I bambini più piccoli possono affrontare difficoltà nel separarsi dalle figure di riferimento; nel tempo, però, sono le performance scolastiche a generare preoccupazioni maggiori. Durante l’adolescenza e la preadolescenza, le relazioni con i coetanei diventano centrali, portando ansia per il rischio di esclusione sociale. Gli esperti dell’Iss indicano che i momenti di transizione scolastica meritano particolare attenzione poiché la ridefinizione dei gruppi di amicizia può creare incertezze, anche in studenti altrimenti ben integrati.
L’ansia da rientro si può manifestare con pensieri ricorrenti e preoccupazioni sui propri insegnanti, sul rendimento scolastico, sui legami d’amicizia o sull’organizzazione delle proprie attività quotidiane. Alcuni bambini possono chiedere frequentemente rassicurazioni, mentre altri presentano irritabilità, sensibilità emotiva e difficoltà di concentrazione. I sintomi fisici non sono rari: mal di pancia, nausea, cefalea, stanchezza, disturbi del sonno e riduzione dell’appetito sono modalità comuni attraverso cui il disagio psicologico si manifesta. In alcuni casi, si possono notare comportamenti di evitamento delle attività scolastiche, riluttanza a uscire di casa o resistenza ad affrontare situazioni percepite come ostili.
Per alleviare l’ansia legata al rientro a scuola, è utile ripristinare gradualmente i ritmi scolastici nei giorni precedenti l’inizio delle lezioni. Anticipare l’ora di sveglia e di andare a letto, riprendere le routine mattutine e limitare l’uso degli schermi nelle ore serali aiuta i bambini a sentirsi più preparati e meno stressati. Preparare insieme il materiale scolastico può favorire un adattamento più semplice al ritorno in classe. Un sonno adeguato e una buona alimentazione sono fondamentali per il benessere emotivo.
È essenziale garantire ai propri figli un’adeguata colazione, pasti regolari e possibilità di spuntini durante la giornata. I bambini e ragazzi ben riposati e alimentati sono generalmente meno vulnerabili allo stress, all’irritabilità e alle difficoltà di concentrazione. Molti possono affrontare il rientro a scuola con preoccupazioni e incertezze.
I genitori possono supportarli ascoltando le loro paure, evitando di minimizzarle e convalidando le emozioni espresse. È più utile far sentire il bambino compreso piuttosto che offrire rassicurazioni immediate; quando opportuno, aiutalo a riflettere su possibili strategie per affrontare le difficoltà.
Per promuovere la serenità dei propri figli è utile evitare domande che possano sembrare pressioni o aspettative e piuttosto utilizzare domande aperte e neutrali sulla giornata scolastica, mostrando un interesse genuino senza trasmettere ansie personali. Un approccio calmo e fiducioso aiuta a rafforzare il senso di sicurezza nei bambini e nei ragazzi. Visitiamo la scuola prima dell’inizio delle lezioni per ridurre l’incertezza e aumentare la familiarità.
Percorrere i tragitti verso la scuola, conoscere i vari ambienti e orientarsi negli spazi scolastici consente ai bambini e agli adolescenti di vivere il primo giorno con maggiore tranquillità, specialmente nei passaggi verso una nuova scuola. Per evitare sovraccarico e stress, è opportuno aiutare i ragazzi a gestire in modo equilibrato le attività scolastiche ed extrascolastiche. Rimandare nuovi impegni fino a quando non si sono adattati ai ritmi scolastici e insegnare il valore dell’equilibrio possono prevenire sensazioni di sopraffazione e affaticamento.
Se persistono difficoltà di adattamento o un progressivo rifiuto della scuola, i genitori devono monitorare questi comportamenti. Possono giocare un ruolo cruciale nel seguire il benessere emotivo dei propri figli, mantenendo un dialogo aperto e collaborando con la scuola per individuare precocemente eventuali difficoltà, facilitando così un inserimento scolastico sereno. Strategie semplici come respirazione lenta, problem solving, pianificazione delle attività e condivisione delle preoccupazioni con adulti di riferimento o compagni fidati possono agevolare l’adattamento. È utile, infine, mantenere aspettative reali, poiché i primi giorni di scuola sono un periodo di assestamento per tutti; non è necessario affrontare ogni sfida all’istante e in modo perfetto. La scuola è uno dei contesti più importanti per promuovere il benessere psicologico. Accoglienza, prevedibilità e attenzione alle relazioni possono fare una differenza notevole.
Routine chiare, attività graduali nelle prime settimane, attenzione ai nuovi inserimenti, contrasto al bullismo e promozione del senso di appartenenza rappresentano fattori protettivi ampiamente riconosciuti. Un clima scolastico positivo, caratterizzato da relazioni di supporto tra insegnanti e studenti, non solo favorisce il benessere emotivo, ma anche l’apprendimento. Anche i gemelli possono vivere il ritorno a scuola con emozioni intense, preoccupazioni e bisogno di rassicurazione. Lo sottolinea Emanuela Medda, responsabile del Registro Nazionale Gemelli del Centro di riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale dell’Iss. Numerosi studi condotti in diversi Paesi hanno dimostrato che, in molti aspetti – dal comportamento allo sviluppo di caratteristiche psicologiche – i gemelli non differiscono sostanzialmente dagli altri bambini.
Nei giorni che precedono l’inizio delle lezioni è quindi normale che un bambino possa sentirsi più ansioso del solito e cercare conforto nei genitori o nel proprio gemello. La presenza del gemello può offrire sicurezza, ma non implica che entrambi vivano il ritorno allo stesso modo. È importante riconoscere le esigenze individuali di ciascun gemello.
Uno potrebbe affrontare il cambiamento con entusiasmo, mentre l’altro potrebbe mostrarsi più preoccupato, avendo difficoltà a riadattarsi ai ritmi quotidiani oppure manifestando sintomi come mal di testa e tristezza. Per i genitori, gestire le reazioni di due figli della stessa età può rappresentare una sfida. Il rischio è di confrontare i loro comportamenti o di aspettarsi che entrambi affrontino il rientro nello stesso modo. Al contrario, è utile permettere a ciascun bambino di esprimere le proprie emozioni, senza paragoni e senza attribuire al legame tra gemelli una predisposizione all’ansia.
Anche se condividono molte esperienze, i gemelli restano due individui distinti, con tempi, sensibilità e modalità diverse nel fronteggiare i cambiamenti. “Le evidenze – conclude Chiara Cattaneo – indicano che il disagio scolastico non può essere considerato solo una questione educativa o sanitaria. È un fenomeno multidimensionale che coinvolge aspetti relazionali, psicologici, sociali ed educativi. La promozione del benessere scolastico implica una collaborazione stabile tra scuola, famiglie e servizi territoriali. In questo contesto, l’approccio whole-school considera il benessere come una responsabilità condivisa dell’intera comunità scolastica. Sviluppare competenze psicosociali (life skills) come autoregolazione emotiva, empatia e problem solving è cruciale per favorire l’adattamento e il benessere degli studenti. Tali interventi risultano più efficaci quando integrati stabilmente nelle attività scolastiche, coinvolgendo docenti, studenti e famiglie in una cultura condivisa orientata alla salute e al benessere”.
