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Transizione energetica: adesioni anche dalla Toscana

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L’iniziativa non mette in discussione la necessità di accelerare il processo di transizione energetica, ma sottolinea l’importanza di…

In Toscana, cresce il numero di adesioni all’appello nazionale lanciato da TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione, rivolto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Tale iniziativa raccoglie sindaci, amministratori locali, accademici, associazioni e comitati territoriali, con l’obiettivo di promuovere una pianificazione nazionale delle energie rinnovabili che armonizzi lo sviluppo degli impianti con la salvaguardia del paesaggio, dell’agricoltura e del patrimonio storico e culturale.

Tra i firmatari figurano diversi amministratori toscani, tra cui i sindaci di Casole d’Elsa, Sovicille, Sorano, Suvereto, Manciano, Lamporecchio e San Godenzo, insieme a assessori, vicesindaci e consiglieri comunali da vari territori della regione. Hanno aderito anche esponenti del mondo accademico, culturale e dell’associazionismo, tra cui docenti delle Università di Firenze e Pisa, membri di Italia Nostra, Slow Food Toscana e molte altre realtà impegnate nella tutela dell’ambiente e del territorio.

L’iniziativa non nega l’urgenza della transizione energetica, ma evidenzia la necessità di una programmazione nazionale in grado di definire criteri condivisi per la localizzazione degli impianti. Secondo i promotori, la mancanza di una pianificazione organica potrebbe favorire interventi in aree agricole, crinali e paesaggi di particolare valore ambientale e storico, con effetti permanenti sul territorio.

L’appello propone di orientare i nuovi investimenti verso superfici già urbanizzate o compromesse, come le coperture di edifici, aree industriali dismesse, parcheggi e cave esaurite, incentivando altresì lo sviluppo dell’autoconsumo energetico e delle comunità energetiche. L’obiettivo è ridurre il consumo di suolo agricolo e preservare il paesaggio, considerato una risorsa fondamentale dal punto di vista ambientale, culturale ed economico.

Secondo i promotori, una strategia nazionale più coordinata permetterebbe di sostenere la produzione di energia da fonti rinnovabili senza compromettere gli elementi identitari dei territori, limitando il rischio di fenomeni speculativi e garantendo un equilibrio tra sviluppo energetico e tutela del patrimonio naturale.

L’appello, inviato alla Presidenza del Consiglio il 4 luglio scorso, è stato sottoscritto da centinaia di amministratori locali, studiosi, rappresentanti di associazioni, comitati e cittadini di diverse regioni italiane, al fine di promuovere un confronto sul futuro della transizione energetica e sulle modalità di pianificazione degli impianti nel territorio nazionale.

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