Ritornare a prestare giuramento sulla Costituzione serve a ricordare – prima a sé stessi che al Paese – che la dirigenza pubblica è al servizio della Nazione. Questa è la proposta emersa come atto politico fondamentale durante il primo congresso nazionale della sezione Ministeri di Cida Funzioni Centrali, tenutosi a Grottaferrata con la partecipazione di circa duecento dirigenti provenienti da tutti i ministeri e dalle principali amministrazioni centrali dello Stato.
L’assemblea ha approvato all’unanimità la prima mozione, che propone di reintrodurre il giuramento sulla Carta costituzionale come atto formale e simbolico all’ingresso in servizio dei dirigenti pubblici. Questo rappresenta un richiamo esplicito al vincolo di fedeltà ai valori costituzionali, fondamentale per l’azione amministrativa, specialmente in un momento in cui il rapporto tra politica e amministrazione è al centro del dibattito istituzionale. Un punto cruciale dei lavori è stata l’elezione, per acclamazione, di Mariagrazia Di Iasi come segretaria nazionale della Sezione Ministeri, che sarà affiancata da un direttivo nazionale composto da dodici membri rappresentativi delle diverse amministrazioni e da una segreteria nazionale di tre componenti.
Il congresso ha affrontato questioni strategiche relative alla funzione dirigenziale nell’attuale contesto: il profilo del dirigente pubblico, i temi legati alla performance e alle riforme del Dipartimento per la Funzione Pubblica, il ruolo della dirigenza nei piani strategici delle amministrazioni, così come il benessere organizzativo e le leve motivazionali. Su questi temi è emersa una chiara convergenza: la dirigenza pubblica non è uno strumento di parte, ma una risorsa al servizio dell’intera collettività.
“Il Congresso ha dimostrato che la dirigenza pubblica desidera ritrovarsi, condividere e costruire una rappresentanza all’altezza della situazione. L’unità e la coesione sono essenziali per valorizzare pienamente la funzione dirigenziale”, ha affermato Stefano Di Leo, presidente di Cida Funzioni Centrali, che ha presieduto i lavori. La direttrice di Cida, Teresa Lavanga, ha sottolineato il ruolo strategico della dirigenza nell’elaborazione e nell’attuazione delle politiche pubbliche, “in una fase di profonda trasformazione del Paese, in cui le competenze manageriali dell’amministrazione sono un patrimonio inestimabile”.
Roberto Caruso, presidente di Fp Cida, ha messo in evidenza il valore dell’appartenenza al sistema Cida: “La forza della rappresentanza risiede nella sua capacità di fare sistema. Più siamo uniti, più la nostra voce pesa nei luoghi in cui si prendono realmente le decisioni”.
Cida continuerà ad impegnarsi nei tavoli istituzionali, portando avanti una posizione di dirigenza pubblica unita, responsabile e orientata al servizio della Nazione.
