QF: Il mancato rilascio dello stabilimento di Campi Bisenzio

QF: Il mancato rilascio dello stabilimento di Campi Bisenzio

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Le aziende specificano che lo scopo dell’operazione non è quello di limitare il diritto di manifestazione o le forme di tutela previste, bensì…

Il futuro della procedura di concordato preventivo di QF e del progetto di reindustrializzazione dello stabilimento di Campi Bisenzio dipende dalla possibilità di avere piena disponibilità dell’immobile produttivo. Questo è considerato un elemento cruciale dalle aziende coinvolte per effettuare l’investimento previsto e attuare il piano concordatario.

La proposta presentata prevede un investimento che può arrivare fino a 22 milioni di euro, destinato sia a soddisfare i creditori della società sia a rilanciare l’attività industriale del sito. Secondo il piano elaborato, queste risorse permetterebbero di garantire il pagamento integrale dei crediti accumulati dagli ex lavoratori fino al 31 marzo 2025, termine dei rapporti di lavoro, coprendo stipendi arretrati, trattamento di fine rapporto, ferie, permessi non utilizzati e altre competenze maturate.

L’intervento è considerato un’opportunità non solo per chiudere la fase relativa alle passività pre-esistenti, ma anche per restituire alla comunità un polo produttivo attivo, stimolando nuovi investimenti e la creazione di nuova occupazione.

Tuttavia, secondo quanto comunicato dalle aziende coinvolte, la mancanza di disponibilità materiale dello stabilimento al momento impedisce l’avvio concreto del progetto industriale. Nonostante i tentativi effettuati, anche attraverso le sedi giudiziarie competenti, non è stato possibile ottenere il pieno rilascio dell’immobile, considerato un passaggio indispensabile per procedere con l’investimento.

La persistenza di questa situazione di stallo potrebbe compromettere il buon esito del concordato, con possibili ripercussioni per gli ex lavoratori e gli altri creditori, oltre ad essere un rischio per il programma di reindustrializzazione del sito di Campi Bisenzio.

Le aziende sottolineano che l’obiettivo dell’operazione non è limitare il diritto di manifestazione o le forme di tutela previste, ma creare le condizioni necessarie per rispettare gli impegni contenuti nella proposta di concordato e avviare il percorso di rilancio produttivo.

Per questo motivo è stato lanciato un appello alla responsabilità di tutti i soggetti coinvolti, con la speranza di superare rapidamente l’attuale situazione e consentire la realizzazione dell’investimento previsto. Secondo le aziende, il progetto rappresenta infatti una concreta opportunità per garantire il pagamento dei creditori e offrire nuove prospettive occupazionali e industriali alla zona di Campi Bisenzio.

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