Figline e Incisa Valdarno, lavori alla cassa di espansione

Figline e Incisa Valdarno, lavori alla cassa di espansione

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In concomitanza con la chiusura del tratto interessato, verrà attivata una viabilità alternativa temporanea, regolata da apposita…

Da lunedì 29 giugno prenderanno avvio significative modifiche alla viabilità in via del Ponterosso, nel comune di Figline e Incisa Valdarno, nell’ambito dei lavori per la realizzazione della cassa di espansione di Restone, un’infrastruttura idraulica considerata fondamentale per la mitigazione del rischio di esondazioni nella zona di Firenze e nel bacino dell’Arno.

L’intervento, promosso dalla Regione Toscana, prevede il divieto di transito per veicoli e pedoni nel tratto che va da via Roma (Strada Regionale 69) fino al numero civico 142. Tale misura sarà in vigore fino al 31 agosto 2026, salvo eventuali proroghe in relazione all’andamento del cantiere, per consentire il regolare progresso delle attività di costruzione.

Con la chiusura del tratto in questione, verrà attivata un’alternativa viaria temporanea, gestita tramite adeguata segnaletica. Il piano include l’accesso controllato al parcheggio vicino al civico 142 e la possibilità di collegamento con via Roma. Sono incluse anche disposizioni come l’obbligo di svolta a destra in uscita verso la strada regionale, un limite di velocità fissato a 10 km/h e il divieto di transito per veicoli con massa superiore a 3,5 tonnellate.

Il progetto della cassa di espansione di Restone rappresenta una delle iniziative più significative per la sicurezza idraulica del territorio. Il progetto prevede la capacità di contenere fino a 5,5 milioni di metri cubi d’acqua, grazie a un sistema di arginature esteso per circa 8,5 chilometri, con altezze variabili tra i due e gli otto metri e scarpate progettate con specifiche pendenze tecniche.

Il sistema idraulico comprende una struttura di presa delle piene costituita da un manufatto in cemento armato dotato di cinque aperture da dieci metri ciascuna, per una larghezza complessiva di sfioro pari a 50 metri. Questa struttura permetterà di canalizzare le acque in eccesso all’interno del bacino di laminazione. È prevista anche la realizzazione di uno sfioratore sull’argine dell’Arno, progettato per garantire una gestione controllata delle portate e migliorare la sicurezza complessiva del sistema fluviale.

L’intervento rientra in una strategia più ampia per la prevenzione del rischio idraulico, con l’obiettivo di ridurre l’impatto delle piene e salvaguardare le comunità e le infrastrutture della zona metropolitana fiorentina.

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