“La stagione è iniziata segnando una pausa rispetto al trend di crescita degli ultimi anni; in particolare, nella prima parte si è registrato un rallentamento delle presenze sull’Isola. Questo è dovuto parzialmente al fatto che Pasqua è stata più tardi quest’anno, alle condizioni meteorologiche, e perché l’anno scorso eventi come il G7 e una significativa produzione cinematografica hanno alterato i risultati. Tra giugno e luglio abbiamo notato alcuni piccoli rallentamenti rispetto all’anno passato, ma i tassi di occupazione delle strutture ricettive restano comunque molto buoni”. Così ha commentato Lorenzo Coppola, presidente di Federalberghi Capri, intervistato da Adnkronos/Labitalia, riguardo l’andamento della stagione turistica sull’Isola.
Coppola ha aggiunto: “A differenza del passato, quando si verificavano cali nel turismo, non ho osservato che altre destinazioni concorrenti abbiano tratto vantaggio da una diminuzione delle presenze a Capri. Questo mi fa pensare che il turismo sull’Isola sia influenzato dalla situazione internazionale, con molte incertezze in corso, dalle guerre ai dazi”.
Coppola sottolinea come “negli ultimi anni ci sia stata una crescita del turismo internazionale anche nel mese di agosto, tradizionalmente riservato agli italiani. Questo potrebbe essere dovuto al cambiamento nel concetto di vacanze: non più solo villeggiatura, ma un’esperienza. Ora si tende a trascorrere meno giorni in una sola località, optando per più soggiorni. Questa evoluzione ha portato a un aumento del numero di turisti stranieri. Lo scorso anno si è registrato un boom di visitatori sudamericani, mentre quest’anno sono presenti molti americani e francesi. È difficile identificare una nazionalità predominante, ma c’è un respiro di turismo internazionale”.
Riguardo alla durata media di permanenza dei turisti sull’Isola, Coppola fa un’osservazione: “Se consideriamo il totale dei visitatori a Capri, il numero di turisti giornalieri è molto alto. Certo, li apprezziamo, ma non si può cogliere la bellezza e il potenziale turistico dell’isola con una visita di poche ore. Perciò, lavorerei sulla comunicazione per incentivare soggiorni prolungati. Osservando invece i turisti stanziali, la durata media è di circa due notti e mezzo”.
Sull’andamento del fatturato per gli hotel dell’Isola, Coppola afferma: “Rispetto all’anno scorso, potrebbe esserci un calo del 10% nel fatturato. Va considerato che nel mese di marzo dello scorso anno, il 30% degli hotel era aperto per il G7 e il 40% delle strutture era occupato da una produzione cinematografica. Questo ha influito sul fatturato. Se ci limitiamo a valutare solo la stagione estiva, ovvero giugno, luglio e agosto, possiamo constatare un leggero calo”.
Coppola delineando le strategie per il futuro dell’Isola afferma: “Siamo impegnati a collaborare con le altre associazioni e le amministrazioni per migliorare la comunicazione sui percorsi turistici di Capri. Siamo contenti che Capri sia percepita come una meta di lusso, ma non vogliamo che venga vista solo in questo modo, altrimenti rischiamo di diventare una meta di lusso effimera. Il nostro obiettivo è promuovere il patrimonio artistico e culturale dell’Isola”.
Secondo Coppola, “il turismo culturale è anche utile per la destagionalizzazione, che rappresenta un antidoto all’over tourism. Allungare il periodo di attività è fondamentale per ridurre la congestione nei periodi di maggiore affluenza”.
Infine, riguardo ai servizi, Coppola conclude: “Dobbiamo affrontare il problema cruciale della viabilità. Migliorare la mobilità aumenterà sicuramente la probabilità che un turista non perda tempo negli ingorghi e avrà un ricordo migliore della sua vacanza, con un notevole miglioramento della qualità dei servizi”.
