Alluvione: grande partecipazione per il 60° anniversario a Castelfiorentino

Alluvione: grande partecipazione per il 60° anniversario a Castelfiorentino

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Quattro vittime e oltre cinque miliardi di euro in danni: questi sono i numeri della tragedia e della calamità provocate dall’alluvione del 4 novembre 1966 a Castelfiorentino, uno dei comuni più duramente colpiti dell’Empolese Valdelsa. Un bilancio pesante, destinato a lasciare un ricordo indelebile nella popolazione, che due giorni fa ha partecipato con grande fervore alle celebrazioni per il 60° anniversario, iniziate presso il Centro Culturale Cambio e poi proseguite al Ridotto del Teatro del Popolo. Tra le iniziative previste dal programma, l’inaugurazione di una mostra fotografica al Centro Culturale Cambio, arricchita da sessanta fotografie inedite provenienti dall’archivio personale di Jaurès Baldeschi, e la presentazione di un filmato, proiettato al Ridotto, realizzato all’epoca da Jaurès Baldeschi con una cinepresa 8mm. Questo filmato, restaurato in occasione di questa significativa ricorrenza, documenta in modo straordinario tutte le fasi principali dell’inondazione (dalle prime ore del mattino fino a quando il fiume Elsa ruppe gli argini) e gli effetti devastanti sul patrimonio abitativo e sul tessuto commerciale, artigianale e industriale del territorio.

La mostra rimarrà aperta al Centro Culturale Cambio fino al 18 novembre (orario: dal martedì alla domenica ore 10.00-13.00/16.00-19.00, ingresso libero) e durante gli orari di apertura sarà possibile visionare anche il docufilm. Le sessanta foto sono il frutto di una selezione accurata tra 168 scatti, che Jaurès Baldeschi aveva realizzato contemporaneamente al filmato e conservato in un cassetto per decenni, in attesa di essere sviluppati. Insieme al filmato, queste fotografie restituiscono alla memoria collettiva una documentazione straordinaria su uno degli eventi più tragici avvenuti in quest’area della Valdelsa fiorentina negli ultimi settant’anni.

Le iniziative del 60° anniversario dell’Alluvione fanno parte di un progetto realizzato dal Circolo del Cinema Angelo Azzurro UICC (e dal direttore artistico, Jaurès Baldeschi), frutto della collaborazione tra Banca di Cambiano 1884 Spa, Ente Cambiano Spa, il Comune di Castelfiorentino, la Fondazione Teatro del Popolo, il Centro Culturale Cambio e il Gruppo Fotografico Giglio Rosso, con il supporto della mesticheria Ciapetti e dell’Unipol.

“Il 4 novembre – sottolinea l’Assessore alla Cultura, Franco Spina – abbiamo inaugurato una vasta esposizione, tra le sale espositive del Centro Culturale Cambio e il Ridotto del Teatro Del Popolo di Castelfiorentino. Un importante percorso documentario, con materiale d’archivio inedito recentemente restaurato, una mostra e un docufilm dedicati alla memoria, alla testimonianza e alla riflessione. Un evento che unisce memoria e arte e che, a 60 anni da quell’evento, offre una narrazione della nostra storia (che è quella di tutti): una ferita aperta, ma anche una testimonianza del grande spirito di solidarietà e resilienza della nostra comunità. Custodire la memoria e mantenere vivo il patrimonio culturale e umano significa tracciare una linea di continuità fra passato, presente e futuro e ricordarci sempre, con coraggio, della nostra vulnerabilità e della nostra appartenenza a una collettività unita nel costruire, sia fisicamente che umanamente, la città.”

“Con l’inaugurazione della mostra fotografica e la proiezione del docufilm restaurato mercoledì 4 novembre 2026, in occasione del 60° anniversario dell’alluvione – ha dichiarato Jaurès Baldeschi – devo ammettere di essere stato colpito emotivamente dalla calorosa e affettuosa presenza di tanti cittadini che si complimentavano e condividevano i loro drammatici ricordi. Anche io ho rivissuto momenti incredibili di incoscienza giovanile nei miei tentativi di filmare certe situazioni. In molti mi chiedono dove sia possibile rivedere il film; posso dire che ci saranno altre occasioni, anche se per un problema tecnico non è stato possibile visionare la copia in pellicola, che è un’altra cosa rispetto a quella proiettata in digitale. Voglio comunque sottolineare che fino al 18 novembre, all’interno della mostra al Centro Culturale Cambio, è possibile vedere l’intero docufilm. Ringrazio tutti coloro che hanno voluto condividere questa esperienza, in particolare l’Ente e la Banca Cambiano che hanno reso possibile questa iniziativa.”

«Queste iniziative – osserva il Presidente dell’Ente Cambiano Spca, Paolo Regini – hanno confermato quanto la memoria sia ancora profondamente viva nella comunità e quanto sia cruciale creare occasioni che la rendano condivisa. Le fotografie e il documentario non hanno semplicemente narrato ciò che accadde sessant’anni fa: hanno riaperto ricordi, generato testimonianze e permesso anche a chi non ha vissuto direttamente quei giorni di comprenderne l’intensità. È questo il risultato più significativo del progetto. Come Ente Cambiano, siamo particolarmente soddisfatti di aver contribuito a restituire alla comunità un patrimonio di immagini e memoria. Custodire la storia significa anche creare un legame tra generazioni e rafforzare il senso di appartenenza a un territorio: un impegno che sentiamo rientrare profondamente nelle nostre responsabilità»

Fonte: Comune di Castelfiorentino – Ufficio stampa

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