MILANO (ITALPRESS) – Il mercato degli affitti in Italia chiude il 2025 con un aumento medio dei canoni del 2,5% su base annua, portando il prezzo medio nazionale a 14,2 euro al metro quadro, secondo l’ultimo report del portale immobiliare “idealista”. Sebbene ci sia stata una crescita moderata, si notano segni di rallentamento nella parte finale dell’anno: nell’ultimo trimestre si registra un calo del 4%, e su base mensile i valori diminuiscono dello 0,5%.
In sintesi, i rialzi più significativi si osservano soprattutto nelle province turistiche o montane, mentre grandi città come Milano evidenziano cali percentuali, pur mantenendo valori assoluti tra i più elevati. Le disparità tra Nord e Sud rimangono evidenti, sia in termini di valori assoluti che di dinamiche di crescita.
Secondo Vincenzo De Tommaso, Responsabile dell’Ufficio Studi di idealista, “negli anni post-Covid, la dinamica dei canoni è stata sostenuta dalle difficoltà nell’accesso al mercato delle compravendite, che hanno spinto una porzione significativa della domanda verso l’affitto, insieme a un’inflazione elevata che ha favorito un rapido adeguamento dei valori locativi. Questi fattori hanno contribuito a un aumento marcato dei canoni. Nel 2025, queste spinte straordinarie si sono attenuate. L’aumento dello stock disponibile e una domanda ancora forte, ma meno compressa rispetto al passato, hanno moderato la crescita dei valori. La fase di normalizzazione in corso segna come la lunga coda della pandemia stia lentamente esaurendosi. Per il 2026 è previsto uno scenario di continuità, con i canoni che si muoveranno principalmente in linea con l’inflazione”.
L’analisi delle città principali mostra un quadro principalmente rialzista: circa il 70% delle città monitorate riporta canoni in aumento, con incrementi a doppia cifra in dieci centri. I rialzi più significativi sono a Trapani (16,4%), Prato (13,9%) e Ragusa (13,3%), mentre tra i grandi mercati emerge Roma, che chiude l’anno con un aumento dell’8,3%, in un contesto di forte dinamismo della domanda.
In controtendenza Milano, che interrompe la fase di crescita degli ultimi anni con un calo annuo del 2,3%. Anche altre 24 città italiane registrano diminuzioni, con flessioni più consistenti a Massa (-9%), Como (-8,5%) e Bologna (-7,7%).
Altri mercati cittadini evidenziano aumenti a Palermo (7,8%), Bari (6,4%), Firenze (5,3%), Catania (3,6%) e Venezia (2,7%), mentre le variazioni sono più contenute a Cagliari (1,9%) e Genova (0,8%).
Nonostante il calo nel corso dell’anno, Milano rimane il capoluogo con i canoni di affitto più elevati, a 22,8 euro al metro quadro, seguita da Firenze (22,6 euro/m²), Venezia (21,6 euro/m²), Roma (18,7 euro/m²) e Bologna (17,1 euro/m²). All’estremo opposto, Vibo Valentia presenta canoni a 5,8 euro/m², Agrigento a 6 euro/m² e Potenza a 6,1 euro/m².
A livello provinciale, la dinamica dei canoni di affitto mostra generalmente un trend rialzista: nel 73% delle province italiane si riportano aumenti, seppure con una significativa volatilità nei valori. In venti province, gli aumenti superano il 10%, con i rialzi più marcati a Verbano-Cusio-Ossola (+30,8%), seguito da Gorizia (+25,1%), Pordenone (+23,9%) e Matera (+21,6%). Altri sedici province mostrano aumenti a doppia cifra, con Roma al 12,5% e Firenze al 10,9%. In contrasto, 29 province registrano cali nei canoni; in particolare, Milano mostra una diminuzione del 2,5%, mentre le contrazioni più significative si notano a Rimini (-20,2%), Ravenna (-19,4%), Lucca (-16,1%) e Livorno (-15%).
Per quanto riguarda i livelli di prezzo assoluti, Belluno si posiziona in cima alle province italiane anche grazie all’impatto dei prossimi Giochi Olimpici Invernali del 2026, con una media di 27,6 euro al metro quadro. Seguono Lucca (23,8 €/m²), Aosta (22,6 €/m²) e Milano (21,8 €/m²). Altre undici province superano la media nazionale di 14,2 €/m², con valori da 20,7 euro di Firenze ai 14,6 euro di Como. Le province più economiche si trovano perlopiù nel Sud e in alcune aree interne, con Enna a 4,9 €/m², Caltanissetta a 6 €/m² e Isernia a 6,1 €/m².
A livello regionale, la tendenza rialzista interessa quindici regioni su venti. Si registrano cali in Emilia-Romagna (-5,8%), Lombardia (-1,8%), Veneto (-1,7%), Liguria (-0,4%) e Trentino-Alto Adige (-0,2%). Gli aumenti più significativi riguardano la Valle d’Aosta (+17,6%), il Lazio (+15,6%) e l’Umbria (+10,9%), seguite da Friuli-Venezia Giulia (+8,7%), Sicilia (+7,7%), Basilicata (+5,4%) e Puglia (+4,2%). Gli altri incrementi oscillano tra il 4% della Sardegna e l’1% del Piemonte.
Grazie al forte aumento registrato negli ultimi dodici mesi, la Valle d’Aosta diventa la regione con i canoni di affitto più elevati, con una media di 22,6 €/m², superando la Lombardia (19 €/m²). Prezzi superiori alla media nazionale sono riscontrabili anche in Toscana (17,8 €/m²) e Lazio (15,6 €/m²). Tutte le altre regioni presentano valori inferiori alla media, con il Molise che si conferma la regione più economica, con canoni medi di 7 €/m².
– foto ufficio stampa idealista –
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