287 milioni di persone nel mondo affette da epatite cronica B e C, con 2 milioni di nuovi casi ogni anno

287 milioni di persone nel mondo affette da epatite cronica B e C, con 2 milioni di nuovi casi ogni anno

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IPA63851699 – Milano – Milano, Postazione mobile in Piazzale Cadorna per Screening gratuito congiunto per Covid 19 ed Epatite C, lunghe code di gente in attesa, con il patrocinio dell’Istituto Superiore della Sanita

Le epatiti croniche da virus B e C sono ampiamente diffuse nel nostro paese, sebbene si registri un trend al ribasso nelle nuove infezioni. Inoltre, le infezioni da virus dell’epatite A (HAV) ed E (HEV) sono comuni in nazioni con scarsi standard igienico-sanitari, ma si segnalano anche in paesi europei, inclusa l’Italia, sia attraverso casi sporadici che focolai epidemici (approfondisci qui). Combattere le epatiti, ricorda l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), è fondamentale per prevenire cirrosi, tumori epatici, ricoveri e decessi evitabili. Negli ultimi anni, le epatiti virali hanno costituito una seria emergenza sanitaria in Italia: fino a dieci anni fa, la mortalità era quasi tripla rispetto ai valori attuali. I progressi ottenuti mediante diagnosi e terapie antivirali dimostrano che queste patologie possono essere prevenute e curate, ma è importante rimanere vigili. Oggi abbiamo a disposizione test semplici e trattamenti altamente efficaci; per questo motivo è cruciale partecipare agli screening, effettuare il test almeno una volta nella vita e sfruttare ogni opportunità per una diagnosi tempestiva. La lotta alle epatiti deve essere considerata una strategia contro il cancro, attraverso la vaccinazione anti-HBV, la diagnosi precoce e il trattamento dell’epatite C.

In Italia, il Ministero della Salute ha collaborato con l’ISS, le Regioni, le società scientifiche e le associazioni dei pazienti per sviluppare un Piano Nazionale d’Azione mirato a incidere sulle epatiti virali, sull’HIV e sulle infezioni sessualmente trasmissibili (IST). Il Piano, attualmente in fase di approvazione dalla conferenza Stato-Regioni, include strategie per migliorare la prevenzione e promuovere la diagnosi precoce e l’accesso alle terapie, con l’obiettivo di ridurre significativamente le nuove infezioni e la mortalità.

“Le epatiti virali costituiscono ancora un rilevante problema di salute pubblica” – evidenzia Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento di Malattie Infettive dell’ISS – che il nostro Paese intende affrontare tramite un Piano Nazionale, coinvolgendo malattie e agenti patogeni che condividono alcune modalità di trasmissione come epatiti, HIV e IST. Il Piano propone anche una serie di misure per migliorare l’efficienza dello screening e facilitare l’accesso alle cure, considerando che la diagnosi delle epatiti virali è storicamente critica, poiché la maggior parte delle persone non presenta sintomi evidenti e ritarda il test, aumentando il rischio di sviluppare malattie epatiche avanzate.”

Nell’ultimo periodo, l’ISS, insieme al Ministero della Salute, si è attivato su più fronti per la prevenzione e il controllo delle epatiti, promuovendo azioni volte a raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’OMS, attraverso il lavoro di strutture collegate al territorio. Tra queste, il Laboratorio Nazionale di Riferimento dell’ISS, diretto da Anna Rita Ciccaglione, che coordina la Rete Nazionale dei Laboratori di Riferimento Regionali per la Sorveglianza Virologica delle epatiti virali e il sistema di sorveglianza SEIEVA, coordinato da Maria Elena Tosti, che si occupa di approfondimenti epidemiologici sulle infezioni acute da virus dell’epatite, favorendone l’indagine e il controllo a livello locale e nazionale. Un’ulteriore rete di monitoraggio è rappresentata dalla rete PITER (Piattaforma Italiana per lo Studio delle terapie delle epatiti ViRali), coordinata da Loreta Kondili, che raccoglie dati sui pazienti con epatopatia cronica virale, da virus hepatitis B, C e Delta. Questa rete produce informazioni cliniche sui bisogni di cura e sull’impatto delle terapie, supportando le politiche sanitarie.

L’ISS coordina anche progetti, finanziati dal Ministero della Salute, per migliorare lo screening dell’epatite C, la gestione dei pazienti e l’accesso rapido alle cure, nonché studi di ricerca sull’epatite B e Delta. Partecipiamo a iniziative europee e internazionali, in collaborazione con istituzioni, reti e stakeholder scientifici, per contrastare le disuguaglianze e prevenire il cancro tramite vaccinazione anti-HBV, diagnosi precoce e trattamento dell’epatite C. Poiché la trasmissione può avvenire anche per via sessuale, la segnalazione di positività ai virus epatitici B e C è ora inclusa nella Sorveglianza Sentinella delle IST, coordinata da Maria Cristina Salfa.

– Foto Ipa Agency –

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