PALERMO (ITALPRESS) – Più di 10 mila presenze e un trend di crescita costante. A fare il punto sull’ultima edizione di Cantine Aperte e sull’enoturismo in generale è Federica Fina, presidente del Movimento Turismo del Vino Sicilia, in un’intervista con Italpress. Fina conferma il trend positivo del settore nell’Isola e il suo crescente ruolo nel panorama turistico regionale. “Stiamo attualmente finalizzando l’aggiornamento e i dati sono parziali – ha spiegato Fina – ma abbiamo già superato le 10 mila presenze. Superare questa soglia è un notevole successo e dimostra che l’enoturismo è un’importante leva per il turismo in Sicilia”. L’edizione di quest’anno, svoltasi dal 30 al 31 maggio, ha anche visto un aumento significativo delle adesioni da parte delle cantine, confermando la fase di forte espansione del Movimento. “Circa 33 cantine hanno partecipato; l’anno scorso erano circa 15, quindi si tratta di un risultato eccellente. Adesso contiamo 45 cantine associate”, ha sottolineato Fina, che guarda già ai prossimi eventi estivi: “Siamo in preparazione per Calici di Stelle, in programma dal 23 luglio al 16 agosto. Spesso si pensa che sia legato solo al 10 agosto, ma in realtà è un brand del Movimento Turismo del Vino che copre l’intero periodo. Durante queste date, le cantine possono organizzare eventi su tutto il territorio”.
Nel frattempo, un recente studio di Ceseo ha mostrato che il turismo del vino sta vivendo una rapida crescita, principalmente nel Sud Italia e nelle Isole. Si tratta di un fenomeno in grado di trasformare l’enoturismo da attività secondaria a importante risorsa per il marketing territoriale, creando un ecosistema economico capace di generare spesa, fidelizzazione e un ritorno dei visitatori. “Si tratta di numeri significativi per il Sud e le Isole, con circa 2 mila visitatori all’anno per cantina”, ha confermato Fina. “Il segreto è il valore culturale del mondo del vino, che definisco multididattico: racconta storie aziendali, familiari, ma anche quelle di un territorio, della sua geografia, geologia e viticoltura”. Secondo la presidente, l’esperienza si sta evolvendo anche nel linguaggio e nelle modalità di comunicazione. “Oggi, la comunicazione deve essere più accessibile e coinvolgente, meno tecnica e più partecipativa; questo è ciò che fa la differenza. L’enoturismo è un’esperienza di viaggio, un ricordo che i visitatori portano con sé – ha evidenziato -. È il magnete che porti a casa: dopo la visita in cantina, il vino acquista un valore unico, perché alle etichette si uniscono i volti e le storie”. Attualmente, si osserva un incremento dei flussi turistici, con una presenza sempre più numerosa di visitatori italiani. “Quest’anno stiamo registrando un alto numero di presenze italiane”, ha notato Fina, “in parte a causa di un rallentamento nei flussi dall’estero dovuti a tensioni internazionali e incertezze globali. Alcune disdette dagli Stati Uniti sono già arrivate, anche se non abbiamo ancora una panoramica definitiva. Tuttavia, ricorda quanto accaduto nel 2020 e 2021, quando si è registrato un boom del turismo domestico”. Tuttavia, nonostante i successi, permane ancora un potenziale inespresso che frena lo sviluppo dell’enoturismo nella regione. “Analizzando lo studio Ceseo, il principale problema nell’Isola è l’accessibilità delle cantine. Non sono sempre facili da raggiungere – ha sottolineato -. Dobbiamo lavorare su questo aspetto, anche attraverso accordi con Ncc e operatori del trasporto turistico per facilitare gli spostamenti di chi ama il vino e di chi si avvicina per la prima volta a questo mondo”. Un ambito su cui il Movimento Turismo del Vino Sicilia sta già lavorando in sinergia con operatori e istituzioni, con l’obiettivo di rendere l’esperienza enoturistica sempre più accessibile e integrata nel territorio.
– Foto gtr/Italpress –
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