzazione avrà sede nella Capitale italiana e sarà guidata dallo spagnolo Francisco Torrent Cruz, presidente di Asemesa. “È un traguardo storico per il nostro settore delle olive da tavola”, ha dichiarato Moreschini durante l’evento. “Vogliamo fermamente avere una voce presso le istituzioni europee, inoltre, è fondamentale far capire ai consumatori europei e globali le distinzioni tra il prodotto europeo e quello di altre nazioni”, prendendo in considerazione anche “ogni esigenza del settore”.
IL VIDEO
Secondo il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, “abbiamo assistito alla formazione di una nuova associazione pronta a difendere l’oliva da mensa, che sta diventando sempre più rilevante nel campo agricolo. Nelle prossime settimane, valuteremo insieme, a livello europeo, come poter collaborare con il Copa”.
“Ogni giorno – ha continuato – l’oliva da mensa sta guadagnando un’importanza significativa nel mercato e la sua produzione in Italia è diventata interessante anche come opportunità di diversificazione nel settore olivicolo.”
IL VIDEO
Le statistiche evidenziano un settore dinamico e con prospettive di crescita promettenti. Grazie alla crescente popolarità della dieta mediterranea, di cui le olive da tavola sono una parte essenziale, e alle tendenze salutistiche, i consumatori di circa 100 Paesi hanno adottato questi prodotti. Negli ultimi cinque anni, la produzione europea ha fatto un salto in avanti del 7%, contro l’8% di incremento globale. Nella campagna 2024-25, sono state prodotte circa 858mila tonnellate di olive da tavola nell’Unione Europea, mentre il mercato internazionale gestisce in media oltre 3 milioni di tonnellate ogni anno.
In Europa, secondo i dati più recenti del COI, i consumi si avvicinano a 600mila tonnellate di olive da tavola. I principali acquirenti sono gli stessi Paesi produttori, oltre a mercati lontani dalla cultura mediterranea come Stati Uniti, Brasile e Canada.
Il settore non solo ha notevoli ricadute economiche, ma svolge anche un ruolo sociale significativo, creando lavoro in tutto il Mediterraneo, compresi territori rurali svantaggiati. Secondo le stime di Efoi, circa 80mila imprese agricole in tutta Europa sono coinvolte nella produzione di olive da tavola. Una rappresentanza a Bruxelles avrà anche il compito di proteggere l’industria delle olive da mensa su vari fronti, inclusi gli accordi internazionali.
Questa necessità di una rappresentanza nasce proprio dai numeri, che dimostrano la crescita del settore e la necessità di un’associazione dedicata. Con Efoi, le tre principali associazioni di produttori di olive da tavola intendono dare una voce forte e coesa alle esigenze del loro settore, delineando strategie e iniziative a sostegno delle aziende, coinvolgendo anche l’intera filiera olivicolo-olearia.
A questo proposito, la Federazione punta ai programmi di promozione dell’UE per i prodotti agroalimentari, che fino ad ora non hanno avuto un impatto adeguato sulla competitività e sul posizionamento internazionale delle olive “Made in Europe”.
