rewrite this title Sicurezza a Firenze, tre arresti dei Carabinieriin Italian

Scandicci, arrestato un uomo per truffa tramite…

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Questa vicenda mette ancora una volta in luce i pericoli connessi alle truffe che colpiscono le persone anziane, con i malfattori che approfittano…

Un trentenne è stato arrestato in flagranza dai Carabinieri della Stazione di Scandicci, poiché pesantemente indiziato di una truffa aggravata ai danni di una persona anziana, attuata mediante la tecnica del “falso carabiniere”. L’intervento è avvenuto nel pomeriggio di giovedì 10 settembre, dopo che i militari sono stati avvertiti del tentativo in corso.

La situazione avrebbe preso avvio con una telefonata ricevuta sulla linea fissa dell’anziana. L’interlocutore si sarebbe presentato come un maggiore dei Carabinieri, affermando di aver trovato la carta d’identità del marito convivente della donna sul luogo di una rapina. Con questo pretesto, il falso ufficiale avrebbe comunicato la necessità di eseguire alcuni controlli sui beni di valore presenti nell’abitazione, annunciando l’arrivo di un suo delegato.

A destare sospetto è stato il figlio della donna, che si è precipitato sulla strada e ha incontrato una pattuglia dell’Arma impegnata in un servizio di controllo del territorio. Dopo aver raccontato ai militari quanto stava accadendo, i Carabinieri hanno organizzato un appostamento nelle vicinanze dell’abitazione, mantenendosi in una posizione defilata per attendere l’arrivo del presunto incaricato.

Poco dopo, secondo quanto ricostruito dall’Arma, il trentenne si è presentato all’abitazione e ha ricevuto una busta preparata dalla donna contenente denaro e oggetti preziosi. Nel momento in cui l’uomo ha preso in consegna quanto predisposto dalla vittima, i Carabinieri sono intervenuti, bloccandolo e arrestandolo con l’accusa di truffa aggravata.

L’individuo ha trascorso la notte presso il Comando Compagnia Carabinieri di Scandicci. La mattina seguente è stato sottoposto a giudizio con rito direttissimo. Durante l’udienza, l’arresto è stato convalidato e nei suoi confronti è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza.

La vicenda ribadisce ancora una volta i rischi delle truffe ai danni delle persone anziane, nelle quali i malviventi sfruttano la fiducia nelle istituzioni e la pressione psicologica per ottenere denaro o beni di valore. In questo caso, l’intervento tempestivo del familiare e la presenza di una pattuglia nelle vicinanze hanno consentito ai militari di agire prima che il presunto truffatore potesse allontanarsi con il bottino.

Rimane fermo, come precisato dall’Arma, che la responsabilità penale dell’indagato dovrà essere accertata nel corso del procedimento e che, secondo la normativa vigente, nei suoi confronti vige la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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