Didacta: presentato il progetto di Educazione alla Pace

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“La Toscana rappresenta una terra di pace e Rondine si inserisce con piena autenticità in questa vocazione della nostra regione: per questo motivo, supportiamo con forte convinzione un percorso educativo che si inserisce perfettamente in un periodo storico caratterizzato da un aumento dei conflitti armati. Con queste parole, il presidente della Regione Eugenio Giani ha inaugurato la presentazione del progetto Educazione alla Pace e Trasformazione dei Conflitti, promosso dall’associazione Rondine Cittadella per la pace in occasione di Didacta, attualmente in corso alla Fortezza da Basso.

La Regione, grazie ai Fondi europei (Fse+ 2021-2027), sostiene quest’iniziativa che prende vita dall’esperienza della Cittadella di pace situata vicino ad Arezzo, dove giovani provenienti da paesi in conflitto vivono esperienze di superamento del conflitto attraverso dialogo e incontro. Il progetto “Educazione alla pace”, destinato a tutte le scuole toscane, mira a incoraggiare attività educative finalizzate alla pratica della pace, sperimentando il metodo “Rondine” e attingendo a quasi trent’anni di esperienza nella cittadella della pace.
La presentazione dell’iniziativa ha visto la partecipazione di un vasto pubblico giovane e ha avuto come relatori l’assessora regionale a formazione e istruzione Alessandra Nardini (il presidente Giani ha inviato un messaggio), Bernard Dika, portavoce del presidente e coordinatore del progetto Giovanisì della Regione, e Lorenzo Pierazzi (per l’Ufficio scolastico regionale).

“In un periodo caratterizzato da forti tensioni e conflitti a livello internazionale, come Regione riteniamo fondamentale rafforzare il nostro impegno affinché la scuola possa diventare veramente il luogo in cui si costruiscono ponti anziché muri, dove si educa alla pace”, ha affermato l’assessora Nardini. “Abbiamo la fortuna di avere nel nostro territorio una realtà come la Cittadella della pace di Rondine, che da anni porta avanti un impegno straordinario nell’educazione alla pace attraverso metodi innovativi di confronto e condivisione tra ragazzi provenienti da contesti di conflitto, coinvolgendo scuole, istituzioni e società civile”.
“Abbiamo deciso di investire in questo progetto perché crediamo nell’importanza del dialogo e della diplomazia come vie fondamentali per affrontare i conflitti, seguendo i principi della nostra Costituzione antifascista, che rappresenta il nostro faro. L’articolo 11, redatto dai padri e madri Costituenti dopo la seconda guerra mondiale, lo esprime con chiarezza: non è la guerra la strada”.

“Se cominciamo a non accettare più la violenza e la guerra come modalità di convivenza – ha detto Bernard Dika – allora il cambiamento sarà autentico e duraturo. Ringraziamo Rondine per il lavoro che svolge”.

“In questo presente confuso e conflittuale abbiamo avvertito un bisogno urgente di ripensare radicalmente il significato dell’educazione, offrendo il nostro contributo”: così ha esordito il messaggio inviato dal responsabile della Cittadella di Pace di Rondine, Franco Vaccari, impossibilitato a essere presente. “Il metodo Rondine, sviluppato in collaborazione con giovani provenienti da zone di guerra, come israeliani e palestinesi, russi e ucraini o da altri conflitti globali, mira a entrare nel cuore dell’educazione e si applica a ogni tipo di conflitto, anche quelli più piccoli e quotidiani. Il messaggio che intendiamo trasmettere è chiaro: i conflitti non devono intimorirci, possiamo affrontarli e gestirli all’interno di ambienti protettivi e inclusivi, nei quali possano svilupparsi relazioni e dialogo”.

L’incontro di stamani è stato arricchito dalle testimonianze di alcuni giovani della World House, i quali hanno condiviso come l’esperienza di Rondine abbia modificato la loro percezione del “nemico”, oltre a giovani ex studenti del Quarto anno di Rondine (ogni anno, un gruppo di diciassettenni di istituti superiori partecipa alla classe quarta a Rondine) che hanno testimoniato, attraverso le loro esperienze personali, l’impatto del progetto nelle loro vite. Sono state inoltre anticipate le iniziative chiave del progetto, tra cui la Marcia per la Pace e il festival internazionale “Youtopic Fest”, programmato dal 6 all’8 giugno.

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