Pam Panorama e i sindacati: "L'azienda non retrocede. Adesione quasi unanime allo sciopero."

Rheinmetall si presenta al MIMIT, Cgil Livorno: “Adesso fornisca garanzie concrete e verificabili”

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“L’incontro di oggi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha visto, per la prima volta, la partecipazione dei dirigenti di Rheinmetall e dei rappresentanti del fondo acquirente Aequita“. A dichiararlo è Massimo Braccini, segretario generale Fiom-Cgil Livorno.

“Durante il confronto, un rappresentante del settore Power Systems, il ramo automotive di Rheinmetall destinato alla cessione, ha presentato un progetto che è ancora in una fase iniziale. Si tratta di un’ipotesi che richiederà tempi medio-lunghi di attuazione e investimenti specifici, riguardo ai quali non sono state fornite indicazioni chiare. Questi aspetti dovranno essere chiariti attraverso ulteriori passaggi tra Rheinmetall e il fondo Aequita, prima della conclusione definitiva prevista entro la fine dell’anno. Ad oggi, però, non è stato presentato alcun piano industriale”.

“A Livorno siamo ormai al terzo anno di ammortizzatori sociali – prosegue Braccini in una nota -. Le lavoratrici e i lavoratori stanno pagando un prezzo altissimo a causa dell’incertezza e della mancanza di prospettive per il futuro dello stabilimento. I rappresentanti del fondo hanno illustrato il modello di business di Aequita. Da parte nostra, abbiamo espresso tutte le riserve e le preoccupazioni accumulate anche alla luce delle esperienze e dei riscontri avuti nei rapporti con i fondi di investimento“.

Per Braccini, “la responsabilità ricade quindi su Rheinmetall, che deve assicurare un passaggio societario in grado di tutelare concretamente il futuro industriale e occupazionale degli stabilimenti italiani. Nessuno ha costretto Rheinmetall a vendere. Perciò chiediamo che agli stabilimenti italiani siano riconosciute le stesse condizioni concordate e formalizzate con il sindacato tedesco, attraverso garanzie stringentiche, strumenti concreti di tutela e impegni vincolanti. Il tempo sta scadendo e non siamo più disposti ad accettare rassicurazioni prive di impegni verificabili”.

Il sindacato indica le priorità per Rheinmetall: investimenti certi, volumi produttivi definiti e garanzie occupazionali. Al centro della vertenza c’è anche il futuro industriale di tutti i siti coinvolti, con impegni legali da parte dell’azienda.

“È stato programmato un nuovo incontro presso il MIMIT per il 30 novembre – spiega il segretario Fiom di Livorno -. In quella occasione, l’azienda dovrà presentarsi con un piano industriale chiaro, dettagliato e verificabile, che fornisca risposte concrete alle preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori. Domani, martedì 20 ottobre, si svolgeranno assemblee con tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori dello stabilimento Pierburg di Livorno, per riferire i risultati del confronto ministeriale e prendere democratica decisioni e iniziative necessarie a sostenere e far avanzare la vertenza“.

“Il futuro dello stabilimento di Livorno e degli altri siti italiani non può essere lasciato a semplici promesse – conclude Braccini -. Servono certezze, impegni formali e garanzie esigibili“.

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