Durante le riunioni, alla quale ha partecipato per il Ministero il Capo del Dipartimento, Maria Rosaria Campitiello, le autorità internazionali hanno fatto il punto riguardo all’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC) dichiarata il 17 maggio scorso. L’OMS valuta il rischio come alto a livello nazionale e regionale (nell’area interessata), ma basso a livello globale: non si tratta di una emergenza pandemica.
La risposta dell’OMS si concentra su sorveglianza, tracciamento e monitoraggio dei contatti, isolamento dei casi sospetti e confermati, potenziamento delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni, protezione del personale sanitario, sepolture sicure e mantenimento dei servizi essenziali. Non si raccomandano restrizioni generali ai viaggi come principale misura. L’attenzione resta focalizzata su tracciamento dei contatti, isolamento dei casi, monitoraggio e screening ai punti di uscita. Uganda e Repubblica Democratica del Congo hanno già attivato misure di questo tipo.
L’Italia continua a monitorare l’evoluzione della situazione e ha già inviato, nella giornata di ieri, una circolare per la sorveglianza sanitaria del personale, sia sanitario che non, impegnato in attività di cooperazione/supporto sanitario o logistico presso organi governativi, non governativi e cooperanti, che forniscono servizi sanitari, assistenziali e logistici nelle zone del Paese colpite dal focolaio.
