La musica di Roberto Benvenuti accompagna la versione italiana di “Se dice de mí” dall’Argentina, interpretata da Tita Merello…
Inizialmente sono state sistemate sedie, panche e infine anche presse di fieno, per permettere probabilmente a un pubblico doppio rispetto a quello previsto di sedersi nel magnifico cortile del Castello di Calenzano per la “Grand Soirée. Concerto di musiche dal vivo e racconti di comuni mortali”, presentato dalla straordinaria Gaia Nanni.
Dopo una stagione di sold out con “La notte dei bambini”, Gaia, accompagnata dalla fisarmonica di Roberto Beneventi, apre lo show con “Guarda che luna” e condivide ricordi della sua infanzia trascorsa a nascondersi per non farsi vedere dai dipendenti della SIP e dei viaggi in auto con le tendine parasole decorate.
Poi è il turno di “L’amore stupisce” di Ascanio Celestini, e uno a uno rievoca i suoi vicini di casa, quelli che erano stati presenti alla notte del trasferimento dei piccoli ricoverati del Meyer. Tornano in scena Maurino, Terrore, Cartier, ma con racconti diversi; e rivediamo anche Ludmilla, la badante ucraina che cresce i figli degli altri, senza vedere i suoi diventare grandi. E se il cuore del pubblico non fosse già stato toccato dal racconto di Ludmilla, Gaia si trasforma nella mamma del piccolo Cosimo, il bambino che rimane tale anche oggi che ha i capelli bianchi, e l’emozione si impossessa di tutti.
Accompagnata dal pubblico, canta “il grillo e la formicuzza” (o la formicuzza e il grillo), modificando però il finale per non concluderlo in modo tragico come nell’originale. Poi presenta un altro brano di Celestini “Noi siamo gli asini” e finalmente appare anche “Luisa”, l’anziana che si occupa dei propri affari e non può dedicare troppo tempo al pubblico perché deve andare al corso di danza moderna.
La musica di Roberto Benvenuti l’accompagna di nuovo nella versione italiana di “Se dice de mí” di Tita Merello e tra un applauso e l’altro, la “Soirée” sembra giunta al termine, ma il pubblico non è d’accordo e continua ad applaudire, perché è difficile distaccarsi da uno spettacolo così bello ed emozionante, da quei personaggi che rimangono nel cuore. Così, Gaia non può far altro che tornare sul palco, presentando Manuelo, il trans latinoamericano che, con una voce simile a quella di Belen, ha guidato tutti verso la canzone finale “Veinte Años” della cubana María Teresa Vera. Con questa splendida performance, l’eccezionale attrice fiorentina (che vedremo a novembre in “Un weekend artificiale” di Pieraccioni) saluta un pubblico estasiato, regalando un’esibizione carica di emozione, insieme a un musicista talentuoso e un’attrice che è diventata una garanzia per un teatro straordinario, in grado di mescolare intelligenza, ironia, politica, musica, e quell’infinito gruppo di personaggi che ogni volta Gaia porta con sé, ormai diventati anche amici nostri!
P.S. Chi ha Amazon Prime può vedere Gaia nel film “Non aprite quella bara” di Matteo Querci, con Francesco Ciampi, Orfeo Orlando, Paolo Hendel, Alessio Sardelli, Tomas Arana, Barbara Enrichi, David Brandon, Claudio Lobbia, Sandra Garuglieri e Lamberto Muggiani.
