Somministrazione dei farmaci agli studenti: la ASL forma il personale scolastico.

Firenze sostiene il manifesto contro il limite del 30% di alunni stranieri nelle classi

4 0

“Siamo pienamente favorevoli al manifesto partito da Bologna, poiché la scuola non deve essere un luogo di esclusione: non divide, ma è e deve sempre più essere il luogo in cui ci si impegna affinché ogni bambina e ogni bambino possa apprendere e crescere insieme agli altri.” Così l’assessora all’Educazione di Firenze, Benedetta Albanese, supporta il manifesto lanciato dagli assessori all’Istruzione delle città italiane contro il limite del 30% di alunni stranieri nelle classi, iniziativa nata a Bologna con le prime adesioni.

“Il problema non è stabilire una percentuale, ma intervenire dove ci sono reali necessità con strumenti efficaci e azioni concrete.” – afferma l’assessora. “A Firenze operiamo da anni con risorse comunali nei Centri di alfabetizzazione, collaborando con le scuole per valutare le competenze linguistiche e creare percorsi di supporto dedicati.“

“Desidero anche ringraziare le scuole fiorentine che, in questi giorni, con le loro iniziative, stanno ribadendo un principio fondamentale: la scuola è aperta a tutti, come ci ricorda la nostra Costituzione.” – sostiene Albanese. “È il luogo in cui si costruiscono legami, inclusione e cittadinanza. È un messaggio importante che arriva direttamente dalle nostre comunità scolastiche e che, come Amministrazione, condividiamo.“

Oggi, infatti, in diverse scuole di Firenze e provincia sono comparsi striscioni con frasi come “Qui nessun* è stranier*” e “La scuola è aperta a tutti“, in segno di solidarietà contro il provvedimento che ha visto iniziative analoghe in altri istituti italiani, dalla scuola Daneo di Genova all’istituto comprensivo di Pinerolo, nel Torinese, dove gli striscioni erano stati rimossi e successivamente riposizionati.

Questa è la strada: investire nella conoscenza della lingua, nella mediazione culturale, nel lavoro degli insegnanti e nei servizi sul territorio. L’inclusione non si gestisce con una soglia percentuale: si costruisce ogni giorno fornendo alle scuole gli strumenti per svolgere al meglio il proprio compito. È su questo che chiediamo al Governo di investire, piuttosto che fare affidamento su misure temporanee che non rispondono alle necessità reali delle classi.“



Fonte notizia