Assente.co? No alle polemiche, ottima reazione della nostra categoria.

Assente.co? No alle polemiche, ottima reazione della nostra categoria.

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“Vorrei sottolineare che non sono un fan delle polemiche tra Ordini professionali, soprattutto quando si tratta di tentativi di invadere ambiti altrui. Credo fermamente che tra i vari ordini debba regnare un clima di unità, solidarietà e condivisione. È ovvio che ci possono essere situazioni da discutere, ma non mi piacciono le polemiche. Detto questo, prendo atto dell’orgogliosa reazione della nostra categoria, che dimostra che se le nostre attività suscitano l’interesse di altri, significa che abbiamo lavorato bene. Il nostro percorso negli ultimi 20 anni è stato ricco di soddisfazioni, e questo è solo l’inizio di ciò che realizzeremo in futuro”. Così ha commentato Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, intervistato dalla web tv di categoria, in merito alle polemiche sollevate dalla decisione dell’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) di confermare che il protocollo Asse.Co. (Asseverazione di conformità contributiva e retributiva) è di esclusiva competenza dei consulenti del lavoro, respingendo la richiesta del consiglio nazionale dei dottori commercialisti di estenderne l’ambito.

La polemica si estende anche ad altre competenze dei consulenti del lavoro. “Non posso fare a meno di sorridere – ha continuato De Luca – perché quando il legislatore, dalla legge Biagi in poi, ha esclusivamente designato i consulenti del lavoro per certi compiti, lo ha fatto sulla base di due motivazioni. La prima riguarda la competenza e la specializzazione: i nostri giovani, fin dal loro percorso di studi e tirocinio, acquisiscono una conoscenza approfondita delle materie”.

“La seconda motivazione – ha aggiunto De Luca – proviene dal ministero del Lavoro. Tutti i ministri che han firmato i provvedimenti che conferiscono ai consulenti del lavoro il potere di intervenire in questioni di conciliazione dei rapporti, arbitrato, contratti e politiche attive, hanno ritenuto che la devoluzione di un potere statale a un ordine professionale possa avvenire solo se esiste un monitoraggio. In questo senso, il ministero del Lavoro detiene un potere che delega, esercita vigilanza su tale delega, conferita a un ente o categoria professionale con specifiche caratteristiche. Pertanto, anche in questo frangente ci troviamo di fronte a polemiche che non hanno una valenza pubblica, ma privata”, ha concluso De Luca.

Fonte notizia

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