Domenica sera, la zona di San Jacopino a Firenze ha vissuto momenti di intensa tensione, con numerose persone che si sono scontrate in strada dando vita a una rissa violenta. L’incidente è avvenuto intorno alle 19:30 ed ha interessato un’area tra viale Redi, via Pacini e via Maragliano.
Secondo quanto riportato dai residenti, nello scontro erano coinvolti due gruppi: uno composto da individui di origine nordafricana e l’altro da persone di origine sudamericana. Durante il conflitto sarebbero state utilizzate anche cinghie e mazze da baseball, con alcuni partecipanti che si sono inseguiti lungo le strade del quartiere.
La situazione si è poi spostata nel giardino di via Maragliano, dove l’arrivo dei coinvolti nella rissa ha costretto a lasciare l’area chi vi si trovava. Sono state numerose le chiamate al 112 da parte dei cittadini. Durante gli scontri, anche alcune automobili parcheggiate nella zona sarebbero state danneggiate.
Gli eventi hanno riacceso le proteste dei residenti di San Jacopino. Simone Gianfaldoni, rappresentante del Comitato cittadini attivi San Jacopino, ha riferito di aver assistito a inseguimenti e aggressioni e ha rinnovato la richiesta di interventi per affrontare i problemi di sicurezza già segnalati nel quartiere.
Torselli (FdI): “Il modello dell’accoglienza diffusa del Pd è fallito”
“Domenica, intorno alle 19:30, a San Jacopino, nella zona di viale Redi, abbiamo assistito a una nuova scena di guerriglia urbana: cinghie, mazze da baseball, auto danneggiate e cittadini e commercianti spaventati. Questa è la realtà che il Pd continua a rifiutarsi di riconoscere”.
Così ha dichiarato Francesco Torselli, europarlamentare di Fratelli d’Italia – ECR.
“Il modello di accoglienza diffusa del Pd ha evidentemente fallito. La sinistra, che continua a opporsi ai CPR, dovrebbe spiegare ai cittadini di San Jacopino quale alternativa ha in mente. Mentre parlano di accoglienza e integrazione, nei nostri quartieri ci sono persone che si sentono libere di trasformare le strade in una zona franca”.
“Chi continua a opporsi ai CPR finisce per difendere un sistema che non garantisce né controllo né sicurezza. Noi chiediamo esattamente il contrario: chi non ha diritto a restare deve essere identificato, controllato e, quando previsto dalla legge, rimpatriato. Non lasciato libero di fare di San Jacopino una favela sudamericana”.
“I cittadini di Firenze hanno diritto alla sicurezza. La sinistra deve scegliere da che parte stare: dalla parte dei cittadini che chiedono legalità o da quella di un modello di accoglienza che ha dimostrato di non funzionare”.
