Al via la vendemmia 2026 in Sicilia: un'avventura di cento giorni

Al via la vendemmia 2026 in Sicilia: un’avventura di cento giorni

14 0

“Le aziende di Assovini Sicilia sono unite in un percorso di qualità, innovazione e ricerca dell’eccellenzaa, contribuendo a valorizzare i territori e le comunità che li abitano”, dichiara Gabriella Favara, presidente di Assovini Sicilia.

“Le prospettive per la vendemmia 2026 in Sicilia sono decisamente promettenti. Un inverno e una primavera con piogge abbondanti hanno ripristinato le riserve idriche del suolo, favorendo uno sviluppo equilibrato della vite. Inoltre, la pressione di patogeni e insetti nocivi è stata limitata, con pochi episodi isolati gestiti prontamente, garantendo un ottimo stato di salute per i vigneti. Anche i picchi di temperatura di luglio sono stati affrontati bene dalle piante, grazie all’acqua accumulata. Prevediamo una vendemmia di alta qualità, con vini caratterizzati da un bouquet aromatico interessante e da un buon equilibrio tra freschezza ed eleganza”, afferma Pietro Pollara, vicepresidente di Assovini Sicilia.

La fine di luglio segna l’inizio della grande vendemmia siciliana. Varietà internazionali come il Pinot Nero e lo Chardonnay, noti per la loro acidità, vengono raccolte per produrre basi spumante e vini fermi.

“La Sicilia occidentale produce il Grillo, un vitigno resiliente che sopporta condizioni climatiche avverse. Anche il Nero d’Avola e il Perricone mostrano una crescita vegetativa promettente, grazie a pratiche agronomiche tempestive e rigorose che seguono i principi dell’agricoltura sostenibile, preservando l’integrità di ogni grappolo”, racconta Giampiero Vantaggiato, agronomo di Feudo Stagnone & Cantine Birgi.

Per il taglio dei primi grappoli della Sicilia interna, si dovrà attendere la seconda decade di agosto: Gianfranco Lombardo, proprietario e agronomo di Tenute Lombardo, sottolinea “eccellenti prospettive per la vendemmia, con un Nero d’Avola rinnovato che si distingue per nuove caratteristiche e un Catarratto che, siamo certi, si farà notare per il suo fruttato elegante.”

Il Frappato è la varietà regina del ragusano, capace di esprimere perfettamente il legame tra vino e territorio. “Le uve di Frappato, vigorose e resistenti al caldo, promettono – affermano Carlo Casavecchia e Gaetana Jacono di Valle dell’Acate – un Frappato complesso, un rosso elegante e contemporaneo, perfetto per abbinamenti inattesi in serate estive.”

Nell’area del Sud-Est, a Noto, il direttore tecnico della cantina Zisola, Gionata Pulignami, dichiara che il calore estremo viene contrastato “grazie alla coltivazione a alberello delle viti. Questa tecnica facilita la circolazione delle brezze fresche provenienti dal mare.” Si profila un’annata che esalta ancora una volta lo stile unico di questa parte di Sicilia.

Le colline della DOC Faro formano un angolo unico della Sicilia, affacciandosi a Nord sullo Stretto di Messina. Questo microclima è favorevole alla viticoltura grazie al vento che crea condizioni ideali per le varietà autoctone Nocera e Nerello Mascalese. “Le alte temperature hanno avuto un impatto marginale sulla qualità delle nostre uve, che godono di ottima salute, promettendo eccellenti condizioni per la vinificazione.” – afferma Gianfranco Sabbatino, co-proprietario dell’azienda Le Casematte.

Accanto alla DOC Faro, la DOC Mamertino esprime la tradizione vitivinicola messinese con varietà come Nocera e Nero d’Avola. “Procediamo con cautela, monitorando l’evoluzione delle prossime settimane. Sarà cruciale osservare la reazione del Nocera, noto per la sua sensibilità alle alte temperature”, afferma Antonio Grasso di Feudo Solaria.

Gli arcipelaghi siciliani rappresentano un caso di diversità che arricchisce il complesso panorama siciliano: “Le previsioni a Salina, nelle isole Eolie, sono positive e entusiaste, frutto di una stagione equilibrata per tutte le varietà autoctone, dalla Malvasia, che offrirà vini di altissimo standard qualitativo, a quelli con notevole complessità aromatica e freschezza.” – dichiara Pietro Colosi, enologo dell’azienda Colosi.

Per quanto riguarda lo Zibibbo, vitigno simbolo di Pantelleria, “l’aumento delle temperature ha esaltato la sua capacità di performance, garantendo un equilibrio ottimale tra zuccheri e acidità. Si prevede una vendemmia scalare dalle zone costiere a quelle montane, che consentirà una gestione enologica perfetta con produzioni di alta qualità.” – afferma Gianfranco Giacalone, agronomo di Cantine Pellegrino.

Questo percorso si completerà con la raccolta delle uve dell’Etna, un lungo calendario di vendemmia che si chiuderà tra metà settembre e fine ottobre, con possibili estensioni fino agli inizi di novembre. L’altitudine e le escursioni termiche sono elementi fondamentali per preservare la complessità delle uve.

“Condizioni climatiche favorevoli e il clima continentale del vulcano più alto d’Europa favoriscono una vendemmia con uve di Nerello Mascalese e Carricante in ottima salute, con una buona espressione aromatica e un bilanciamento interessante tra maturità fenolica e acidità. Questi elementi distintivi segnano le produzioni dell’Etna”, sostiene Salvatore Rizzuto, enologo presso l’azienda Gambino.

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o promuovere la tua attività sul nostro portale e su quelli delle testate a noi associate? Contattaci all’indirizzo [email protected]

Fonte notizia