18 settembre 2026 | 16.45
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A2A introduce in Italia una tecnologia innovativa che trasforma la manutenzione degli invasi idroelettrici: il Progetto Teti. Alla diga di Cancano, in Valtellina (Sondrio), è in fase di sperimentazione un robot subacqueo progettato per rimuovere i sedimenti dal fondo del bacino senza doverlo svuotare, sviluppato in partnership con Watertracks, un’azienda francese specializzata in soluzioni robotiche avanzate. Questa iniziativa sottolinea il posizionamento di A2A come leader nell’innovazione per la gestione sostenibile delle infrastrutture idroelettriche, specialmente ora che il cambiamento climatico rende essenziale ripensare la protezione dell’acqua, risorsa strategica per l’energia, l’agricoltura e l’uso potabile.
“L’idroelettrico è una fonte di energia rinnovabile cruciale per l’Italia, e la disponibilità d’acqua è fondamentale” – afferma Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A – “Di fronte agli effetti del cambiamento climatico, innovare significa ripensare la gestione delle infrastrutture: impiegare la robotica per migliorare la manutenzione degli invasi aiuta a preservare una risorsa preziosa come l’acqua, avvantaggiando sia la produzione di energia verde sia i territori circostanti. Dopo la positiva conclusione della sperimentazione alla diga di Cancano, intendiamo estendere il Progetto Teti a tutti i nostri impianti e ad altri bacini idroelettrici in Italia. Questo progetto dimostra come l’innovazione possa tradursi in strumenti concreti a supporto dello sviluppo e della competitività del Paese: per questo, l’anno scorso abbiamo lanciato A2A Life Ventures, il nostro veicolo integrato di open innovation”.
Il cambiamento climatico sta influenzando la gestione degli impianti idroelettrici in due direzioni contrapposte: da un lato, le periodiche siccità rendono ogni litro d’acqua sempre più prezioso; dall’altro, eventi meteorologici estremi accelerano l’erosione delle montagne e l’accumulo di sedimenti negli invasi. È da queste sfide e da un percorso di Design Thinking sviluppato internamente ad A2A che nasce il Progetto Teti: una soluzione volta a proteggere l’acqua e, nel contempo, ottimizzare la produzione di energia verde.
Come funziona la tecnologia
Il cuore dell’innovazione è un robot cingolato che lavora direttamente sul fondo dell’invaso — nel caso di Cancano, a circa 80 metri di profondità — permettendo all’impianto di rimanere operativo senza interruzioni. Due frese rotanti laterali muovono il sedimento, che viene poi aspirato tramite una pompa e convogliato in un’area dedicata dell’invaso, lontana dalle prese d’acqua, evitando ostruzioni. Il sistema è dotato di sensori avanzati che consentono il monitoraggio remoto e in tempo reale dei parametri operativi, come portata e concentrazione dei detriti. Questa innovazione ha un impatto ridotto sia a livello paesaggistico — poiché opera sott’acqua con un cantiere di piccole dimensioni — sia ambientale, in quanto previene l’intorbidimento dell’acqua e protegge la fauna lacustre, ed è alimentata interamente da energia elettrica. Finora, la sperimentazione ha già rimosso oltre 10.000 metri cubi di sedimenti dal bacino di Cancano, evidenziando l’efficacia della tecnologia fin dalle prime fasi di test e aprendo la strada a un’applicazione più ampia.
Fino ad ora, la rimozione dei sedimenti è stata principalmente effettuata tramite fluitazione: un processo che richiede lo svuotamento dell’invaso e l’uso dell’acqua per trasportare il materiale, con tempi spesso prolungati. Sebbene necessario per mantenere le infrastrutture funzionali, questo intervento limita temporaneamente la disponibilità d’acqua per la produzione di energia, per usi potabili e agricoli, con impatti sul paesaggio. Il Progetto Teti supera queste limitazioni, offrendo una gestione degli invasi più efficiente, continua e sostenibile. Oltre ai benefici immediati, il Progetto Teti apre la strada a una rete strutturata per il trattamento e il riutilizzo dei sedimenti, andando oltre la semplice rimozione e puntando alla valorizzazione secondo i principi dell’economia circolare. Con i risultati ottenuti a Cancano, A2A mira a estendere questa tecnologia innovativa a tutti i suoi impianti idroelettrici e potenzialmente ad altri bacini idroelettrici in Italia, consolidandosi come il primo operatore in Italia a introdurre soluzioni robotiche subacquee per la gestione degli invasi.
