Valdisieve: L'informativa del presidente Giani sugli eventi alluvionali avvia un ampio dibattito politico in Giunta: le dichiarazioni dei gruppi politici

Valdisieve: L’informativa del presidente Giani sugli eventi alluvionali avvia un ampio dibattito politico in Giunta: le dichiarazioni dei gruppi politici

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Alluvione Valdisieve 2025, volontari in azione nei Comuni colpiti dal maltempo © Comuni di Pontassieve, Pelago e Rufina via facebook

L’intervento del presidente della Giunta regionale Eugenio Giani riguardo ai recenti eventi di alluvione ha suscitato un intenso dibattito nell’Aula del Consiglio regionale durante la sessione del martedì 25 marzo.

Elisa Tozzi, consigliera regionale di Fratelli d’Italia e presidente della commissione d’inchiesta sugli eventi alluvionali del 2023, ha preso la parola per sottolineare “l’importanza del tema e la complessità della situazione, affermando che non è sufficiente supportare i comuni con piani sui cambiamenti climatici”. “Nella sua relazione – ha detto rivolgendosi al presidente Giani – non troviamo una valutazione del perché ci siamo ritrovati in questa situazione. Il dissesto di un’intera area della Toscana non è solo attribuibile ai cambiamenti climatici, ma anche alla problematica della prevenzione e delle risorse disponibili. Ci sono territori con fragilità intrinseca che richiedono programmazione e interventi straordinari. Il problema non è stato l’Arno, ma i reticoli secondari e la loro manutenzione. Non ci si può limitare a contare i danni e a descrivere quanto accaduto sul territorio. La dichiarazione di stato di emergenza nazionale non è sufficiente; dobbiamo organizzare una programmazione futura che sia all’altezza delle sfide attuali. È necessario riflettere profondamente sull’attività di prevenzione condotta nei territori per tutelare il suolo. Serve più di un semplice piano sui cambiamenti climatici; sono richieste risorse per mettere in sicurezza i territori, poiché per ripopolarli occorre sicurezza. Mi aspettavo da Giani delle indicazioni chiare su cosa andava fatto e cosa non è stato messo in pratica, oltre l’aspetto climatico, per questo non sono soddisfatta della comunicazione della Giunta”.

La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Silvia Noferi ha rimarcato di aver partecipato come volontaria alla commissione d’inchiesta sugli eventi alluvionali del 2023, per chiedere chiarimenti ai responsabili su cosa è stato fatto negli anni per garantire la sicurezza a Firenze. “Il problema per Firenze – ha spiegato Noferi – è il Ponte Vecchio, che può resistere a una certa portata di piena. Per garantire che questa soglia non venga superata, sono previste opere significative. In particolare, è necessario realizzare le casse di espansione a monte di Firenze, il serbatoio del Bilancino e l’innalzamento della diga di Levane. Il bacino del Bilancino può contenere fino a 25 milioni di metri cubi d’acqua, un volume simile è garantito dalle casse di espansione, oltre a 10 milioni dall’innalzamento della diga di Levane. Completando questi interventi, Firenze potrà contare sulla sicurezza equivalente a 60 milioni di metri cubi d’acqua. La questione è che non sappiamo a che punto è il progetto per l’innalzamento della diga, che da tempo è fermo per valutazione, prima al Ministero delle Infrastrutture e ora al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. È quindi cruciale ottenere il via libera definitivo, poiché serviranno ulteriori due anni per completare l’opera”.

“Pur essendo all’opposizione,” ha concluso Noferi, “devo riconoscere che l’emergenza è stata gestita dalla Giunta regionale in modo eccellente, garantendo la sicurezza di Firenze e Pisa tramite un intervento altamente efficace. La consigliera Tozzi ha chiesto informazioni sugli interventi sui reticoli minori. In commissione, i rappresentanti del consorzio di bonifica hanno sottolineato che è necessario un piano nazionale per il controllo degli argini dei reticoli minori. Pertanto, al di là delle strumentalizzazioni, chiediamo massima collaborazione tra i vari livelli istituzionali.”

Il consigliere regionale del Partito Democratico e presidente della commissione Aree interne Marco Niccolai ha spiegato di essere stato contattato da molti amministratori locali e cittadini in merito agli eventi verificatisi il 14 e 15 marzo, evidenziando grande preoccupazione per la situazione nella zona del Monte Albano, con problemi di viabilità e frane nei fondi privati vicino alle abitazioni. Per affrontare queste problematiche, è prevista per il 28 marzo una riunione con i sindaci dei comuni della zona. Ci sono tre strade provinciali interrotte che richiedono interventi urgenti. I cittadini incontrati hanno sollecitato il consiglio dei ministri a dichiarare al più presto lo stato di calamità, considerandolo una questione vitale per questi territori, dove servono risorse ingenti per le somme urgenze; altrimenti alcuni comuni rischiano il default in breve tempo.”

“Le risorse per le somme urgenze non sono sufficienti” ha aggiunto Niccolai, “ma sono necessarie opere di ricostruzione, che non possono gravare sugli enti locali. Facciamo un appello al centrodestra affinché il governo decreti lo stato di calamità nel primo consiglio dei ministri utile e assegni le risorse necessarie per le somme urgenze. È fondamentale ripristinare la viabilità dove è interrotta e destinare risorse per questo scopo, per poi concentrarci sui privati”.

Il capogruppo di Forza Italia Marco Stella ha espresso una critica severa nei confronti della Giunta regionale: “Non ci aspettavamo solo il resoconto di eventi così gravi dall’informativa del presidente Giani, ma volevamo comprendere le spiegazioni e la stima dei danni, oltre al numero dei comuni colpiti. I consiglieri del Partito Democratico e la Giunta avrebbero dovuto, in primo luogo, scusarsi con i cittadini toscani per quanto accaduto.”

“La responsabilità principale per le alluvioni degli ultimi tre anni ricade su chi ha governato e gestito i piani urbanistici e operativi. Si è costruito in aree inadeguate e si è intervenuto poco nella prevenzione. I danni delle alluvioni, dal 2023 a oggi, ammontano a quasi 4 miliardi di euro e abbiamo il coraggio di chiedere fondi al Governo. Cosa è stato fatto negli ultimi tre anni? Dov’è la pianificazione regionale? Non basta un piano per il Mugello mentre si ignora la Lunigiana e la Piana. Dobbiamo smettere di lavorare solo sull’emergenza. Il sistema delle allerte è statico e non è cambiato. Non è sufficiente informare sui colori delle allerte attraverso video sui social. Apprezzo il lavoro svolto dalla commissione sugli eventi alluvionali, ma il sistema delle allerte deve essere affinato per non generare panico tra i cittadini. Ci siamo concentrati sull’Arno mentre gli argini dei corsi d’acqua secondari crollavano. Propongo di chiudere i consorzi, che reputo inefficaci, visto che ci si concentra solo sull’Arno, mentre gli altri corsi d’acqua sono colmi di detriti. È imbarazzante chiedere fondi al governo quando non si sa come utilizzare le risorse disponibili per le famiglie alluvionate.”

Il consigliere della Lega Massimiliano Riccardo Baldini ha messo in evidenza un aspetto del dibattito, lamentando l’assenza in Aula del presidente Giani e dei membri della Giunta: “È davvero spiacevole e svilente che non siano presenti su un tema così rilevante, nelle cui dimensioni emergono responsabilità politiche quotidiane, paragonabili a quelle della sanità”. “Ascoltando il presidente Giani” – ha proseguito – “ci ha detto che tutto è andato bene, ma noi della Lega, durante il nostro sopralluogo a Sesto Fiorentino, abbiamo sentito persone profondamente deluse e arrabbiate, imprenditori e commercianti che hanno subìto enormi danni e non hanno fiducia in chi li governa, dai comuni alla regione. È fondamentale riportare la situazione a un controllo adeguato, considerando che ogni anno affrontiamo eventi alluvionali sempre più gravi. Questo è un tema da affrontare in commissione e nei consigli comunali. Se il sistema delle allerte ha funzionato meglio questa volta, è grazie all’esperienza delle drammatiche alluvioni del 2023 e al contributo dei consiglieri di minoranza nella commissione d’inchiesta.” Baldini ha poi accusato il Movimento 5 Stelle “di non aver menzionato nemmeno una volta il problema del consumo di suolo, una delle loro bandiere, sacrificata per accordi che non interessano ai cittadini.”

“C’è una visione limitata nella gestione delle emergenze” – ha concluso Baldini – “mentre si potrebbero effettuare interventi strutturali per garantire la sicurezza idrogeologica. Il governo regionale si è limitato a richiedere risorse a quello nazionale, dimostrando incapacità nel gestire le risorse per contrastare il dissesto idrogeologico.”



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