A Milano si trova la più grande Materioteca d'Italia: il primo dizionario ragionato dei materiali.

A Milano si trova la più grande Materioteca d’Italia: il primo dizionario ragionato dei materiali.

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Materia 2.0, un leader nel settore dei materiali di alta gamma per l’architettura, ha aperto a Milano la più grande materioteca d’Italia, creando un centro di eccellenza dedicato alla ricerca, allo studio e alla progettazione. Questo nuovo hub interdisciplinare di 500 mq, situato nel vivace quartiere di Porta Nuova, si rivolge a università e professionisti, offrendo 1.200 campioni, 5.000 pezzi esposti e un catalogo di oltre 15.000 prodotti, per un’esperienza di progettazione coinvolgente e innovativa. La materioteca rappresenterà un punto d’incontro tra materiali storici di pregio e tecnologie moderne, con un forte accento sulla sostenibilità e la responsabilità sociale.

Fondata a Como, Materia 2.0 è rapidamente diventata la materioteca più seguita a livello europeo su Instagram, grazie alle sue moodboard, ovvero tavole di materiali di alta qualità che trasformano l’identità progettuale in racconti visivi. “Materia 2.0 è stata creata per ridefinire il concetto di materioteca, trasformandola in uno spazio dinamico per ricerca, ispirazione e progettazione. I materiali non sono solo superfici, ma strumenti di espressione creativa. Il nostro obiettivo è fornire un percorso guidato e strutturato ai professionisti, aiutandoli a scegliere soluzioni eccellenti con sensibilità e competenza, come sottolinea Silvia Spreafico, design manager di Materia 2.0, in un’intervista a Adnkronos/Labitalia.

“La nostra crescita si fonda su tre pilastri: qualità, conoscenza e ispirazione. La qualità è il nostro faro, garantendo materiali d’eccellenza sia dal punto di vista estetico che tecnico. La conoscenza ci distingue: esaminiamo le materie a fondo per valorizzarne l’uso in architettura e interior design. L’ispirazione è il nostro segno distintivo: tramite moodboard, concept book e una narrazione materica curata, trasformiamo la materia in un linguaggio progettuale potente e coinvolgente. Con l’apertura della nuova sede a Milano, vogliamo rafforzare questa visione, creando la più grande materioteca d’Italia e un nuovo punto di riferimento per la progettazione, dove gli utenti possono toccare, sperimentare e trasformare l’ispirazione in progetti concreti”.

Il metodo ‘sartoriale’ di Materia 2.0 si riflette nella selezione dei materiali e nella fusione tra tradizione artigianale e innovazione tecnologica. “Il nostro approccio ‘sartoriale’ si traduce nella capacità di creare esperienze personalizzate, dove la scelta dei materiali è un processo consapevole. Non ci limitiamo a selezionare prodotti di alta gamma, ma offriamo un supporto progettuale che considera prestazioni tecniche, estetica e possibilità di combinazione, costruendo percorsi su misura per ogni progettista. Questo metodo si integra con la nostra visione di unire tradizione artigianale e innovazione tecnologica”.

“Valorizziamo le materie prime storiche, esplorandone nuove applicazioni tramite la ricerca, mentre selezioniamo materiali all’avanguardia che rispondono alle esigenze contemporanee di estetica, prestazioni e sostenibilità. Collaboriamo con aziende e manifatture che combinano tradizione e processi produttivi innovativi, creando materiali autentici e versatili, adatti sia a progetti unici sia a soluzioni ad alte prestazioni. Il nostro compito è guidare i progettisti nella scelta dei materiali più idonei, trasformando ogni materiale in un elemento narrativo che illustra l’evoluzione dell’architettura e del design, garantendo soluzioni durature che rappresentano al meglio la duplice anima, artigianale e industriale, di Materia 2.0”, aggiunge.

La nuova materioteca di Milano si distingue rispetto ad altre strutture simili. “È stata concepita come un hub interdisciplinare, dove i materiali diventano protagonisti di un’esperienza immersiva. Al centro dello spazio c’è una galleria scenografica di trenta metri lineari che ospita 1.200 campioni classificati per materia, accanto a allestimenti innovativi che trasformano la materia in prodotto, oltre a spazi d’archivio per un totale di circa 5.000 pezzi, rappresentando una catalogo globale di oltre 15.000 prodotti: si tratta della più completa enciclopedia materica italiana. La sua unicità risiede nella capacità di connettere tradizione e innovazione, creando un percorso espositivo che dialoga tra materiali storici e soluzioni avanguardistiche. Non è solo un archivio di superfici, ma un luogo di ricerca e sperimentazione, concepito per ispirare e supportare il processo creativo di architetti e designer”.

Con oltre 1.200 campioni e 15.000 prodotti catalogati, “la materioteca è stata progettata per offrire un’esperienza fluida, intuitiva e coinvolgente, guidando i visitatori nella scoperta dei materiali e delle loro possibili combinazioni”, afferma Silvia Spreafico. “I campioni fisici sono standardizzati in un formato pratico (20×20 cm), facilmente maneggiabile anche per superfici con spessori importanti e sono organizzati per tipologia e utilizzo, esposti frontalmente con un pannello informativo sul retro che include caratteristiche tecniche, varianti disponibili e un QR code per ulteriori dettagli sul sito del produttore”.

“Le stanze tematiche – spiega Silvia Spreafico – sono concepite come vere e proprie esposizioni, con mappe all’ingresso che identificano ogni materiale e prodotto, consentendo un’esplorazione chiara e strutturata, simile a una mostra. I professionisti possono toccare, accostare e combinare liberamente i campioni, creando moodboard personalizzate per le loro idee progettuali, supportati dal nostro team di specialisti, sempre disponibili per consulenze mirate e approfondimenti tecnici. L’obiettivo è trasformare ogni visita in un’esperienza di scoperta, ispirazione e progettazione attiva, rendendo la materioteca un luogo dove la materia si anima attraverso il progetto”.

Inoltre, la nuova materioteca si integra nel contesto della Milano Design Week. “L’apertura della materioteca di Milano durante il Fuorisalone è una scelta strategica: vogliamo posizionarci come nuovo punto di riferimento per la progettazione materica. Il tema del Fuorisalone 2025, ‘Mondi Connessi’, riflette perfettamente la nostra filosofia: unire passato e futuro, artigianato e tecnologia, sostenibilità e innovazione. Ci aspettiamo che la materioteca diventi una meta imprescindibile per professionisti, studenti e appassionati di design, che desiderano vivere un’esperienza di progettazione totale, immersiva e rivoluzionaria”.

Materia 2.0 interpreta e promuove il Made in Italy. “Il Made in Italy per noi significa eccellenza, ricerca e cultura del bello. Selezioniamo materiali e aziende italiane che incapsulano questi valori, ponendo particolare attenzione alla qualità manifatturiera e all’innovazione. Il nostro compito è dare voce a queste eccellenze, rendendole disponibili ai progettisti in un contesto che ne esalta le potenzialità. In un mondo sempre più globalizzato, crediamo che il Made in Italy debba rappresentare non solo un’etichetta, ma un manifesto di creatività, sostenibilità e competenza”, afferma Silvia Spreafico.

Non mancano le sfide nel campo della fornitura di materiali di alta gamma. “Il settore è in continua evoluzione e presenta complessità. L’ampia offerta rende difficile identificare soluzioni realmente distintive e la crescente richiesta di sostenibilità si scontra con una comunicazione poco chiara e frammentata. Questo è accompagnato dalla necessità di un’innovazione continua, che non riguarda solo i materiali, ma anche i metodi di selezione, racconto e integrazione nei progetti”, spiega la design manager di Materia 2.0.

“In questo contesto, Materia 2.0 si propone come partner strategico per architetti e designer, sostenendoli in tutte le fasi del progetto: dalla selezione dei materiali alla progettazione esecutiva, fino alla gestione del cantiere con la nostra manodopera specializzata. Grazie a moodboard, concept book e rendering, trasformiamo la materia in uno strumento espressivo, rendendo tangibile l’identità di ogni progetto. Non basta offrire una maggiore varietà di materiali o proporre solo prodotti esteticamente belli; è necessario fornire soluzioni con valore progettuale, prestazionale e narrativo, integrandoli in un racconto coerente che accompagni fino alla loro realizzazione in spazi armonici e senza tempo”, conclude.

Fonte notizia

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