Somministrazione dei farmaci agli studenti: la ASL forma il personale scolastico.

Scuola, presidio a Firenze “in dissenso con le indicazioni del Governo”

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Come di consueto, alla fine di agosto torna a immedesimarsi l’attenzione pubblica sulla situazione scolastica e i suoi problemi; quest’anno, tuttavia, la scena è stata dominata dalla presenza del Ministro Valditara al Meeting di Rimini, garantendo così una netta sovraesposizione mediatica.
Con una notevole abilità comunicativa, il Ministro è riuscito a attirare l’attenzione su di sé e sulle sue iniziative, orientando il dibattito pubblico attorno ai temi che per lui sono prioritari, progettati appositamente per il suo elettorato: lode alla fatica e al lavoro (precario e mal retribuito, aggiungiamo noi), divieto di smartphone a scuola, maggiore severità nella valutazione del “comportamento”, conferma da parte delle famiglie del supplente di sostegno… In sostanza, sta dipingendo un quadro di una scuola che finalmente comincia a funzionare sotto la sua gestione.
Peccato però che la realtà racconti una storia ben diversa, con problemi strutturali del sistema d’istruzione che rimangono irrisolti; basti considerare il record di lavoratori a tempo determinato che anche il prossimo anno continueranno senza alcuna prospettiva di stabilizzazione, la drastica riduzione dei docenti nelle scuole (ben 115 in meno per gli istituti del territorio fiorentino), e un personale ATA sempre insufficiente per garantire sicurezza e sorveglianza.
In questo contesto, risulta particolarmente preoccupante l’iniziativa del Ministro di ristrutturare profilo e contenuti della scuola democratica attraverso le Nuove Indicazioni Nazionali, il documento che funge da “carta d’identità” del sistema scolastico italiano e indirizza le sue finalità. A differenza delle Indicazioni precedenti, introdotte circa dieci anni fa, queste nuove sono state imposte senza alcun confronto o discussione, e vengono universalmente considerate un anacronistico ritorno al passato, un vero e proprio schiaffo alla riflessione pedagogica contemporanea, nonché uno strumento per promuovere un’idea di scuola gerarchica, selettiva e di stampo sovranista.
Attraverso questa manovra, il Ministro Valditara tenta di infliggere un colpo mortale alla scuola della Costituzione, rimodellando il sistema educativo secondo una visione ideologica, più orientata a un’idea acritica dell’autorità piuttosto che alla formazione di una coscienza democratica, con un approccio assimilazionista verso la multiculturalità, e una precoce distinzione tra “chi è portato per studiare” e chi no, con un ritorno alla lezione tradizionale come metodo principale se non unico di insegnamento.
A fronte di questa intrusione nella scuola democratica, il Ministro e la maggioranza che lo sostiene perseguono l’obiettivo chiaro di propagandare la loro idea di società e consolidare la propria egemonia culturale.
Ci rivolgiamo al mondo della scuola, alle famiglie e agli studenti, ma facciamo un appello anche a tutti coloro che sono interessati al futuro della democrazia (cittadini, associazioni, movimenti, istituzioni): abbiamo ancora la possibilità di agire, uniamoci per fermare questo progetto!
Il 18 ottobre si svolgeranno in tutta Italia iniziative politico-culturali contro queste Nuove Indicazioni, ma intanto facciamo sentire una voce di protesto a Firenze: mercoledì 10 settembre, dalle ore 17, uniamoci in sit-in sotto la Prefettura di via Cavour per sostenere una scuola democratica per tutti/e e con tutti/e.

CEMEA (Centri Esercitazione Metodi Educazione Attiva), CGD Toscana (Coordinamento Genitori Democratici) – CIDI Firenze (Centro Iniziativa Democratica Insegnanti) – FLC Cgil Firenze – MCE Firenze (Movimento di Cooperazione Educativa) – Proteo Fare Sapere Toscana

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