Dal 2026, in Italia, ottenere la patente B richiederà maggiore pratica e un percorso formativo più rigoroso. Le nuove disposizioni del decreto ministeriale sulla formazione alla guida mirano a migliorare la sicurezza stradale e a preparare in modo più adeguato i candidati alla guida quotidiana, non solo per sostenere l’esame.
Le modifiche riguarderanno principalmente il lavoro delle autoscuole e degli istruttori, ma anche l’organizzazione delle famiglie: più ore di guida, esercitazioni certificate e regole più stringentit per le guide private. L’obiettivo dichiarato è ridurre l’inadeguatezza degli neopatentati nei primi mesi dopo aver conseguito la patente.
Un cambiamento significativo riguarda le ore di guida obbligatorie per la patente B: si passerà da sei a otto ore prima di poter sostenere l’esame pratico. Non si tratterà semplicemente di aggiungere due lezioni, ma di adottare un percorso più strutturato, con istruttori qualificati e all’interno di autoscuole autorizzate, per garantire una preparazione più omogenea sul territorio nazionale. Le lezioni saranno articolate in segmenti di due ore, con contenuti chiari e verificabili.
“L’idea è quella di portare gli allievi oltre la mera logica dell’esame,” affermano fonti settoriali. Infatti, spesso i candidati si concentrano solo nel superare la prova, ma poi si trovano in difficoltà in situazioni reali, come nel caso di una corsia di accelerazione, una rotatoria trafficata o un incrocio poco chiaro. Nelle autoscuole, soprattutto nelle grandi città, il tema è già attuale: più ore di guida significano riprogrammare i calendari, coordinare gli istruttori e mantenere in uso le auto per un periodo più lungo.
Dalla città alla notte: i quattro moduli previsti dal decreto
Il nuovo percorso pratico per la patente B sarà suddiviso in quattro moduli, ognuno focalizzato su un aspetto specifico della guida. Il primo, il Modulo A, è dedicato alla conoscenza del veicolo, alle manovre di base e alla gestione delle emergenze, includendo anche i sistemi ADAS, sempre più diffusi nelle auto di nuova generazione: frenata assistita, mantenimento della corsia, sensori e avvisi per il conducente.
Il Modulo B si concentra sulla guida in città, affrontando precedenze, parcheggi, attraversamenti pedonali e traffico intenso. È in queste situazioni, tra semafori, pedoni e scooter, che molti candidati mostrano maggiori difficoltà. Il Modulo C porta la pratica su autostrade e strade extraurbane, dove si modificano velocità, distanze di sicurezza e tempi di reazione. Infine, c’è il Modulo D, dedicato alla guida notturna: si offre attenzione alla visibilità ridotta, ai fari, ai riflessi sull’asfalto e alla stanchezza. Tutti aspetti spesso sottovalutati, ma critici quando si conduce quotidianamente.
Guide private solo dopo la formazione: la nuova regola per gli aspiranti automobilisti
Tra i punti più controversi c’è il nuovo limite alle guide private con un accompagnatore. Con le nuove normative, l’aspirante automobilista non potrà esercitarsi liberamente fino a quando non avrà concluso tutte le otto ore obbligatorie in autoscuola. Solo al termine del percorso certificato sarà permesso praticare anche al di fuori delle lezioni ufficiali, sempre rispettando le norme del foglio rosa e con un accompagnatore qualificato.
Questa misura nasce da una precisa preoccupazione: evitare che i candidati arrivino alle prime prove su strada privi di una base tecnica consolidata da un professionista. Tuttavia, la novità ha già suscitato dubbi in molte famiglie. “Prima ci si esercitava un po’ nel parcheggio o in strade tranquille,” ha confidato il padre di una candidata in una autoscuola romana, “ora bisognerà attendere e organizzarsi meglio.” La questione, per il legislatore, è proprio questa: meno improvvisazione e più controllo nella fase iniziale.
Certificazione digitale e costi: cosa devono aspettarsi famiglie e candidati
Tutte le esercitazioni previste per la patente B saranno registrate sul Portale dell’Automobilista, che diventerà lo strumento centrale per la certificazione digitale delle guide effettuate. L’attestato avrà una validità di 18 mesi: un margine pensato per consentire al candidato di sostenere l’esame pratico o, in caso di bocciatura, di ripeterlo senza dover ricominciare l’intero percorso.
Rimane da affrontare la questione dei costi della patente, che con ogni probabilità aumenteranno a causa delle ore aggiuntive e dell’organizzazione necessaria alle autoscuole. Le cifre potrebbero variare da città a città, poiché molto dipenderà dalle tariffe dei singoli centri e dal numero di lezioni extra richieste dal candidato.
Per famiglie e ragazzi, quindi, la riforma comporterà un impegno economico maggiore. In cambio, almeno secondo le intenzioni del decreto, si prevede un livello di preparazione più solido: meno automatismi appresi a memoria e più esperienza reale prima di mettersi al volante da soli.
