Capitale Europea della Cultura: Viterbo e Tuscia sfidano il Teatro dell'Unione

Capitale Europea della Cultura: Viterbo e Tuscia sfidano il Teatro dell’Unione

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VITERBO (ITALPRESS) – La proposta di Viterbo e Tuscia per diventare Capitale Europea della Cultura 2033 si slancia in avanti, all’insegna della partecipazione e di una vivace produzione culturale. Un pomeriggio carico di eventi e performance ha caratterizzato la giornata.
Una comunità che si riconosce attraverso la cultura, un territorio in grado di creare connessioni e un progetto che continua a riunire competenze, sotto il segno di una visione condivisa. Viterbo e Tuscia si distinguono con una rassegna che ha trasformato il Teatro dell’Unione e altri luoghi emblematici del centro storico in un vivace laboratorio di idee, spettacoli e incontri.
A inaugurare il pomeriggio sono stati i saluti dell’Amministrazione, seguiti da un percorso narrativo della vivacità culturale della Tuscia. Durante l’evento, il vicesindaco e assessore alla candidatura Alfonso Antoniozzi, insieme ad Antonio Scuderi, ceo di Capitale Cultura Group, ha guidato il pubblico sul palco e negli spazi del teatro, presentando gli artisti e dialogando con loro tra una performance e l’altra, creando un fil rouge che ha messo in relazione diverse esperienze, linguaggi e progetti.
La manifestazione è partita con la Compagnia Teatrale Tetraedro, che ha presentato un estratto dalla nuova produzione Parenti Serpenti. Successivamente, l’Associazione XXI Secolo ha offerto alcune arie da Suor Angelica di Giacomo Puccini, interpretate dal soprano Khatia Jikidze, anticipando l’imminente edizione del Premio Fausto Ricci.
Il viaggio attraverso i vari linguaggi della cultura è proseguito con il Festival Barocco Alessandro Stradella, che ha invitato il pubblico alla scoperta delle sonorità della Scuola Romana durante il Rinascimento e il Barocco. Ha suscitato particolare interesse il talk sull’offerta teatrale della città, con la partecipazione di Consorzio Teatro Tuscia, Camponeschi Production e Teatro San Leonardo, un momento di confronto sul ruolo dello spettacolo dal vivo nella crescita culturale del territorio.
Nel frattempo, gli spazi del Teatro dell’Unione sono diventati una vera e propria cittadella della cultura. Immagini dal Sud del Mondo ha proiettato il documentario La Vasca del Capitone di Sabrina Iannucci e Margherita Panizon; il foyer Archeoares ha ospitato un incontro con il divulgatore Fulvio Ricci sul racconto dell’arte e cultura nella Tuscia; mentre TWAIN Centro Produzione Danza, sotto la direzione artistica di Loredana Parrella e Yoris Petrillo, ha presentato un percorso coreografico che unisce jazz, blues e musica classica. Per tutto il pomeriggio, il ridotto del teatro ha accolto l’esposizione fotografica “Beyond the frame” della fotoreporter di Gaza Fatena Mohanna (Immagini dal Sud del Mondo) e l’installazione “da Viterbo al mondo” di Quartieri dell’Arte: un racconto d’immagini che dimostra l’impatto internazionale del festival nella valorizzazione della memoria della Tuscia e nel dialogo con il panorama teatrale mondiale.
Nel contesto del Palazzo di Federico II, Medioera Visioni Future, in collaborazione con Archeoares, ha presentato SEGNI, una performance site-specific con la danzatrice Diletta Bindi e il musicista Andrea Benedetti, capace di intrecciare danza contemporanea, suono elettronico e patrimonio archeologico in un dialogo tra passato e presente.
La serata al Teatro dell’Unione si è conclusa con la performance di JazzUp, un repertorio di Jazz Manouche per chitarra, contrabbasso e violino.
Per l’intera durata dell’evento, i palchetti del primo ordine sono stati animati anche da Italian Human Connections ETS e Associazione Culturale Argot (La Notte di Mezzo).
La Festa della Candidatura ha sottolineato l’identità del percorso verso il 2033, confermando che il progetto Viterbo e Tuscia Capitale Europea della Cultura è un processo collettivo basato sulla collaborazione e sulla valorizzazione concreta del patrimonio culturale.
«La risposta delle nostre realtà culturali, quasi tutte presenti, conferma che la candidatura a Capitale Europea della Cultura è un progetto del territorio intero» ha commentato Chiara Frontini, sindaca di Viterbo. «Una partecipazione che dimostra la forte volontà di costruire insieme una visione condivisa del futuro, dove cultura, istituzioni, imprese e cittadini siano protagonisti dello sviluppo della Tuscia».
Alfonso Antoniozzi, vicesindaco e assessore alla candidatura, ideatore e coordinatore artistico della manifestazione, ha affermato: «La Festa ha restituito un’immagine autentica della nostra comunità culturale, con realtà diverse che dialogano, si contaminano e costruiscono insieme una visione improntata su una grande energia creativa. Vedere il Teatro dell’Unione prendere vita con spettacoli, incontri e confronti dimostra che il percorso verso il 2033 è già iniziato e in continua espansione».
Il percorso di candidatura prosegue ora con i prossimi passi verso il 2033, coinvolgendo istituzioni, operatori culturali, università, imprese e comunità locali in un progetto di governance condivisa e innovativa che mira a rendere Viterbo e Tuscia un punto di riferimento nel panorama culturale e istituzionale europeo.
-foto ufficio stampa evento –
(ITALPRESS).

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