Maggiore investimento per abbattere le liste d’attesa nelle RSA, strumenti innovativi per prevenire la fragilità e una rete di servizi integrati sempre più accessibile a persone e famiglie. Questa è la linea strategica adottata dalla Regione Toscana per affrontare l’invecchiamento della popolazione, mettendo in atto una serie di interventi approvati dalla Giunta, volti a potenziare il welfare territoriale e a supportare gli anziani lungo l’intero arco della vita.
Tra le misure più significative figura l’assegnazione di 10 milioni di euro aggiuntivi per facilitare gli inserimenti nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA). Inoltre, è stato lanciato il programma “Sostegno Fragilità Anziani”, che offre assistenza rapida a persone di età superiore ai 70 anni in situazioni di fragilità, includendo visite a domicilio, orientamento e supporto nella ricerca di assistenti famigliari qualificati. A fronte di ciò, sono state approvate anche le Linee guida per la prescrizione sociale, un nuovo modello di prevenzione che permette ai professionisti della salute di indirizzare gli individui verso attività culturali, di volontariato e relazioni comunitarie, riconoscendo l’influenza di fattori sociali sulla salute.
«Con queste misure – evidenzia il presidente della Regione, Eugenio Giani – intendiamo dare risposta ad alcune delle problematiche più pressanti per le persone anziane non autosufficienti e le loro famiglie. In particolare, stiamo stanziando risorse aggiuntive per ridurre le liste d’attesa nelle RSA, favorendo l’accesso in tempi idonei. In aggiunta, stiamo avviando un processo di programmazione delle RSA più equa, superando i budget storici per allinearlo alla reale distribuzione della popolazione anziana e alle esigenze crescenti dei territori».
«L’invecchiamento della popolazione rappresenta una delle sfide principali del nostro tempo e necessita di politiche pubbliche innovative – dichiara l’assessora regionale alla sanità e politiche sociali Monia Monni –. Con queste iniziative rispondiamo non solo alle emergenze, ma creiamo un modello pubblico e universale che sostiene le persone dalla prevenzione alla domiciliarità, fino all’assistenza residenziale. L’obiettivo è realmente porre la persona al centro, integrando sanità, sociale e risorse comunitarie».
Dieci milioni in più per le RSA
Il primo intervento riguarda l’assistenza residenziale. La Giunta regionale ha destinato 10 milioni di euro supplementari per il 2026 agli inserimenti nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) per persone ultra65enni non autosufficienti con Piano Assistenziale Individualizzato (PAI). Questa iniziativa nasce dal monitoraggio delle liste d’attesa nelle Zone Distretto e nelle Società della Salute, evidenziando la necessità di potenziare l’offerta.
Con questo incremento, la somma totale per il 2026 per RSA e Centri Diurni raggiunge 244,05 milioni di euro. L’iniziativa avvia, inoltre, la riorganizzazione dell’offerta specialistica e fissa per il 2027 una dotazione complessiva di 276,05 milioni di euro, includendo 12 milioni previsti dal Patto per il Welfare per l’adeguamento contrattuale dei lavoratori delle cooperative sociali e del settore.
“Sostegno Fragilità Anziani”
Un’altra misura importante è l’attivazione dal 1° luglio del programma triennale “Sostegno Fragilità Anziani – Una Rete di Prossimità”, finanziato con 12,8 milioni di euro. Questa evoluzione dell’esperienza “Pronto Badante” è rivolta a over 70 che affrontano per la prima volta un momento di fragilità.
Attraverso il numero unico regionale 055 4383000, il sistema assicura un intervento tempestivo entro 24-48 ore, con visite domiciliari, orientamento e supporto pratico per la ricerca di assistenti familiari qualificati. Tra le misure disponibili, è previsto un contributo una tantum di 300 euro (erogato tramite Libretto Famiglia INPS) per coprire fino a 30 ore di assistenza regolare a domicilio.
Nel primo mese di operatività, sono state effettuate 1507 telefonate al numero unico regionale, con 725 progetti attivati.
Arriva la “prescrizione sociale”
La Toscana fa un passo avanti anche nella prevenzione con l’approvazione delle Linee guida per la prescrizione sociale, uno strumento di integrazione sociosanitaria che permette ai professionisti della salute e del sociale di orientare le persone verso attività, servizi e risorse della comunità, considerandole come fondamentali nei percorsi di salute e benessere.
La prescrizione sociale consentirà ai professionisti della sanità e del sociale di guidare le persone verso attività motorie, culturali, di volontariato e partecipazione civica, riconoscendo l’importanza di queste esperienze nella promozione della salute e nella prevenzione della fragilità e dell’isolamento.
Le Case della Comunità diventeranno il fulcro di questo modello, valorizzando il Terzo settore e l’associazionismo come vera e propria “infrastruttura di salute” contro l’isolamento e la solitudine.
Innovazione e riforma: in campo 50 professionisti
A completare il quadro delle azioni regionali è il percorso di innovazione avviato con la partecipazione di oltre 50 professionisti del sistema socio-sanitario toscano. I gruppi di lavoro stanno elaborando proposte che guideranno l’evoluzione del sistema regionale in tre aree: la presa in carico unitaria della persona anziana non autosufficiente, la riorganizzazione della rete residenziale in base all’intensità assistenziale e lo sviluppo di un sistema integrato di servizi domiciliari.
Attraverso queste azioni, la Regione Toscana delinea una strategia complessiva che combina prevenzione, prossimità, domiciliarità e assistenza residenziale, con l’obiettivo di realizzare un sistema sempre più pronto a rispondere all’evoluzione demografica e ai bisogni della popolazione anziana.
Fonte: Regione Toscana
