Sempre più uomini diventano padri grazie al Consultorio di Lucca

Sempre più uomini diventano padri grazie al Consultorio di Lucca

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La paternità va ben oltre un semplice accompagnare. Questa è la base su cui poggia l’attività del Consultorio della Piana di Lucca dell’Azienda USL Toscana nord ovest, che da anni si dedica a valorizzare la paternità come un’esperienza autonoma, piuttosto che come un mero accessorio del percorso materno.

In questo contesto, il padre non è visto come una figura marginale accanto alla madre durante la gravidanza, bensì come un attore fondamentale di una trasformazione identitaria, affettiva e relazionale. Diventare padre implica una riorganizzazione della propria storia personale, del rapporto con il partner, del legame con il proprio padre, dei modelli di mascolinità assimilati e della capacità di immaginare una figlia o un figlio ancor prima di conoscerlo.

Da questa consapevolezza è nato lo Spazio Padri dell’unità funzionale Consultoriale Piana di Lucca, un’iniziativa che si è sviluppata e consolidata nel tempo. Ogni sabato mattina, un incontro di circa due ore è dedicato ai futuri padri e ai neopapà, condotto da Luca Galli, psicologo specializzato e psicoterapeuta, esperto nei processi psicologici legati alla paternità. È anche possibile prenotare colloqui individuali.

Non si tratta di insegnare a diventare “padri ideali”, ma piuttosto di fornire uno spazio in cui riflettere sulla paternità prima ancora di metterla in pratica.

Le statistiche raccontano una storia affascinante. All’inizio, si presentavano tre o quattro papà alla settimana. Nel 2025 sono stati 230, nel 2026 sono saliti a 250. Ventidue presenze in più in un anno non rappresentano solo un incremento numerico: segnalano che cresce l’apertura degli uomini nel considerare la paternità come un argomento da esplorare, discutere e, se necessario, chiedere supporto. Non stiamo solo osservando un aumento di utenti: si fa più forte una domanda.

“La genitorialità – sottolinea Patrizia Fistesmaire, responsabile dell’unità funzionale Consultoriale Piana di Lucca – non si identifica con la generatività biologica. Un uomo non diventa padre semplicemente perché nasce un figlio: la paternità è un processo che necessita di essere costruito, riflettuto e vissuto progressivamente. È lo sviluppo di una nuova forma di relazione, l’apprendimento nel riconoscere le proprie necessità e quelle dell’altro, la riorganizzazione del legame con il partner e la creazione di un rapporto con il proprio bambino. Durante questo cammino possono emergere veri e propri fattori di protezione: la capacità di comunicare nella coppia, di condividere responsabilità, di riconoscere le proprie emozioni e di richiedere assistenza quando necessario. Questo rappresenta anche un’evoluzione del pensare la mascolinità: non come un uomo che deve sapere fare tutto, ma come un uomo capace di interrogarsi, di relazionarsi e di diventare padre. È per questo che il padre deve trovare nei servizi uno spazio dedicato e non solo un posto accanto alla madre. Il Consultorio non può limitarsi a essere un punto di supporto per il dolore quando si manifesta: è necessario contribuire a creare una cultura della genitorialità che riconosca entrambi i genitori come protagonisti.”

Fino a poco tempo fa, i percorsi legati alla nascita, giustamente incentrati sulla salute della donna e del bambino, hanno relegato l’uomo in una posizione secondaria. Il padre partecipava alle visite, agli incontri di preparazione alla nascita, al parto. Tuttavia, “accompagnare” non è un termine neutro: chi accompagna sembra seguire il viaggio di un altro. Chi sta diventando padre, invece, sta intraprendendo anche il proprio cammino.

 

“Nel gruppo – spiega Luca Galli, che da anni approfondisce il tema della paternità attraverso attività cliniche e percorsi formativi specifici – emergono domande che all’apparenza sembrano semplici ma nascondono interrogativi più profondi. ‘Sarò in grado? Che tipo di padre sarò? Come verrà influenzata la relazione con la mia compagna? Quale spazio riuscirò a creare con mia figlia o mio figlio? Sarò simile a mio padre o totalmente diverso?’. Il gruppo consente di comprendere che emozioni inizialmente vissute come fragilità individuali appartengono frequentemente alla transizione verso la paternità. La condivisione riduce l’isolamento e trasforma la preoccupazione in pensiero.”

“La nostra scelta – ribadisce Eluisa Lo Presti, direttrice della Zona distretto Piana di Lucca – è quella

di promuovere servizi in grado di riconoscere i bisogni non solo quando diventano problematici, ma nei momenti significativi della vita. La nascita altera gli equilibri dell’individuo, della coppia e della famiglia, richiedendo una rete territoriale in cui professionisti di diverse aree possano collaborare. Il Consultorio, per la sua natura multidisciplinare e per la vicinanza alla comunità, è uno dei luoghi ideali per costruire questa integrazione.”

L’Azienda USL Toscana nord ovest conferma così il proprio impegno nel riconoscere e supportare la paternità come un’esperienza da accompagnare, promuovendo servizi che rispondano a un bisogno reale e crescente e contribuendo a una cultura della genitorialità più consapevole e inclusiva.

Fonte: Ausl Toscana nord ovest

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