Giorno della Memoria 2026: La Toscana commemora le vittime della Shoah e delle persecuzioni naziste.

Giorno della Memoria 2026: La Toscana commemora le vittime della Shoah e delle persecuzioni naziste.

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La Regione Toscana ricorda. In occasione del Giorno della Memoria, varie iniziative commemorano gli orrori della Shoah e le persecuzioni nazifasciste contro oppositori politici, Rom e Sinti, testimoni di Geova, persone LGBTQIA+, e persone con disabilità o internati militari italiani.

Le celebrazioni sono iniziate questa mattina nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, per poi proseguire al Binario 16 della stazione di Santa Maria Novella, dove una targa ricorda come l’8 marzo 1944 centinaia di persone furono deportate nei campi di concentramento, molte delle quali non fecero mai ritorno.

Al Binario 16 della stazione di Santa Maria Novella a Firenze, un luogo che custodisce uno dei capitoli più dolorosi della nostra storia – ha affermato il governatore Eugenio Giani -. Essere qui oggi significa ricordare, onorare le vittime della Shoah e rinnovare un impegno che tocca a ciascuno di noi: difendere la memoria, la dignità umana e i principi di libertà e democrazia“.

La memoria rimane viva solo se custodita ogni giorno. Soprattutto insieme ai giovani – ha dichiarato la sindaca di Firenze, Sara Funaro -. Ricordare non è un gesto automatico: è una responsabilità. È mantenere forti i valori della nostra democrazia anche quando sono messi alla prova. Nella Giornata della Memoria, il mio appello va ai giovani: fate sentire la vostra voce di fronte alle ingiustizie che osserviamo ancora oggi. Scegliete il rispetto e l’uguaglianza. Combattete ogni forma di intolleranza, razzismo e antisemitismo: alla paura e all’odio, anteponete sempre i diritti e la dignità di ogni persona. La memoria vive anche nei luoghi, in quelli che portano ancora le cicatrici della storia. Come il Binario 16 di Santa Maria Novella: da qui furono deportate oltre 300 persone, tra uomini, donne, anziani e bambini. Solo 15 tornarono. Firenze non dimenticherà mai il capitolo più oscuro della sua storia. E lo dimostra continuando a ricordare e a essere presente, oggi e ogni giorno“.

Le iniziative in Toscana

Ecco le principali attività organizzate in Toscana per il Giorno della Memoria.

Firenze

Domani, 28 gennaio, dalle ore 9.15 alle 13, la Regione Toscana promuoverà un’iniziativa rivolta a studentesse e studenti delle scuole, in memoria di Vera Vigevani Jarach, recentemente scomparsa, con focus sulle deportazioni. L’evento si svolgerà al Cinema Teatro La Compagnia di Firenze, grazie alla collaborazione della Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza – Luoghi della Memoria Toscana, l’Istituto Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea e l’Ufficio Scolastico Regionale, nell’ambito del progetto GiovaniSì.

La edizione 2026, intitolata “Note di Memoria. Giorno della Memoria 2026”, si articolerà su tre direttrici. In primo piano il ricordo di Vera Vigevani Jarach, scrittrice e attivista, scomparsa il 3 ottobre 2025. Compagna in molti progetti della Toscana, nei Treni verso Auschwitz e in numerose edizioni con studentesse e studenti, Vera Jarach è stata una “partigiana della memoria”, testimone di due persecuzioni: la Shoah e la repressione della dittatura argentina di Videla. La sua vita e il suo impegno, da esule a Madre di Plaza de Mayo in cerca di verità sulla morte della figlia Franca, saranno al centro di un intervento video inedito dello storico Carlo Greppi.

Il focus della manifestazione sarà sui devastanti effetti del progetto nazista dell’ “Uomo nuovo”, basato sulla persecuzione ed eliminazione di coloro considerati “diversi”. Si discuterà del concetto appropriato da nazismo e fascismo, alla base dell’idea di superiorità della razza ariana e della legittimazione dell’azione violenta dello Stato contro determinate categorie, come testimoni di Geova, persone con disabilità e individui discriminati per il proprio orientamento sessuale, come evidenziato dall’avvocato Matteo Mammini, rappresentante del tavolo regionale LGBTQIA+.

Un terzo elemento, come suggerisce il titolo di quest’edizione, sarà il maggiore spazio dedicato agli interventi musicali da parte di Alexian Group e Gabriele Coen Quartet, che presenteranno la musica come strumento di dialogo interculturale nella storia.

Tra gli ospiti attesi alla fine della mattinata ci sarà padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte, e ci saranno testimonianze tramite video, alcuni inediti, di sopravvissuti come Kitty Braun Falaschi, che a nove anni scampò ai campi di concentramento di Ravensbrück e Bergen-Belsen, Rita Prigmore, sopravvissuta alla persecuzione nazista di Rom e Sinti, e Michele Zucchi, internato militare italiano, catturato a Cefalonia.
Non mancherà Ugo Caffaz, consulente dell’assessora Nardini per le politiche della Memoria e coordinatore di molte edizioni del Treno della Memoria della Regione Toscana.

L’apertura dell’evento è fissata alle 9.15 con l’intervento iniziale di Alessandra Nardini, assessora all’Istruzione e cultura della Memoria, seguita dai saluti di Luciano Tagliaferri, direttore dell’Ufficio scolastico regionale della Toscana. Le conclusioni saranno affidate al presidente della Regione, Eugenio Giani.

La conduttrice della manifestazione sarà Chiara Brilli, direttrice editoriale di Controradio, insieme a Francesco Filippi, storico e scrittore.

L’evento è realizzato nell’ambito del progetto TdM 2026 – Tracce di Memoria. Percorsi storico-educativi e viaggio di formazione delle scuole toscane (CUP D19G25000660006, PR FSE+ 2021-2027).

L’iniziativa di domani potrà essere seguita in diretta al seguente link: https://www.regione.toscana.it/diretta-streaming

Numerose iniziative parallele – Il programma di incontri ed eventi – accompagneranno il Giorno della Memoria 2026, permettendo di approfondire le varie deportazioni. Promossa dalla Regione Toscana, il calendario di eventi è realizzato dalla Fondazione “Museo e Centro di documentazione della Deportazione e Resistenza – Luoghi della Memoria Toscana” in collaborazione con l’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea.
Due delle iniziative hanno già avuto luogo: la prima, il 22 gennaio, “La persecuzione e la deportazione dei testimoni di Geova nei Lager nazisti”, con la partecipazione di Alessandro Bertini (Ufficio comunicazione e stampa della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova) e l’assessora Alessandra Nardini, coordinati da Enrico Iozzelli del Museo della Deportazione e Resistenza, e la seconda, il 23 gennaio, “Tessere storie. Voci di sinte e rom nella Seconda guerra mondiale”, un percorso tramite stoffe, abiti e racconti nella storia di una comunità a cura dello stilista Noell Maggini, introdotto dall’assessora Alessandra Nardini.

Entrambe le iniziative hanno avuto luogo presso il Memoriale delle Deportazioni.

È prevista per lunedì 2 febbraio, ore 10.30, sempre presso il Memoriale delle Deportazioni di viale Donato Giannotti n. 81, l’inaugurazione della mostra “Ribelli al confino”. La mostra, promossa e realizzata dall’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti (ANPPIA) in collaborazione con il “Centro di Ricerca e Documentazione sul confino politico – isole di Ventotene e Santo Stefano”.

Stiamo aggiornando l’elenco di altre iniziative sulla Memoria che si svolgeranno anche nelle prossime settimane, per approfondire altre deportazioni come quelle degli oppositori politici, degli internati militari italiani e della comunità LGBTQIA+.
Ulteriori dettagli saranno comunicati attraverso i consueti canali di comunicazione.

Pisa

Oggi, martedì 27 gennaio, si è svolta a Pisa una cerimonia per celebrare il Giorno della Memoria, istituito dalla legge del 20 luglio 2000 dal Parlamento Italiano, che ha aderito all’appello internazionale di dichiarare il 27 gennaio una giornata di commemorazione delle vittime dell’Olocausto durante la Seconda guerra mondiale. La cerimonia si è tenuta nell’area verde Raffaello Menasci, dove lo scorso anno è stata collocata la stele commemorativa intitolata “Promemoria” dell’artista Andrea D’Aurizio, e ha visto la partecipazione di Michel Auerbac, sopravvissuto alle persecuzioni razziali, e l’esecuzione di brani musicali da parte del coro e orchestra dell’Istituto Comprensivo “Tongiorgi”. L’evento, coordinato dall’assessore alla scuola del Comune di Pisa Riccardo Buscemi, è stato organizzato congiuntamente dal Comune di Pisa, dalla Prefettura di Pisa, dalla Provincia di Pisa e dalla Comunità Ebraica di Pisa.

Prima della testimonianza di Auerbac e dei brani musicali, ci sono stati saluti istituzionali con interventi di Michele Conti, Sindaco di Pisa, Concetta Barbara Pugliese per il Prefetto di Pisa, Massimiliano Angori, Presidente della Provincia di Pisa, Andrea Gottfried, Presidente della Comunità Ebraica di Pisa, Bruno Possenti del Comitato provinciale Pisa ANPI, Fulvio Mozzachiodi per Aned e Sonia Di Giorgio in rappresentanza del dirigente scolastico provinciale. Presenti numerose autorità civili e militari, rappresentanti delle istituzioni, delle scuole e delle associazioni.

Di seguito l’intervento del sindaco di Pisa Michele Conti:

Rivolgo il mio saluto a tutti i presenti, al Prefetto, al presidente della Provincia, ai consiglieri comunali, al presidente della Comunità ebraica, ai presidenti di Anpi e Aned, al Dirigente scolastico, alle autorità civili e militari.

Ringrazio in particolare Michel Auerbac per essere qui con noi e condividere i suoi ricordi, i ragazzi del coro dell’Istituto Tongiorgi e i loro docenti per il prezioso contributo musicale. Un saluto ai cittadini che hanno voluto partecipare a questo appuntamento che, come negli ultimi due anni, da quando abbiamo cambiato la toponomastica della città, sostituendo via D’Achiardi con via “Giusti tra le Nazioni”, abbiamo convocato per celebrare la Giornata della Memoria.

Cambiare la denominazione della via è stato il risultato di un percorso condiviso, di una grande discussione pubblica, con l’obiettivo di riconoscere le gravi responsabilità del rettore dell’Università di Pisa dell’epoca, in merito all’espulsione di studenti e docenti ebrei. Un atto di risarcimento morale dovuto nei confronti di tutti coloro che, qui a Pisa, subirono gravi ingiustizie, espulsioni dai luoghi pubblici, scuola e lavoro, persecuzioni, deportazioni e disgraziate morti.

Lo scorso anno, abbiamo inaugurato la stele commemorativa “Promemoria”, offerta dall’artista Andrea D’Aurizio, per ricordare a tutti cosa accadde a studenti e docenti, cacciati dall’Università per la loro religione ebraica. Un blocco di pietra in marmo di Carrara, con un libro aperto e figure in altorilievo che si librano nell’aria. Un messaggio che ci ricorda che il dominio della dittatura cominciò con l’occupazione dei luoghi di cultura, le Università, che portò alla scomparsa di milioni di ebrei in Europa. Una tragedia che colpì anche molti ebrei italiani e pisani.

Quest’anno, durante le celebrazioni, abbiamo allestito una mostra nell’atrio del Comune per spiegare ai ragazzi chi sono i “Giusti tra le Nazioni” e celebrare coloro che, non ebrei, agirono in modo eroico nei bui anni della dittatura, anche a costo delle proprie vite, per salvare anche solo una vita dal genocidio noto come Shoah. Tra questi, ricordiamo il riconoscimento di “Giusto tra le Nazioni” a Angelo De Fiore, primo Vicequestore a Roma e poi Questore a Pisa, per aver protetto cittadini ebrei dalla deportazione, e la famiglia Cipolli, mezzadri di Casciavola, che nascosero numerose famiglie ebree, consentendo loro di sfuggire all’arresto. Questi sono esempi dei 794 italiani che hanno ricevuto il riconoscimento per il rischio assunto nel non rimanere indifferenti davanti alle ingiustizie e atrocità subite da famiglie, vicini e colleghi. Queste storie di “Giusti” sono fatti di coraggio e umanità compiuti da persone comuni, che ci insegnano che, anche nei momenti più bui, si può sempre scegliere di lavorare per il bene e mantenere vivo il seme della speranza.

Negli ultimi anni, Pisa ha fatto avanzamenti significativi nel riconoscimento collettivo dei fatti accaduti. A partire dal 2018, in occasione degli 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali, sottoscritte dal sovrano proprio qui, che giustificarono in Italia atrocità inimmaginabili. Nel corso di questi anni, abbiamo dedicato l’area verde attorno a noi a Raffaello Menasci, medico pediatra e libero docente dell’Università di Pisa, arrestato a Roma nel 1943 e deportato a Auschwitz con la sua famiglia, deceduto a Varsavia il 29 febbraio 1944. Qui abbiamo piantato un melograno, simbolo di onestà e giustizia nella cultura ebraica. Inoltre, la rotonda all’ingresso del parco di San Rossore, dove furono firmate le leggi razziali, è stata intitolata alla memoria della giovane Anna Frank. Non abbiamo mancato di sensibilizzare le scuole su queste tematiche, consapevoli dell’importanza di condividere i fatti più drammatici della nostra storia. Abbiamo accolto testimoni di quell’epoca; la senatrice Liliana Segre è una nostra cittadina onoraria.

Questi sono momenti di condivisione della memoria che annualmente dobbiamo rinnovare come comunità, trasmettendo il testimone di anno in anno, di generazione in generazione, poiché la memoria collettiva ha bisogno di essere coltivata, studiata, approfondita, conosciuta e condivisa da tutti, affinché non venga cancellata e continui a vivere, a parlare e a guidare le giovani generazioni. Pertanto, da qui oggi, nella Giornata della Memoria, vogliamo lanciare a tutti i ragazzi un messaggio sull’importanza di ricordare e studiare la storia e il passato, perché rappresentano la chiave per restare vigili, specialmente in un periodo come quello attuale, segnato da guerre e tensioni internazionali, e continuare a guardare con speranza ad un futuro giusto da costruire insieme”.

Pontedera

La Giornata della Memoria è stata celebrata anche a Pontedera, con un evento che ha coinvolto oltre cento studenti delle scuole primarie e secondarie locali. La commemorazione è iniziata con la deposizione di un cuscino dell’Amministrazione Comunale al memoriale di Anna Frank in piazza Vittime dei lager nazisti, effettuata da alcuni bambini della scuola primaria.

Il cerimoniale, aperto dall’intervento della vicesindaca Carla Cocilova e con la presenza di rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni (tra cui Anpi e
Aned) e delle Forze dell’Ordine, ha visto come protagonisti i ragazzi, con letture, riflessioni, poesie e la presentazione di disegni e opere svolte in classe, oltre a momenti musicali.

Questo il testo dell’intervento della vicesindaca Cocilova, presente insieme all’assessore alla cultura Francesco Mori e al presidente del Consiglio Comunale Marco Salvadori.

Oggi, 27 gennaio, il Comune di Pontedera si riunisce con voi per celebrare la Giornata della Memoria, il giorno in cui, nel 1945, furono aperti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz. Una data che appartiene alla coscienza dell’intera umanità.

Ricordare significa dare un nome e un volto alle vittime della Shoah: milioni di uomini, donne e bambini perseguitati, deportati e uccisi in nome di un’ideologia basata sull’odio, sul razzismo e sulla negazione dell’altro. Significa onorare anche tutte le persone perseguitate perché considerate “diverse”: ebrei, oppositori politici, Rom e Sinti, persone con disabilità, omosessuali.

Ma la memoria non è solo un esercizio rituale e formale. È una responsabilità civile. È il legame che collega il passato al presente e ci interroga su chi siamo oggi e quale società desideriamo costruire per il futuro.

La filosofa Hannah Arendt, riflettendo sulle tragedie del Novecento, ha detto: “Nessuno ha il diritto di obbedire.”

Un avvertimento che ci ricorda come il male possa manifestarsi anche tramite l’indifferenza, la rinuncia al pensiero critico e l’accettazione passiva di ciò che è ingiusto.

Dedico un pensiero speciale agli studenti qui presenti. Anche se non avete vissuto quegli eventi, siete i custodi futuri della memoria. Studiare, ascoltare testimonianze e chiedere non serve solo a conoscere la storia: è fondamentale per riconoscere i segnali di pericolo quando si ripresentano sotto nuove forme.

È qui che il ricordo diventa attuale.

Perché l’odio, la discriminazione e l’indifferenza non sono solo un retaggio del passato. Oggi assistiamo, in diverse parti del mondo e a volte anche vicino a noi, a guerre, persecuzioni e violazioni dei diritti umani, a linguaggi che dividono, disumanizzano e trasformano l’altro in un nemico.

La Shoah ci insegna che nulla accade all’improvviso: l’orrore è sempre preceduto da parole, stereotipi, leggi ingiuste e dal silenzio di chi guarda altrove. Per questo, la memoria non è solo un atto commemorativo, ma è anche vigilare su ciò che accade.

Come istituzioni, abbiamo il dovere di difendere i valori della Costituzione: dignità, uguaglianza, libertà e pace. Come comunità, dobbiamo coltivare il rispetto, il dialogo e la solidarietà, a partire dai gesti quotidiani.

Pontedera oggi ribadisce il proprio impegno a essere una città aperta, inclusiva, e capace di educare alla cittadinanza e responsabilità. Perché la memoria non è solo commemorazione, ma un’azione consapevole nel presente. Ricordare significa scegliere ogni giorno da che parte stare. Dalla parte dell’umanità.

Le dichiarazioni

Irene Galletti (M5S): “L’antifascismo è dovere civile e costituzionale, noi dalla parte di chi combatte odio e antisemitismo”

Viviamo in un’epoca caratterizzata dal ritorno di nazionalismi aggressivi e dall’aumento di episodi di violenza e discriminazione razzista, anche all’interno di quello che viene definito l’Occidente democratico e civile – ha dichiarato Irene Galletti, Consigliera regionale del Movimento 5 Stelle -. Osserviamo con preoccupazione le gravi azioni della polizia anti-immigrazione negli Stati Uniti e dell’esercito israeliano, due paesi che si considerano modelli di democrazia, diritti e rispetto del diritto internazionale.”

Iacopo Melio (PD): “Anche le persone disabili tra le vittime del nazismo. Non dimentichiamo un’ulteriore parte drammatica della storia”

Durante il nazismo, tra il 1940 e il 1944, il Castello di Hartheim divenne un centro di sterminio – ha dichiarato Iacopo Melio, Consigliere regionale del PD -. Qui migliaia di persone con disabilità fisiche e mentali, malati psichiatrici o considerati ‘inutili’ dal regime, furono uccisi, in gran parte attraverso camere a gas. Le vittime venivano spesso ingannate, promesse cure e terapie. Il programma Aktion T4 fu uno dei precursori diretti dell’Olocausto, coinvolgendo il personale sanitario e basandosi sull’ideologia di ‘eugenetica’ e della ‘vita indegna di essere vissuta’. In questa Giornata della Memoria, voglio rievocare questa parte tragica della storia, spesso trascurata, per sottolineare l’importanza di difendere non solo la vita ma anche la dignità di ogni persona, a prescindere dalla sua condizione psico-fisica.”

Matteo Trapani (PD): “Forte sostegno alla proposta Anpi per intitolazione spazio pubblico a Vera Vigevani Jarach”

A Pisa, la memoria dell’Olocausto ha un significato profondo, poiché qui nel 1938 furono firmate le leggi razziali – ha detto Matteo Trapani, consigliere regionale e capogruppo PD in consiglio comunale a Pisa. Qualche anno fa, l’Università pisana ha chiesto scusa alla comunità. Come Consiglio, abbiamo proposto, insieme ad ANPI, alla comunità ebraica e ad altri, la rinominazione di via D’Achiardi, il rettore che firmò le espulsioni degli ebrei. Poi, dopo aver presentato mozioni, una della mia prima firma e una di iniziativa popolare, la denominazione è stata cambiata, intitolando la via ai “Giusti tra le Nazioni”. A pochi passi, è stata dedicata un’area verde al professor Menasci, mai tornato dalla deportazione. Con questo spirito, accogliamo con favore la proposta di ANPI di dedicare uno spazio pubblico a Vera Vigevani Jarach, recentemente scomparsa e legata a Pisa. Vera ha ricevuto la Medaglia d’oro “Pegaso” per aver “ispirato migliaia di giovani toscani a riflettere sulle conseguenze delle leggi razziali, dell’indifferenza, del razzismo, del fascismo e della guerra terribile”. Siamo certi che l’amministrazione comunale accoglierà subito questa significativa proposta di memoria legata alla nostra città”.

Giorno della Memoria, Bezzini (Pd): “Cultura della memoria è antidoto a ogni discriminazione. Inaccettabile il ritorno dell’antisemitismo”

Il Giorno della Memoria è sempre necessario, e ogni giorno di più – ha affermato Simone Bezzini, capogruppo Pd in Consiglio regionale -. Viviamo in una fase con nuove guerre, nuove violenze e forme rinnovate di disumanizzazione, che rendono impossibile relegare la Shoah a una commemorazione rituale, separata dal presente. Come Gruppo consiliare del Partito Democratico, sentiamo la responsabilità di un impegno costante, specialmente verso i giovani, per promuovere una cultura della memoria che difenda i principi democratici, la libertà e la dignità umana. In Toscana, questo impegno è parte di una tradizione radicata, che vede nella conoscenza, nella scuola e nella cultura della memoria un antidoto fondamentale contro ogni forma di discriminazione. La storia non si ripete mai esattamente, ed è sbagliato sovrapporre meccanicamente il passato all’oggi. Ma sarebbe ancora più grave rifiutare la memoria come strumento critico per riconoscere i segnali nelle nostre società: l’odio che riemerge, l’indifferenza che si diffonde, la negazione dell’altro come persona e portatore di diritti. La crescente insofferenza verso di essi è preoccupante. Il 27 gennaio deve essere un momento di responsabilità collettiva: ricordare implica l’impegno quotidiano di difendere i diritti umani e la dignità di ogni persona, oltre al valore delle differenze. È una responsabilità che riguarda le istituzioni, la scuola, le comunità e ognuno di noi“.

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