“Come per tutti i materiali, anche la plastica sta vivendo una necessaria trasformazione. Nessun materiale può ignorare l’esigenza di ridurre il proprio impatto sull’ecosistema.” Per raggiungere tale obiettivo, abbiamo “due strategie fondamentali: la prima è la circolarità, la seconda è la progettazione per il fine vita della materia. In questo contesto, il design riveste un’importanza cruciale in quanto può guidare i prodotti nella loro interazione con gli utenti” e favorire “questa missione”. Così ha dichiarato Frida Doveil, curatrice della mostra Oltreplastica, durante l’evento di inaugurazione realizzato dall’ADI Design Museum, in collaborazione con Eni, main partner del museo, e con la partecipazione di Versalis insieme a Novamont e Finproject.
La mostra è concepita per evidenziare le opportunità che il design offre oggi nel fare scelte responsabili nell’uso della plastica. “La mostra affronta in modo verticalizzato il tema della plastica. Questo materiale è stato un alleato formidabile dell’innovazione nel secolo scorso, a cui alcuni si riferiscono come ‘il secolo della plastica’ – spiega la curatrice, sottolineando come l’introduzione di composti sintetici “ha stimolato anche il miglioramento delle prestazioni di altri materiali. Oggi, però, accanto alla performance funzionale, è fondamentale considerare anche la performance ambientale. La plastica sta seguendo questo percorso, ma può risultare meno evidente rispetto ad altri materiali, in parte perché si tende a pensare che debba essere sostituita. In realtà, è l’idea che abbiamo di questo materiale a dover essere cambiata. La mostra, attraverso il neologismo ‘Oltreplastica’, intende promuovere questo cambiamento culturale: dobbiamo considerare la plastica per ciò che è diventata e le opportunità che offre per un suo utilizzo sostenibile e consapevole.”
L’esposizione ha anche il compito di stimolare una riflessione riguardo alla sostituzione dei materiali: “Ogni nuovo materiale si presenta soffiando, per così dire, il ruolo di un altro, mostrando sé stesso come una proposta migliore o in alternativa. Qui, in Oltreplastica, vogliamo focalizzarci su un approccio differente, concentrandoci su come utilizzare in modo alternativo ciò che è plastico. Collaborano, quindi, in questo ambito anche materiali che non sono polimeri – come quelli derivati dal legno, dai batteri o persino dai funghi – le cui performance possono essere analoghe a quelle dei polimeri. Questo è estremamente interessante.”
