Nei prossimi tre anni, Italia e Spagna vedranno una crescita record dell’occupazione, caratterizzata da mercati del lavoro con tratti distintivi molto diversi. Il rapporto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, intitolato ‘Italia e Spagna: un’analisi qualitativa del record occupazionale’, approfondisce la composizione dell’occupazione nei due Paesi, rivelando che in Italia il mercato del lavoro è caratterizzato da una maggiore stabilità e lavoro qualificato rispetto alla Spagna.
In Italia, la crescita si traduce in 1,2 milioni di nuovi posti di lavoro (con un tasso di occupazione del 63,1%), principalmente grazie ai contratti a tempo indeterminato, soprattutto nei settori manifatturiero e delle costruzioni. Significativa è anche l’aumento dell’occupazione tra donne e nel Mezzogiorno, mentre la quota di contratti a termine è diminuita, passando dal 16% al 14,7%.
In Spagna, invece, si sono registrati 1,5 milioni di nuovi occupati (per un totale di 22,8 milioni), supportati dalla figura dei ‘fissi discontinui’, contratti a tempo indeterminato caratterizzati da periodi alternati di lavoro e inattività. Durante i periodi di inattività, che coinvolgono tra 700mila e 1 milione di persone, questi lavoratori non sono considerati disoccupati.
Tra i settori con maggiore crescita occupazionale in Spagna ci sono quelli dell’ospitalità, ristorazione, commercio e tempo libero, caratterizzati da un’alta intensità di manodopera e salari inferiori alla media.
Analizzando i dati sulla disoccupazione, in Italia il tasso ha raggiunto un minimo storico del 5,1%, con una riduzione del 42,6% rispetto al 2019. In Spagna, il tasso di disoccupazione si attesta al 9,9%, il più basso dal 2008, ma resta il più alto nell’area Ocse, con il 35,7% di disoccupazione di lunga durata.
Le future sfide per il mercato del lavoro sono molto diverse nei due Paesi. In Italia, una delle principali problematiche è il mismatch tra domanda e offerta di lavoro: il 47% delle aziende ha difficoltà a trovare profili richiesti, con carenze più accentuate per le figure tecniche. Vi è una domanda di lavoro qualificato che potrebbe assorbire disoccupati e inattivi con le giuste competenze. In Spagna, al contrario, la domanda di lavoro non richiede generalmente competenze qualificate, bensì manodopera per attività stagionali.
