La Mafia a Casa Vostra: Evento con il Parlamento Regionale degli Studenti

La Mafia a Casa Vostra: Evento con il Parlamento Regionale degli Studenti

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‘La Mafia a Casa Vostra’ è il titolo dell’evento organizzato dal Parlamento regionale degli studenti (Prst), tenutosi oggi al Teatro La Compagnia di Firenze, per riflettere sulla legalità e sul contrasto alle mafie.

Questo evento ha fornito un’analisi approfondita che ha coinvolto, oltre ai membri del Prst impegnati nel progetto di monitoraggio dei beni confiscati alla mafia, associazioni, fondazioni e procuratori. L’iniziativa ha l’obiettivo di riportare alla ribalta un tema di grande rilevanza per il nostro territorio, sottolineando l’importanza della scuola come primo luogo di costruzione di una cultura della legalità.

Il presidente del Prst, Sergio Angarano, insieme a Federico Cignelli, coordinatore del progetto, ha aperto i lavori. Come affermato dal presidente: “Questo incontro segna l’inizio del progetto di monitoraggio dei beni confiscati alla mafia, realizzato in collaborazione con l’associazione ‘Sentinelle di nonno Nino’, con la quale abbiamo firmato un protocollo d’intesa. È un modo per trasformare questi beni in opportunità per noi giovani, creando nuovi spazi di incontro e aggregazione”.

Cignelli ha aggiunto: “Degli oltre 40mila beni confiscati in Italia, il 65% è abbandonato, in condizioni deplorevoli. Questo non è più accettabile. La mafia, investendo in un territorio, provoca una ferita che può essere sanata solo attraverso il riutilizzo sociale e socio-economico da parte della comunità stessa. Possiamo creare spazi per i giovani, conferendo un valore ulteriore al recupero di questi beni, assicurando continuità nel tempo”.

La presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi, ha dichiarato: “Il progetto è davvero interessante. La Regione Toscana ha già avviato un importante lavoro, in sinergia con le amministrazioni comunali, sull’uso dei beni confiscati alla mafia. In Toscana ne abbiamo molti, che potrebbero essere trasformati in luoghi di aggregazione per i giovani. Penso all’esperienza di Suvignano, in provincia di Siena, la più grande azienda agricola confiscata alla mafia, che ho seguito quando ero assessore all’agricoltura. Qui si fa educazione alla legalità, spiegando cosa sia la mafia e collaborando con le scuole su questi temi. La richiesta al Governo è quella di garantire fondi per la ristrutturazione di questi edifici. Spesso, infatti, i beni vengono assegnati alla Regione, ai Comuni o alle associazioni, ma mancano le risorse per recuperarli e destinarli a finalità sociali. Per realizzare un progetto di questo tipo, è necessario immaginare anche dove reperire le risorse economiche necessarie – come i fondi europei e quelli dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati e la lotta alla mafia. Questo progetto è sicuramente significativo e importante, ed è stimolante vedere i giovani e il Parlamento degli Studenti impegnarsi attivamente. Pertanto, voglio congratularmi con loro: il Consiglio regionale fornirà tutto l’aiuto possibile”.

Il vicepresidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, ha condiviso la sua testimonianza: “Ho lanciato un messaggio ai ragazzi: non voltate mai le spalle. Il mio impegno civile è iniziato il 23 maggio 1992, un’epoca in cui la mafia usava la violenza, era il tempo delle stragi. Oggi esiste un’altra mafia, più subdola, che si muove vicino a noi, riciclando denaro, aiutando chi è in difficoltà, in particolare le imprese. Il nostro compito è limitarla; il ruolo dei giovani è cruciale. La Toscana ha la forza necessaria perché questo accada”.

Tra le autorità presenti c’era anche Bernard Dika, sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana, il quale ha riferito il suo impegno nel Prst: “Il Parlamento degli studenti ha sempre cercato di sensibilizzare i coetanei su questi temi: la mafia riguarda anche la Toscana – ha affermato. Purtroppo, i numerosi beni confiscati testimoniano che la criminalità organizzata ha portato qui i propri profitti. Dobbiamo supportare i Comuni nell’acquisire gli immobili tolti alla mafia per dimostrare come lo Stato, unito, possa riprendersi ciò che gli è stato sottratto e restituirlo alla comunità”, ha concluso Dika.

Tra i relatori, anche Ettore Squillace Greco, Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Firenze, e Maurizio Pascucci, referente nazionale per i beni confiscati della Fondazione Antonino Caponnetto, che hanno parlato a un’ampia platea di giovani, rispondendo alle loro domande. “La questione dei beni confiscati alle mafie e del loro riutilizzo per scopi sociali è cruciale – ha ribadito Squillace Greco. Le mafie commettono reati principalmente per arricchirsi, colpirle nei patrimoni è una strategia che lo Stato deve perseguire e il coinvolgimento dei cittadini, in particolare dei giovani, è fondamentale per intravedere un futuro in cui le mafie possano essere realmente ridimensionate”.

Come sottolineato da Pascucci: “I beni confiscati devono tornare alla società per diventare opportunità culturali e sociali, intervenendo sulle fragilità. Pensiamo, ad esempio, a un palazzo molto importante, attualmente assegnato ai vigili del fuoco, in piazza della Signoria. In vista della commemorazione dell’attentato di via dei Georgofili, potrebbe diventare un luogo di memoria”.

Ad intrecciare gli interventi c’è stato un monologo di Pietro Solera e una rappresentazione teatrale a cura dei membri del Prst.

Per chiudere, è stata presentata la conclusione, con i risultati del progetto di monitoraggio promosso dal Parlamento.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana – ufficio stampa

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