Imballaggi in legno: una filiera locale per potenziare la competitività

Imballaggi in legno: una filiera locale per potenziare la competitività

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La valorizzazione della filiera corta foresta-legno può offrire un vantaggio competitivo alle aziende italiane nel settore degli imballaggi, contribuendo al contempo alla sostenibilità ambientale e al benessere economico e sociale delle aree montane e pedemontane. Questo è il tema centrale del convegno ‘Il valore della filiera locale del legno: certificazione, tracciabilità e competitività sul territorio’, organizzato da Assoimballaggi di FederlegnoArredo durante la fiera Ecomondo. L’evento ha visto un confronto tra istituzioni, mondo accademico, imprese e operatori della filiera forestale.

L’incontro ha esaminato l’approvvigionamento locale, partendo dal contesto nazionale e dal ruolo della gestione forestale attiva, fino ad arrivare all’esperienza concreta del progetto RAdiCE, avviato in Veneto per strutturare un contratto di filiera nel settore forestale, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra le risorse naturali e il territorio.

“L’industria degli imballaggi si trova di fronte a quello che possiamo definire un vero ‘paradosso della sostenibilità’ – ha dichiarato Andrea Attilio Gava, presidente di Assoimballaggi. In Italia importiamo circa l’80% del legname di cui abbiamo bisogno, con la quota specifica per il settore degli imballaggi che supera il 90%. Tuttavia, raccogliamo mediamente solo il 35% della ricrescita annuale delle nostre foreste. A ciò si aggiunge un fenomeno preoccupante: gran parte del legname estratto dai nostri boschi viene venduto a aziende estere che portano manodopera propria, causando la chiusura delle segherie e delle aziende locali. Così, subiamo sia l’impatto ambientale dei trasporti internazionali sia il degrado economico e sociale delle nostre comunità montane.”

“In questo contesto, la gestione attiva delle foreste può promuovere nuove forme di collaborazione tra enti pubblici e operatori economici, creando condizioni favorevoli a una maggiore integrazione tra l’offerta di risorse e le esigenze di trasformazione, specialmente nei settori che utilizzano elevate quantità di legname, come quello degli imballaggi e dei pallet.”

“La sfida per Assoimballaggi è seguire questa sperimentazione e, se l’esperienza sarà positiva come speriamo, impegnarci per diffondere questo modello e supportare altri imprenditori che vogliono replicare il progetto in altri contesti. Si tratta di un modello scalabile che potrebbe restituire competitività all’intera filiera locale del legno”, ha aggiunto Gava.

Il convegno ha inoltre rimarcato l’importanza della certificazione e della tracciabilità come strumenti per garantire l’origine e la sostenibilità della materia prima. In questo ambito, le certificazioni Fsc e Pefc assicurano la provenienza da foreste gestite secondo criteri di sostenibilità. La filiera italiana degli imballaggi in legno conta circa 2 miliardi di euro di fatturato (fonte: Centro Studi FederlegnoArredo) e impiega oltre 14.000 persone.

In questo contesto, il ruolo di Assoimballaggi all’interno di FederlegnoArredo e del sistema Confindustria diventa strategico: attraverso la rappresentanza delle aziende del settore, l’associazione si impegna a favorire l’attuazione della Strategia forestale nazionale.

“La Strategia Forestale Nazionale, pubblicata in Gazzetta ufficiale nel febbraio 2022 e in attesa della sua prima verifica e aggiornamento nel 2027, punta chiaramente a stabilire un modello di filiera del legno nazionale che non si basi semplicemente sull’aumento dei prelievi, ma sul miglioramento della qualità dei prelievi stessi, attraverso la pianificazione forestale e le certificazioni, la professionalizzazione degli operatori e la realizzazione di accordi di filiera,” ha affermato Alessandra Stefani, presidente del Cluster Italia Foresta Legno. “Si tratta di un percorso virtuoso che avvantaggia tutti i protagonisti, offrendo certezze alle imprese di trasformazione in merito a quantità, assortimento, e provenienze legali e certificate. Il Cluster, in quanto azione specifica della Strategia, ha orientato le sue azioni in questa direzione, promuovendo le specificità dei diversi territori e le loro rappresentanze. Il nostro impegno continua anche per incrementare le occasioni di trasferimento tecnologico e rappresentare, nei tavoli europei e nazionali, le istanze degli associati.”

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