25 aprile, Tombelli (ANED): "Nessuna ambiguità su Salò, la Resistenza è stata una scelta di campo"

DDL Antisemitismo, Tombelli (ANED): “Il significato della critica a Israele è cambiato?”

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“Se riguarda Israele cambia anche il significato della critica?”. Questa è la domanda che Lorenzo Tombelli, presidente dell’ANED Firenze, ha posto in un post sul suo profilo Facebook, intervenendo nel dibattito sul disegno di legge contro l’antisemitismo e sulla decisione del Partito Democratico di votare contro il provvedimento alla Camera se non verrà modificato il riferimento alla definizione IHRA. Tale posizione è stata adottata dalla segretaria dem Elly Schlein dopo una riunione del gruppo parlamentare.

“L’antisemitismo è razzismo e deve essere combattuto con la stessa determinazione con cui si affrontano tutte le altre forme di discriminazione”, scrive Tombelli. Il problema, aggiunge, sorge quando “si introduce una definizione che finisce per dare uno statuto speciale alla critica dello Stato di Israele”.

Il presidente dell’ANED Firenze sottolinea in particolare uno degli indicatori contenuti nella definizione IHRA, quello che concerne il “paragonare la politica israeliana attuale a quella dei nazisti”. “Possiamo considerare quel paragone errato, ingiusto o politicamente infondato”, osserva, “ma se definire nazista la politica di uno Stato è una valutazione politica quando si tratta della Russia, dell’Iran, degli Stati Uniti o di qualsiasi altro Paese, perché dovrebbe diventare antisemitismo quando quello Stato è Israele?”.

Secondo Tombelli, il rischio è quello di “confondere proprio ciò che dovremmo tenere distinti: gli ebrei dallo Stato di Israele e l’antisemitismo dalla critica, anche severa, alle politiche del governo israeliano”. Nel suo post, il presidente dell’ANED Firenze valuta quindi “politicamente significativa” la scelta di Schlein di superare, alla Camera, la linea dell’astensione adottata al Senato. “Non si tratta di una posizione contraria alla lotta contro l’antisemitismo”, sostiene, ma “del rifiuto dell’idea che per combattere una forma di razzismo si debba creare una disciplina diversa rispetto a quella che usiamo per combattere il razzismo”.

“Gli ebrei non hanno diritti superiori a quelli degli altri cittadini. Hanno diritto, come tutti, alla medesima protezione”, conclude Tombelli, richiamando l’articolo 3 della Costituzione. “L’uguaglianza – scrive – non consiste nel determinare quali discriminazioni necessitino di una tutela maggiore, ma nel rifiutare l’idea stessa che, davanti alla legge, possano esistere cittadini di serie diverse”.

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