All’incontro hanno partecipato Fabrizio Sudano, il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria; Filippo Demma, direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari; e Elena Trunfio, direttrice del Parco e Museo archeologico di Locri. Il dibattito si è concentrato sul legame tra patrimonio culturale, ricerca e promozione turistica, con l’intento di unire la conoscenza dei luoghi con le opportunità di sviluppo dei territori. Anche il messaggio dell’assessore al Turismo, Giovanni Calabrese, rappresentato a Paestum da Mariangela Preta, divulgatrice scientifica della Regione Calabria, ha delineato la strategia regionale.
Nell’intervento, Calabrese ha sottolineato come la valorizzazione della storia e dell’identità dei territori sia una leva strategica per lo sviluppo regionale. Questa visione è perseguita dal governo di Roberto Occhiuto, per accrescere la visibilità della Calabria e la qualità dell’accoglienza, creando sinergie tra mare, aree interne, borghi, musei, parchi archeologici ed eccellenze enogastronomiche. In questo contesto, il patrimonio culturale gioca un ruolo fondamentale nel diversificare l’offerta turistica e nel favorire una distribuzione dei flussi durante tutto l’anno.
Tra le iniziative citate dall’assessore vi sono il Mese dei Bronzi di Riace, il progetto innovativo “Luce sui Parchi – La storia che viene dal mare” e Vinitaly and the City nel Parco archeologico di Sibari, che testimoniano una strategia volta a connettere cultura, paesaggio, produzioni locali e accoglienza.
Particolare attenzione è stata rivolta ai Bronzi di Riace, simbolo noto a livello mondiale e punto di partenza per raccontare la ricca diversità della Calabria. Il programma “I Bronzi di Riace. La Calabria del Mito”, promosso nell’ambito del Mese dei Bronzi istituito dalla legge regionale n. 19 del 2023, ha coinvolto tutte e cinque le province, collegando il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria a musei, siti archeologici, borghi e luoghi della cultura attraverso visite, spettacoli, concerti e iniziative divulgative.
“Desideriamo che l’interesse per i Bronzi si trasformi in curiosità verso altri musei, siti e comunità”, ha evidenziato Calabrese, sottolineando l’obiettivo di utilizzare la forza di un simbolo internazionale come opportunità per ampliare la scoperta dell’intera Calabria.
In questa stessa direzione si collocano “Luce sui Parchi”, che ha visto oltre trentamila visitatori nei siti della Locride, e Vinitaly and the City a Sibari, un evento che ha unito la promozione delle eccellenze vitivinicole alla valorizzazione di uno dei luoghi simbolo della storia mediterranea.
Si è anche discusso del tema “Turismo archeologico e nuove coscienze: il futuro della ricerca, la ricerca del futuro. Giovani ricercatori scavano a Locri”, dedicato al legame tra ricerca archeologica, giovani generazioni e valorizzazione dei luoghi.
Dall’incontro di Paestum è emersa una visione condivisa che assegna all’archeologia un ruolo significativo nelle politiche di promozione territoriale. La sfida consiste nel mettere in rete musei, parchi archeologici, comunità e operatori per trasformare il patrimonio culturale in esperienze di visita, occasioni di apprendimento e opportunità di sviluppo. Una strategia che mira a fare della cultura uno degli elementi distintivi dell’offerta turistica calabrese, capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno e di generare benefici diffusi per i territori.
“Desidero inviare a tutti voi i miei saluti” – è il messaggio dell’assessore Giovanni Calabrese – e condividere il significato dell’impegno che la Regione Calabria sta portando avanti per la promozione turistica e la valorizzazione del proprio patrimonio culturale. Il titolo di questa conferenza, “Calabria, terra di civiltà: l’archeologia che racconta, il turismo che valorizza”, rappresenta una scelta politica chiara: riconoscere nella storia e nell’identità dei nostri territori una risorsa strategica per lo sviluppo regionale. Il governo presieduto da Roberto Occhiuto sta lavorando per accrescere la riconoscibilità della Calabria, sostenere la qualità dell’accoglienza e costruire un’offerta che metta in relazione mare, aree interne, borghi, musei, parchi archeologici ed eccellenze enogastronomiche. Con il Piano esecutivo annuale di promozione turistica 2026 abbiamo tracciato obiettivi concreti: migliorare la competitività delle destinazioni, diversificare le esperienze proposte e favorire una distribuzione dei flussi durante l’anno. In questa strategia il patrimonio culturale gioca un ruolo fondamentale. Nel corso del 2026, questa visione si concretizzerà attraverso iniziative che uniscono promozione, partecipazione e conoscenza dei luoghi: il Mese dei Bronzi di Riace, il progetto “Luce sui Parchi” e Vinitaly and the City nel Parco archeologico di Sibari. Il Mese dei Bronzi di Riace, istituito dalla legge regionale n. 19 del 2023, è nato per promuovere la conoscenza dei due guerrieri e valorizzare l’intero territorio calabrese. Il programma 2026, “I Bronzi di Riace. La Calabria del Mito”, coinvolgerà tutte e cinque le province, collegando il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria a musei, siti archeologici, borghi e luoghi della cultura attraverso un ricco calendario di iniziative. L’obiettivo è trasformare l’interesse per i Bronzi in un’opportunità per scoprire l’intera Calabria.
Nella stessa linea si inseriscono “Luce sui Parchi – La storia che viene dal mare”, che ha registrato oltre trentamila visitatori nei siti della Locride, e Vinitaly and the City nel Parco archeologico di Sibari, un evento che ha unito la promozione delle eccellenze vitivinicole alla valorizzazione di uno dei luoghi simbolo della storia mediterranea. Il Mese dei Bronzi, Luce sui Parchi e Vinitaly and the City a Sibari esprimono una visione comune: costruire una promozione in cui cultura, paesaggio, produzioni identitarie e accoglienza si rafforzino reciprocamente. Per garantire la continuità di questo lavoro sono fondamentali tutela, ricerca, accessibilità e servizi, così come il confronto costante con il Ministero della Cultura, le università, gli enti locali e gli operatori del settore. La presenza della Calabria a Paestum fa parte di questo percorso e rappresenta un’occasione preziosa per presentare il lavoro svolto, raccogliere nuove idee e costruire collaborazioni. Ringrazio tutti coloro che operano nella ricerca, nella conservazione, nella valorizzazione e nell’accoglienza. Vogliamo che il patrimonio culturale diventi una ragione sempre più forte per scegliere la Calabria 12 mesi all’anno, nella consapevolezza che valorizzare la nostra storia significa costruire opportunità per il nostro futuro”.
– foto ufficio stampa Regione Calabria –
