Diagnosi Precoce e Centri Specializzati: Un Differente Impatto

Diagnosi Precoce e Centri Specializzati: Un Differente Impatto

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“Il sarcoma rappresenta una vasta categorizzazione di istologie, ognuna con peculiarità cliniche, presentazioni e livelli di aggressività distinti: può originarsi in praticamente qualsiasi tipo di tessuto morbido, inclusi nervi, muscoli e tessuto adiposo.” Così Ferdinando Cananzi, responsabile dell’area medica Chirurgia dei sarcomi, melanomi e tumori rari presso l’istituto Humanitas di Rozzano, ha dichiarato in un’intervista a Marco Klinger per Medicina Top, un format televisivo dell’agenzia di stampa Italpress.

Il primo elemento cruciale da considerare sui sarcomi, spiega Cananzi, è il riconoscimento: “Moltissime lesioni sono fortunate, risultando benigne, ma alcune potrebbero avere caratteristiche preoccupanti: in tali casi è sempre meglio tenere in mente la possibilità che si possa trattare di un sarcoma. Queste lesioni possono apparire su gambe, braccia e tronco, e sono talvolta erroneamente interpretate. Una diagnosi tardiva può portare a un tumore di dimensioni già avanzate. Alcuni sarcomi, come quello retroperitoneale addominale, sono subdoli, poiché possono cresciere considerevolmente senza provocare sintomi per diversi mesi, finché non occupano gran parte dell’addome, deformando gli organi circostanti. A causa delle loro dimensioni, è necessaria l’asportazione di tessuti in eccesso, che talvolta comprende organi interni come rene e intestino, il che rende l’intervento chirurgico molto complesso. Tuttavia, la presenza di specialisti e ricostruttori ci dà la possibilità di effettuare interventi che altrimenti sarebbero impossibili.”

Ad oggi, prosegue, “non conosciamo ancora i fattori che influenzano direttamente lo sviluppo di queste neoplasie: gran parte di esse sono sporadiche, con alcune legate a sindromi genetiche. I pazienti con precedenti di radioterapia presentano un rischio maggiore, ma non ci sono fattori noti che ci consentano di attuare misure di prevenzione come per tumori più comuni. L’unico modo di prevenire i sarcomi è aumentare la consapevolezza: chi si ammala spesso affronta una doppia sventura, poiché oltre a combattere una neoplasia, si trova di fronte a un tumore di cui non aveva mai sentito parlare. È fondamentale far crescere la consapevolezza per il paziente e per garantire diagnosi adeguate: senza questa, le persone possono arrivare tardi, con trattamenti inadeguati.”

La scelta della struttura per le cure, insieme ai professionisti coinvolti, è cruciale: “Ogni sarcoma ha caratteristiche uniche,” sottolinea Cananzi, “Esistono fattori clinici legati specificamente alla malattia: se oggi una forma di sarcoma viene trattata in un centro dotato delle giuste competenze cliniche e multidisciplinari, ci sono buone possibilità di sopravvivenza. È essenziale una collaborazione tra diversi specialisti: unire esperienze per trattare e studiare il paziente è vitale per un intervento efficace.”

In Lombardia, da questo punto di vista, ci troviamo in una posizione privilegiata rispetto alle altre regioni italiane grazie alla rete dei sarcomi creata a livello regionale, “che mira a migliorare l’efficienza e l’efficacia del trattamento: tutte le forme di sarcoma devono essere trattate esclusivamente all’interno di strutture ospedaliere con le necessarie competenze cliniche, chirurgiche, diagnostiche e radiologiche; esiste un elenco di centri selezionati secondo precise linee guida, predisposti a curare i pazienti affetti da sarcoma. Una maggiore conoscenza dei vari sottotipi tumorali ci permetterà di personalizzare il trattamento per ciascun paziente, decidendo così chi necessiterà di terapie mediche, chemioterapia o farmaci biologici, e chi avrà bisogno di interventi chirurgici o radioterapia, più o meno intensivi: con tale cognizione saremo in grado di ottimizzare il percorso terapeutico per ogni paziente e migliorare le probabilità di guarigione.”

– Foto Italpress –

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