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Simulazione di un’alluvione alla Biblioteca Pietro Leopoldo

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I beni culturali si trovano in una situazione di emergenza, e uno scenario simulato mette in evidenza i rischi: pochi giorni prima dell’anniversario dell’alluvione del 1966, un evento alluvionale colpisce edifici di grande importanza storica e artistica, minacciando il patrimonio culturale che custodiscono. Questo è quanto è successo oggi a Palazzo Cerretani, sede della Biblioteca Pietro Leopoldo della Regione, durante un complesso esercizio della Protezione Civile regionale, finalizzato a testare procedure e capacità operative per la salvaguardia dei beni culturali mobili in situazioni di calamità.

L’iniziativa segna la conclusione di un innovativo percorso formativo, il primo in Italia, attuato in linea con le direttive operative del Ministero della Cultura e del Dipartimento nazionale della Protezione Civile pubblicate nel dicembre 2025. Negli ultimi quindici giorni, 80 partecipanti tra funzionari degli enti pubblici, personale del Ministero della Cultura e volontari specializzati hanno seguito un corso di formazione della durata di 20 ore, con il supporto di 25 docenti provenienti dalle principali istituzioni competenti nella tutela del patrimonio culturale e nella gestione delle emergenze.

L’operazione ha permesso di testare il nuovo modulo specialistico della Colonna Mobile Regionale di Protezione Civile, dedicato alla salvaguardia e alla tutela dei beni culturali mobili. Questo modulo sarà attivo sia in Toscana che a livello nazionale per supportare i funzionari del Ministero della Cultura nelle attività di recupero e messa in sicurezza del patrimonio danneggiato da eventi calamitosi.

L’iniziativa acquista un significato ancor più rilevante poiché si svolge a pochi giorni dal sessantesimo anniversario dell’alluvione del 1966, un evento che ha segnato la storia di Firenze, della Toscana e del patrimonio culturale mondiale, contribuendo a creare una nuova consapevolezza sulla necessità di proteggere opere d’arte, archivi e biblioteche dalle calamità.

Secondo il presidente Giani: “A sessant’anni dall’alluvione del 1966, la Toscana continua a trasformare quella tragedia in conoscenza, innovazione e capacità operativa. Questa esercitazione dimostra come la nostra Protezione Civile, che ringrazio per il consueto impegno e professionalità, sia oggi all’avanguardia non solo a livello nazionale, ma anche europeo nella costruzione di modelli integrati per la salvaguardia dei beni culturali durante le emergenze. Mettere in sicurezza il patrimonio storico significa proteggere la nostra identità e trasmetterla alle generazioni future.“

Il sottosegretario alla Presidenza della Regione, Bernard Dika, che ha partecipato in video collegamento, ha aggiunto i suoi ringraziamenti: “Siamo orgogliosi del percorso che state portando avanti nella tutela dei beni culturali in situazioni di emergenza, insieme a diverse realtà. È un esempio forte quello che diamo nell’unirci, perché di fronte al cambiamento climatico e alle emergenze che possono verificarsi, non ci sono confini amministrativi. Esiste un patrimonio di competenze che potrà essere messo a disposizione non solo della regione, ma dell’intero Paese nei momenti di maggiore necessità. Il vostro impegno contribuisce a rendere la nostra Toscana più sicura.“

L’esercitazione si è realizzata grazie alla collaborazione con il Comune di Firenze e la Città Metropolitana di Firenze, coinvolgendo numerosi soggetti istituzionali, tra cui le Soprintendenze competenti, l’Opificio delle Pietre Dure, la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, i Vigili del Fuoco, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, la Conferenza Episcopale Toscana e diverse associazioni di volontariato di Protezione Civile, come Anpas, CRI, Misericordie della Toscana, Racchetta, VAB, insieme al Soccorso alluvionale SWRTT, l’Associazione nazionale carabinieri, ANPANA, Emergens ODV, Cisom, Prociv, e Arci.

Concludendo questo percorso formativo e il collaudo operativo sul campo, la Regione Toscana rafforza ulteriormente il proprio sistema di protezione civile, confermando il proprio ruolo di laboratorio avanzato nelle politiche di prevenzione e tutela del patrimonio culturale in scenari di rischio sempre più complessi.

Fonte: Regione Toscana

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