Rispetto allo stesso periodo del 2024, tra gennaio e marzo del 2025, l’industria alimentare registra un aumento sia nell’indice della produzione (+2%) sia nel fatturato proveniente dal mercato estero (+16%) e dal mercato interno (+5%). L’industria delle bevande, al contrario, mostra una crescita modesta riguardo all’indice della produzione (+0,4%) e al fatturato dal mercato estero (+5%), mentre riscontra un calo nel mercato interno. Le esportazioni agroalimentari continuano a salire nel periodo analizzato (+6,9% rispetto al primo trimestre del 2024), con incrementi significativi verso tutti i principali mercati esteri, in particolare Stati Uniti (+11%), Spagna (+14,8%) e Polonia (+18,8%). Le vendite in valore aumentano in quasi tutti i principali settori di esportazione, in particolare nei prodotti lattiero-caseari e nella frutta fresca, che mostrano una crescita sia in valore che in quantità: le mele (+18% in valore e +20% in quantità) e i kiwi (+27% in valore e +12,6% in volume).
Analogamente al trimestre precedente, le importazioni agroalimentari crescono (+11,7% rispetto al primo trimestre del 2024) a tassi superiori alle esportazioni, in gran parte a causa dell’aumento dei prezzi di alcune materie prime, come caffè greggio e cacao, principalmente provenienti da Spagna, Polonia e Brasile (+27%). Per molti dei settori principali, gli aumenti superano il 10%, come nei casi dei prodotti ittici, dei lattiero-caseari e dei cereali. Analisi del sentiment: i dati raccolti su X dal 21 marzo al 9 luglio 2025 mostrano una predominanza di un clima di fiducia nel settore pari al 53%, seguita da un atteggiamento neutrale del 22%, negativo del 13% e misto (tra positività e negatività) del 12%.
“I dati del primo trimestre 2025, elaborati da CREAgritrend, uno strumento essenziale per monitorare l’andamento del settore e supportare decisioni strategiche, – commenta Andrea Rocchi, Presidente CREA – descrivono un’agricoltura italiana dinamica e resiliente, capace di guidare la ripresa economica in un contesto ancora complesso, confermando l’importanza dell’agroalimentare nella crescita economica del Paese”.
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