Federconsumatori Toscana: "Nel 2025 restituiti ai cittadini oltre 1 milione e 150 mila euro"

Federconsumatori Toscana: “Nel 2025 restituiti ai cittadini oltre 1 milione e 150 mila euro”

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Laura Grandi, presidente di Federconsumatori Toscana, e Rossano Rossi, segretario generale di Cgil Toscana

Oltre 1 milione e 150mila euro sono stati restituiti ai cittadini toscani nel 2025 grazie a rimborsi, storni e risarcimenti. Questo è il risultato dell’attività di tutela realizzata da Federconsumatori Toscana, che negli ultimi tre anni ha visto un costante incremento delle richieste di assistenza a seguito di truffe e pratiche commerciali scorrette, consolidandosi come un riferimento fondamentale per migliaia di famiglie, pensionati e consumatori.

Incremento degli utenti: Toscana seconda per richieste di assistenza

In assenza di dati aggregati pubblici sul valore economico dell’attività delle associazioni dei consumatori, quelli forniti da Federconsumatori Toscana costituiscono un chiaro indicatore dell’efficacia nella tutela dei diritti e della capacità di restituire risorse economiche ai cittadini.
La richiesta di assistenza è aumentata in modo significativo: gli utenti seguiti dagli sportelli sono passati da 11.307 nel 2023 a 14.000 nel 2024, per arrivare a 18.531 nel 2025. Questo aumento sottolinea la crescente difficoltà economica delle famiglie e anche il proliferare di truffe e pratiche commerciali scorrette.

Attualmente, la Toscana si colloca al secondo posto in Italia per richieste di assistenza, preceduta solo dalla Lombardia e seguita dall’Emilia-Romagna (24.000 casi). È stimato che circa 120.000 nuclei familiari toscani siano colpiti da truffe ogni anno, un dato che rende ancora più cruciale il lavoro quotidiano di Federconsumatori. L’attività di recupero delle somme ha mostrato un trend costantemente in crescita.

Oltre 1 milione e 150mila euro recuperati nel 2025

Relativamente a rimborsi e storni, i recuperi sono stati:
• 422.477,07 euro nel 2023;
• 639.883,38 euro nel 2024;
• 936.854 euro nel 2025.

A questi importi si aggiungono i risarcimenti ottenuti in sede giudiziaria o attraverso accordi transattivi, pari a:
• 207.300 euro nel 2023;
• 196.250 euro nel 2024;
• 215.523 euro nel 2025.

Complessivamente, nel 2025 Federconsumatori Toscana ha permesso ai cittadini di recuperare 1.152.377 euro, il risultato migliore degli ultimi anni. L’attività è diffusa in tutto il territorio regionale. Nel 2025, Firenze è in testa alla classifica con 357.589 euro recuperati attraverso rimborsi e storni e 100.500 euro in risarcimenti, seguita da Pisa (99.687 euro di recuperi e 39.000 euro di risarcimenti), Pistoia (97.650 euro e 35.000 euro), Siena (95.120 euro e 20.000 euro), Arezzo (81.555 euro e 8.000 euro), Lucca (79.585 euro e 18.000 euro), Massa-Carrara (67.588 euro e 27.000 euro), Grosseto (64.789 euro e 21.000 euro), Prato (30.456 euro e 16.500 euro) e Livorno (29.545 euro e 14.500 euro).

Aumento dei reclami: oltre 7mila nel 2025

Parallelamente, anche le controversie gestite dagli sportelli sono aumentate. I reclami conclusi sono passati da 5.027 nel 2024 a 7.026 nel 2025, indicando un cambiamento nei problemi e un crescente bisogno di tutela.

Il settore dell’energia rimane uno dei principali ambiti di contenzioso, anche se la sua incidenza è diminuita dal 32% al 24% del totale dei reclami. Al contrario, i servizi finanziari sono aumentati dal 18% al 21%, in gran parte a causa di truffe bancarie, phishing e frodi online sempre più ingegnose. Crescono anche i reclami nel settore sanitario (8%), con segnalazioni riguardanti farmaci e integratori dimagranti pubblicizzati in modo ingannevole, e nei trasporti (6%).

Il disagio colpisce tutte le fasce d’età. I dati del 2025 rivelano che il gruppo più numeroso è quello compreso tra i 40 e i 49 anni (2.753 persone), coinvolto soprattutto in controversie su contratti, acquisti online e servizi. Anche le persone tra i 60 e i 69 anni (2.803 utenti) risultano molto esposte, essendo frequentemente vittime di truffe mirate a sottrarre i risparmi accumulati, mentre gli over 70 (2.309 utenti) sono particolarmente vulnerabili ai raggiri porta a porta e alle manipolazioni psicologiche.

Le truffe si evolvono: dal “falso sì” ai deepfake

Negli ultimi anni, anche il fenomeno delle truffe ha subito notevoli cambiamenti. Tra il 2020 e il 2024, le transazioni elettroniche sono aumentate del 132,1% e il valore dei bonifici è salito di oltre 3,1 miliardi di euro. Contemporaneamente, si sono evolute le tecniche utilizzate dai truffatori.
Tra i fenomeni più allarmanti ci sono i deepfake e la clonazione della voce, utilizzati per impersonare familiari o eludere i sistemi di sicurezza. Il Pig Butchering, una truffa sentimentale che si sviluppa nel tempo, può portare a perdite superiori ai 100.000 euro; il furto di account WhatsApp, casi di estorsione sessuale, vishing e spoofing, dove le chiamate sembrano provenire dalle banche o dalle autorità. Permangono inoltre pratiche commerciali scorrette come il noto “falso sì” telefonico nel mercato dell’energia.

Il lavoro di Federconsumatori Toscana va oltre il semplice recupero delle somme perse. Gli operatori assistono le persone anche dopo una truffa, offrendo ascolto, orientamento e supporto. Un’iniziativa particolarmente significativa è il percorso gratuito con psicologi per le vittime di truffe sentimentali, che spesso si sentono profondamente vergognose e tendono a non presentare denuncia.
Quando viene ricevuta una segnalazione, si attivano immediatamente tutte le procedure necessarie: bloccaggio di conti correnti e carte, assistenza nella presentazione della denuncia entro i termini necessari, raccolta di prove digitali – chat, screenshot e coordinate bancarie – e messa in sicurezza degli account compromessi.



Laura Grandi, presidente di Federconsumatori Toscana

Le parole della presidente Grandi: “Necessario intensificare prevenzione e informazione per tutelare diritti e risparmi”

“Prima di correre il rischio di cadere in una truffa, o anche solo se avete un dubbio e qualcosa non vi sembra chiaro, contattateci. Rinnoviamo l’appello alla Regione affinché investa di più nelle attività di prevenzione, informazione e tutela dei consumatori, rafforzando una rete che ogni giorno difende i diritti e i risparmi dei cittadini. Ad esempio, il Crcu, un organismo istituito dalla Regione per raggruppare le associazioni dei consumatori, offre sportelli gratuiti per supportare i cittadini vittime di pratiche commerciali scorrette, ma ha bisogno di un finanziamento adeguato”, afferma la presidente di Federconsumatori Toscana, Laura Grandi. Aggiunge: “I dati del triennio evidenziano numeri record e confermano come Federconsumatori Toscana oggi rappresenti ben più di un semplice ufficio reclami: è un presidio di legalità, un servizio di tutela dei diritti e un vero ammortizzatore sociale, contribuendo a proteggere i risparmi delle famiglie e ad accompagnare le vittime di truffe in un percorso di recupero economico e umano”.

Rossi, Cgil Toscana: “Un presidio indispensabile. Regione riattivi un adeguato canale di finanziamento”

“I dati sono chiari. L’attività di Federconsumatori è lodevole, rappresenta un valore sociale e un presidio essenziale per i cittadini più vulnerabili, per quelle persone spesso impossibilitate a rivolgersi a professionisti come avvocati o commercialisti per far valere i propri diritti di fronte a soprusi, truffe e pratiche scorrette” ha sottolineato Rossano Rossi, segretario generale della Cgil Toscana. “Questi risultati sono possibili anche grazie all’impegno di Federconsumatori e delle altre associazioni all’interno del Crcu, il Comitato Regionale Consumatori e Utenti, istituito presso la Regione Toscana, dove sono definite le politiche a favore dei consumatori. È per questo motivo che dispiace notare che la Regione Toscana destini 50mila euro annui a questa rete, una cifra insufficiente rispetto ai 400 mila euro investiti dalla Regione Emilia-Romagna per attività simili. Come CGIL Toscana, insieme a Federconsumatori, chiediamo alla Regione di riattivare un adeguato canale di finanziamento, portando almeno il sostegno annuale agli sportelli a 200mila euro. Questo rappresenterebbe un investimento per il benessere pubblico che garantirebbe un servizio capillare di primo orientamento, assistenza e tutela, rafforzando un presidio fondamentale di giustizia sociale. Rivolgiamo un appello in tal senso all’assessora Nardini e al presidente Giani”.

Fonte: Cgil Toscana e Firenze – Ufficio Stampa

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