“Siete i custodi della memoria” afferma il presidente della Toscana Eugenio Giani, rivolgendosi ai più di quattrocento studenti delle scuole superiori e circa quaranta universitari toscani, in partenza con il treno delle 14.13 da Firenze Santa Maria Novella. Il viaggio li condurrà ad Oswiecim, Polonia, dove si trova il campo di sterminio nazista di Birkenau e il museo di Auschwitz.
Abbiamo occasione di assistere al dodicesimo viaggio dal 2002, il primo “Treno della Memoria” a ripartire dopo la pandemia, che segue un viaggio in pullman nei luoghi di deportazione italiani. “Un viaggio impegnativo – osserva Giani – ricco di emozioni che segnerà la vostra vita. Potrebbe sembrare un eccesso, ma vi accorgerete che non è così e che è la verità.”
“Con voi, che siete qui per una scelta di valori – continua – ci saranno due testimoni: Andra e Tatiana Bucci, due sorelle deportate all’età di quattro e sei anni, semplicemente perché ebree. Hanno sopravvissuto a Mengele, il medico infame che usava i bambini deportati (in gran parte gemelli) per i suoi esperimenti.”
Giani sottolinea la “responsabilità storica di nazisti e fascisti, complici e colpevoli dei 47 milioni di morti della Seconda Guerra Mondiale e dei milioni di deportati uccisi”. Questa responsabilità “non si limita a Hitler e Mussolini, ma è diffusa”. Esprime pensieri di pace e il complesso scenario internazionale attuale, con conflitti che si estendono dal Medio Oriente all’Ucraina e all’Iran.
Sul treno Giani non sarà presente; la Regione sarà rappresentata dall’assessora all’istruzione e alla cultura della memoria Alessandra Nardini e dal consigliere Luca Rossi Romanelli. Partecipa anche Sergio Angarano, presidente del Parlamento degli studenti.
Anche Nardini si rivolge agli studenti, spiegando come il Treno della Memoria possa trasformarli. “Sarà un viaggio importante – afferma – che cambierà ognuno di voi. È una cosa vedere luoghi attraverso i libri e un’altra è vederli con i propri occhi, ascoltando chi, come Andra e Tatiana, l’ha vissuto. Ecco come si conosce davvero il lato più buio dell’umanità.” “Abbiamo voluto fortemente investire in questo percorso – aggiunge – iniziato con la formazione degli insegnanti e che continuerà con attività di restituzione nelle vostre classi.”
“Questa – ribadisce Nardini – non è una gita. Non siamo turisti come talvolta qualcuno cerca di far credere. È un pellegrinaggio laico e abbiamo il privilegio di attraversare quei luoghi terribili con Andra e Tatiana Bucci. Ascolteremo la loro testimonianza e assisteremo a un concerto di musica romanì, riflettendo su quanta bellezza avremmo perso se quel piano criminale di sterminio fosse riuscito.”
Prima di giungere ad Auschwitz e Birkenau, gli studenti parteciperanno a laboratori di approfondimento sul treno, con membri delle comunità discriminate e deportate, come le comunità ebraiche, rom e sinti, comunità LGBTQIA+, deportati politici, internati militari italiani, persone con disabilità fisica e psichica, testimoni di Geova e “tutti coloro – come sottolinea Nardini – che il nazifascismo considerava diversi, inferiori e meno degni di vivere.”
“Questo viaggio – sottolinea Nardini – non è solo una commemorazione: è un seme per costruire un presente e un futuro di pace. La scuola ha questo compito: formare cittadini liberi e consapevoli, diventando costruttori di pace in un contesto internazionale sempre più preoccupante, segnato da odio e guerre.” Conclude dicendo: “Attraverso la Memoria vogliamo lavorare per un cambiamento: costruire ponti, non muri.”
“Ecco perché questo viaggio è oggi più significativo che mai – si rivolge Nardini agli studenti -: vi aiuterà a riconoscere pericoli, come il negazionismo e il revisionismo, che purtroppo trovano spazio nel nostro paese. Ci aiuterà a comprendere le responsabilità del fascismo, su cui non possiamo tacere.” Includendo le parole della deportata e senatrice Liliana Segre, Nardini invita gli studenti a “essere sentinelle della Memoria, mai indifferenti.”
Fonte: Regione Toscana
