24 settembre 2026 | 00.40
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“L’aumento continuo dei casi di morbillo osservato negli ultimi tre anni, insieme all’età media dei pazienti, che supera i 30 anni, e a un tasso di ospedalizzazione che nel 2026 ha raggiunto circa il 60%, solleva alcune considerazioni significative.” Queste le parole di Massimo Andreoni, infettivologo e professore emerito all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, membro del Consiglio Superiore di Sanità, durante un’intervista con Adnkronos Salute. Commentava i dati inclusi nella circolare del Ministero della Salute intitolata ‘Morbillo – Analisi epidemiologica (anni 2024-2026) e raccomandazioni operative’, firmata da Maria Rosaria Campitiello, responsabile del Dipartimento della Prevenzione, Ricerca e Emergenze Sanitarie del Ministero.
Aumento dei casi di morbillo: l’allerta degli esperti
“Il primo punto da evidenziare – sottolinea Andreoni – è che il morbillo negli adulti può avere conseguenze molto gravi, necessitando di ricovero ospedaliero. Il secondo aspetto è che la causa principale di questi casi è dovuta alla mancata vaccinazione, insieme all’assenza di richiami durante l’adolescenza”. Secondo l’infettivologo, i livelli di copertura vaccinale sono preoccupanti: “Ci troviamo attorno all’80% di copertura. Questa cifra deve essere considerata un campanello d’allarme e non deve essere sottovalutata”.
Le regioni a maggiore rischio
La circolare ministeriale evidenzia un incremento dei casi e dei ricoveri per morbillo, con particolare attenzione su Campania, Calabria, Lazio e Toscana. “Come ci ricorda il Ministero della Salute – conclude Andreoni – il morbillo sta tornando ad essere un problema di sanità pubblica. Questo trend ci allontana dall’obiettivo fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di eliminare la malattia entro il 2030”.
