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Annegamenti in Italia: circa 350 vittime all’anno, avviata un’indagine sui casi non fatali

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In Italia si registrano circa 350 decessi annui per annegamento. Per ottimizzare l’assistenza alle persone che sopravvivono a eventi di annegamento, prende avvio DrownInEd (Drowning in the Emergency Department), uno studio osservazionale multicentrico guidato dalla Medicina d’urgenza e dal Pronto soccorso dell’ospedale Versilia di Lido di Camaiore. Iniziativa promossa dall’Azienda Usl Toscana nord ovest, il progetto mira a analizzare le modalità di gestione in pronto soccorso dei pazienti affetti da sindrome da annegamento non fatale, con l’intento di stabilire procedure più uniformi, rapide ed efficaci.

Lo studio si avvarrà di una rete di strutture ospedaliere. In Toscana sono già coinvolti l’ospedale Apuane di Massa e quello di Livorno, insieme al Misericordia di Grosseto dell’Azienda Usl Toscana sud est. È previsto l’inserimento di ulteriori centri, quali Siena, PisaCisanello e Pietra Ligure.

La fase di arruolamento si estenderà fino al 2030 e, nel corso di sette anni, si prevede di coinvolgere tra 560 e 700 pazienti adulti. I ricercatori raccoglieranno dati in modo sistematico sulle modalità di soccorso, sulla gestione in emergenza e sulle diverse manifestazioni cliniche della sindrome, tenendo conto anche dei vari livelli di gravità.

Particolare attenzione sarà rivolta alle possibili complicanze respiratorie, che possono manifestarsi anche diverse ore dopo l’inalazione di acqua. Un paziente potrebbe apparire inizialmente stabilizzato e sperimentare successivamente problemi che necessitano di intervento medico.

I dati raccolti saranno quindi utilizzati per definire percorsi assistenziali più chiari e condivisi, seguendo l’intero iter del paziente, dalle prime operazioni di soccorso fino al trattamento ospedaliero.

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