05 settembre 2026 | 10.25
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“C’è un’innovazione che fortunatamente sta guadagnando sempre più terreno e che ha il potenziale di curare malattie per le quali attualmente non esiste una cura. Considerare questo sviluppo solo come un costo per il sistema sarebbe un errore: dobbiamo invece riconoscerne il valore per il Paese”. È quanto dichiarato da Antonino Biroccio, general manager di GSK Italia e vicepresidente di Confindustria Verona per le Scienze della vita, durante un’intervista con Adnkronos al Forum Teha, attualmente in svolgimento a Cernobbio.
“Il settore farmaceutico in Italia è in ottima salute e il ministro Urso, presente qui al Forum, ha sottolineato come rappresenti una delle leve strategiche per la crescita del Paese”, ha aggiunto Biroccio. “GSK è attiva da 90 anni in Italia, coinvolgendo circa 40 filiere in 18 regioni, contribuendo al PIL con circa 700 milioni di euro e occupando 4000 dipendenti. Siamo una realtà che investe significativamente nel comparto farmaceutico e desideriamo che questa filiera rimanga saldamente ancorata all’Italia”, ha continuato.
Biroccio ha anche messo in evidenza l’importanza degli incentivi agli investimenti. “Uno studio di Teha mostra come in Italia gli incentivi siano spesso disgiunti e concessi in modo emergenziale. Al contrario, in altri Paesi vengono formulati in modo più strategico e mirato”, ha spiegato. “Se poi aggiungiamo la burocrazia e la mancanza, in alcuni casi, di una valutazione esaustiva dei risultati, il rischio è di non sfruttare appieno il potenziale contributo di queste misure alla crescita del sistema Paese”. Secondo Biroccio, un miglioramento nell’efficacia degli incentivi potrebbe rafforzare anche il Servizio sanitario nazionale. “Siamo pronti a cogliere questa opportunità, ma è necessario un approccio serio e collaborativo”, ha sottolineato.
Il manager ha poi richiamato l’attenzione sulla sfida dell’invecchiamento della popolazione. “L’Italia è il primo Paese in Europa per numero di anziani, il che richiede una revisione del nostro modo di gestire i pazienti e valorizzare l’innovazione”, ha affermato, evidenziando che l’aumento delle malattie croniche impone un Servizio sanitario nazionale più moderno e capace di adottare nuove terapie. “L’innovazione non dovrebbe essere vista solo come un costo, ma come un valore per il sistema Paese, generando salute, investimenti e crescita”. Riguardo al tema della longevità, Biroccio ha invitato a cambiare prospettiva: “Gli anziani devono essere in buona salute e continuare a contribuire alla vita familiare e sociale. È fondamentale avere una visione integrata che parta dalla prevenzione, valorizzi l’innovazione e consideri l’impatto complessivo del settore sulla società e sull’economia”, ha concluso.
