Monviso, il ghiacciaio Coolidge sta quasi scomparendo: l'allerta

Monviso, il ghiacciaio Coolidge sta quasi scomparendo: l’allerta

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03 settembre 2026 | 13:51

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Tre segnali d’allerta provengono dal Monviso, un luogo fortemente colpito dalla crisi climatica e simbolo dell’instabilità a quote elevate e della sofferenza dei ghiacciai: il ghiacciaio del Coolidge è quasi scomparso, ormai declassato a glacionevato e non più misurabile; la parete nord-est del Monviso è soggetta a frequenti crolli; il fiume Po è in sofferenza, essendo nato ai piedi di questa montagna. Questa denuncia è stata sollevata dalla Carovana dei ghiacciai di Legambiente, che, con lo slogan ‘Non è caldo, è crisi climatica’, ha inaugurato la sua ultima tappa in Piemonte presso il Monviso, la vetta più alta delle Alpi Cozie, raggiungendo i 3841 metri, insieme a esperti di Arpa Piemonte e guardiaparco dell’Ente di gestione delle aree protette del Monviso.

I ghiacciai rocciosi

“In quota – evidenzia la Carovana dei ghiacciai – è stata riscontrata anche la presenza di ghiacciai rocciosi, particolari formazioni geomorfologiche costituite da detriti rocciosi intrisi di ghiaccio che si sviluppano nelle aree periglaciali. Questi rappresentano veri e propri serbatoi d’acqua e richiedono un’importante riflessione”.

Di fronte a questa situazione, la Carovana dei ghiacciai – un’iniziativa internazionale di Legambiente dedicata all’osservazione dei ghiacciai alpini in collaborazione con Cipra Italia e supportata scientificamente dalla Fondazione Glaciologica Italiana, con il principale partner Comfort Zone e il sostenitore Frosta Italia – riafferma “l’urgenza di una governance europea per la montagna e le risorse ad essa associate, a partire dalla gestione dell’acqua”.

Dalla crisi climatica alla crisi idrica

“Con l’ultima tappa della Carovana dei ghiacciai siamo giunti sul Monviso, dove sprigiona il Po, il fiume più lungo d’Italia – afferma Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di Cipra Italia – per sottolineare il fondamentale legame tra montagna, valle e comunità montane. Montagna e pianura condividono il medesimo destino. L’aumento delle temperature e la crisi climatica in atto riducono le nevicate, anticipano la fusione, i ghiacciai perdono massa e cambiano i tempi e le modalità di approvvigionamento idrico per torrenti e fiumi. È essenziale una governance europea che consideri non solo i ghiacciai, ma anche l’acqua, che è una risorsa limitata. Dobbiamo affrontare la crisi climatica e idrica con politiche strutturali di mitigazione e adattamento, evitando di dover sempre rincorrere le emergenze”.

“I dati scientifici – afferma Marco Giardino, vicepresidente della Fondazione Glaciologica Italia e docente dell’Università di Torino – ci dimostrano che, in alta quota, esistono non solo rischi, ma anche importanti risorse nell’ambiente glaciale e periglaciale. Il lago Chiaretto rappresenta un’importante risorsa idrica e lo stesso vale per i ghiacciai rocciosi, che testimoniano come l’alta montagna accumuli acqua in profondità, per rilasciarla quando i ghiacciai svaniranno. Il messaggio che portiamo è di speranza e attenzione per la montagna, la pianura e le comunità”.

“La partecipazione di Arpa Piemonte alla Carovana dei Ghiacciai sottolinea l’importanza di integrare monitoraggio scientifico, divulgazione e sensibilizzazione riguardo ai cambiamenti che interessano gli ambienti alpini. Abbiamo appena vissuto l’estate più calda mai registrata in Piemonte, con un aumento di +3,2 °C rispetto alla media, e i ghiacciai rappresentano uno degli indicatori più chiari della crisi climatica in corso: l’accelerazione del loro arretramento dimostra come l’aumento delle temperature stia alterando profondamente il territorio montano e i suoi equilibri naturali. Comprendere e monitorare questi processi è fondamentale per potenziare le capacità di prevenzione e adattamento dei territori, ed è in questo contesto che la collaborazione tra enti di ricerca, agenzie ambientali, istituzioni e associazioni come Legambiente assume un valore strategico”, commenta Secondo Barbero, direttore generale di Arpa Piemonte.

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